Un tempo ci si vergognava dei propri problemi di salute, mentre oggi, su TikTok, Facebook o Instagram, la vulnerabilità si trasforma in condivisione. Si tratta di esibizionismo? Oppure raccontare i drammi personali è una forma di cura?
Il giovane medico del Centro di riferimento oncologico di Aviano, in Friuli, ha migliaia di follower che apprezzano le sue storie e i suoi reel. «Ho notato che molti pazienti avevano dubbi o convinzioni basate su informazioni scorrette trovate online», spiega. «Da qui l’idea: devono esserci voci qualificate. È nato anche un canale YouTube»