La docente dell’Università di Bari ha ideato per gli studenti un progetto che ribalta l’idea di successo e di fallimento. Una convinzione che nasce anche dalla sua esperienza personale con la neurodivergenza: una figlia con autismo grave, lei stessa con diagnosi di Adhd. «Ogni persona», dice, «ha bisogno di incontrare qualcuno che la guardi come un dono e non come un difetto da correggere. Quando accade, qualcosa dentro di noi fiorisce»