«È una decisione importante, che porta a una modifica che attendevamo da decenni», commenta Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità. «Finalmente si pone l’accento sulla vera natura di questa disfunzione». Il primo interlocutore resta il ginecologo, subito però una donna deve coinvolgere anche l’endocrinologo