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Le Terme di Caracalla: grazie al progetto di CoopCulture i pazienti dell'ospedale Gemelli Isola Tiberina di Roma possono visitarle virtualmente
L'arte non è solo uno strumento per esprimere emozioni e pensieri, ma un motore di benessere, socialità e creatività. Attraverso una scultura, un dipinto o una melodia, essa ci ricorda che siamo tutti connessi da un linguaggio universale fatto di storie e significati profondi.
È provato dalla scienza che immergersi nell'esperienza estetica aiuta a ridurre le tensioni emotive e favorisce la riscoperta di sé, promuovendo una rinnovata energia di pensiero. L’arte è di supporto anche per il benessere dei pazienti oncologici, tanto che a Roma è stato siglato un protocollo d’intesa tra CoopCulture e Fondazione Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ETS: una collaborazione gratuita e ad alto valore sociale, finalizzata a integrare l’esperienza culturale nei percorsi terapeutici e assistenziali dei pazienti.
Il progetto è attivo presso il Centro di eccellenza oncologica radioterapica, medica e diagnostica per immagini dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, e si inserisce nella linea tracciata dall’accordo nazionale tra il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura, ponendosi come modello concreto di collaborazione tra cultura e sanità.
CoopCulture ha ideato e sviluppato il modello culturale del progetto, curando contenuti, tecnologie e progettazione dell’esperienza, e rafforza così il proprio ruolo di attore culturale capace di generare impatto sociale misurabile. L’obiettivo è costruire un’esperienza culturale integrata nei percorsi terapeutici, in grado di sostenere la dimensione emotiva e relazionale dei pazienti. L’iniziativa nasce all’interno del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) e si fonda su una visione innovativa dell’ambiente ospedaliero: non più solo luogo di trattamento clinico, ma spazio di cura integrale, capace di coniugare eccellenza scientifica, innovazione tecnologica e attenzione alla dimensione emotiva e relazionale del paziente.
Oggi, grazie ai progressi terapeutici, l’attenzione si sposta sulla qualità della vita durante le cure. Il progetto mira a favorire serenità, migliorare l’aderenza ai trattamenti e rafforzare la resilienza dei pazienti, offrendo un percorso di cura non solo clinico, ma anche umano ed emotivo.
Le attività virtuali e sul territorio
Sono già operativi i dispositivi immersivi digitali messi a disposizione da CoopCulture: visori, smartphone e auricolari, corredati da contenuti culturali di alta qualità ideati e curati da CoopCulture, che consentono ai pazienti di vivere virtual tour e accedere a immagini in alta definizione di luoghi d’arte, trasformando il tempo della terapia in un’esperienza di bellezza e distrazione positiva. In particolare, i pazienti possono intraprendere un viaggio virtuale all’interno delle Terme di Caracalla, uno dei complessi archeologici più suggestivi della Roma antica.
Sono previste anche visite guidate mensili gratuite presso luoghi d’arte del Lazio, in cui pazienti e personale sanitario saranno accolti per vivere esperienze di arte-terapia all’aperto, per stimolare socialità, espressione emotiva e benessere psicofisico.
Le tappe fino a dicembre
I prossimi appuntamenti saranno:
- 30 maggio agli scavi di Ostia Antica
- 27 giugno al Pantheon
- 25 luglio al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
- 29 agosto a Palazzo Barberini
- 26 settembre ore 11.30 al Passetto di Borgo
- 31 ottobre al Museo delle Navi di Fiumicino
- 28 novembre al Castello di Giulio II di Ostia Antica
- 26 dicembre al Ghetto e sull’Isola Tiberina.
Formazione e monitoraggio: un modello replicabile
Il protocollo, della durata di 12 mesi, prevede un gruppo di coordinamento congiunto e un sistema di monitoraggio dell’impatto delle attività culturali sul benessere dei pazienti, attraverso strumenti anonimi di rilevazione e analisi.
«Siamo profondamente convinti che la cultura possa essere una vera e propria risorsa di benessere, capace di accompagnare e sostenere anche i percorsi più difficili», sostiene Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture. «Con questo protocollo, CoopCulture rafforza il proprio impegno per una cultura accessibile, generativa e utile, che entra negli ospedali non come intrattenimento, ma come strumento concreto di cura. Portare bellezza in corsia significa riconoscere il potere trasformativo dell’arte e restituire centralità alla persona, al di là della malattia».







