Dopo un pugno in faccia, il coma. «Alla mamma avevano prospettato il peggio, che sarei rimasto in stato vegetativo», racconta il 25enne di Albenga. «Ma grazie all’équipe riabilitativa della Fondazione Don Gnocchi di La Spezia è iniziata la mia seconda vita. E ora porterò avanti progetti educativi per spiegare ai ragazzi che la violenza non è un gioco»