«Ci contattano da tutta Italia giovanissimi e giovanissime Lgbtq+ segnati da ferite profonde», racconta Maria Grazia Campese, presidente della Cooperativa sociale Spazio aperto servizi che gestisce la struttura. «Essere rifiutati dai genitori nel momento delicato della formazione dell’identità va a ledere le radici». Alcuni ospiti vengono da situazioni di degrado, altri da contesti agiati