Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ribadisce che non sempre ci si cura restando chiusi nell’appartamento. Il caso riguardava un lavoratore licenziato perché era stato visto svolgere attività ricreative, come può essere una passeggiata in riva al mare, durante un periodo di assenza certificata per depressione
Un tempo ci si vergognava dei propri problemi di salute, mentre oggi, su TikTok, Facebook o Instagram, la vulnerabilità si trasforma in condivisione. Si tratta di esibizionismo? Oppure raccontare i drammi personali è una forma di cura?