A volte succede che un momento di dolore e difficoltà si trasformi in altro. Da queste premesse nasce l’associazione Sole, una rete di supporto per l’assistenza alle neomamme. «Quando è nata la mia prima figlia, Sole Tea, ho passato mesi davvero complicati», racconta Giorgia Venturini, conduttrice su Canale 5 di X-Style e voce di Radio Montecarlo. «Ho passato praticamente il primo anno dentro e fuori dagli ospedali, aspettando una diagnosi che faticava ad arrivare. Mi sono sentita persa. Mia madre era morta da poco, avevo i parenti lontani, soprattutto due mie cugine a cui sono legatissima da sempre. Mi sentivo sopraffatta e in difficoltà».
Per fortuna è andato tutto per il meglio.

Giorgia Venturini, la sua storia personale l’ha portata all’idea dell’associazione Sole?
«Esatto, mia figlia mi ha dato la forza, mi ha sciolto il cuore e da subito ho capito che dovevo fare qualcosa. Alle mamme spesso è fatto credere che devono farsi carico di tutto senza lamentarsi mai. Come se la maternità fosse un dono che ti ripaga da tutta la fatica. Invece ci si sente sole, smarrite, con la paura continua di sbagliare e senza sapere a chi rivolgersi. L’associazione nasce per affiancare le neomamme nel primo anno, soprattutto le più bisognose economicamente. Diamo un supporto a 360 gradi sulla nascita di un bambino, da 0 a 12 mesi: pratico, psicologico, umano e sanitario».

Le mamme non vanno lasciate sole.
«Mai. Certo, paghiamo anche i problemi di mancanza di personale, ma se ci pensiamo si partorisce e la maggior parte di noi non sa proprio come comportarsi, ha paura di sbagliare e per questo si colpevolizza. Non pensiamo solo a grandi problemi, a volte ritagliarsi un po’ di tempo anche solo per dormire può fare una differenza enorme. Accanto agli specialisti, offriamo una rete di sostegno e aiuto anche tra mamme. È fondamentale confrontarsi».

Il suo monologo per Le Iene andato in onda il 10 febbraio 2023 è stato un momento importante. Ha ammesso che fare la mamma non equivale a fare un’eroina che tutto sopporta, comprende, capisce. È soddisfatta del risultato raggiunto con l’associazione Sole se pensa agli inizi?
«Parzialmente. Molte donne continuano a vergognarsi di chiedere aiuto. Mi scrivono in privato perché hanno paura del giudizio. E comunque il mio intervento alle Iene è stato anche molto criticato persino dalle donne, sempre il solito stereotipo di giudizio: siamo tutte state mamme…».

Servirebbe una maggiore condivisione?
«Ci vuole una propaganda assoluta. Non mi stancherò mai di dirlo. La condivisione è fondamentale. Chiedere aiuto non ci rende meno mamme e non ci rende meno forti».

Nel frattempo, quest’estate è diventata mamma per la seconda volta. Cosa le hanno portato in dono Sole e Pietro?
«Mia figlia mi ha scongelato il cuore e mi ha tolto da una specie di aridità sentimentale dove mi ero persa. Pietro mi ha regalato la pazienza (ride), ne sono molto orgogliosa. Entrambi mi danno tanta forza. Io sono figlia unica - e non l’ho mai superato fino in fondo - e aver potuto regalare un fratello a mia figlia mi commuove».

Sua mamma invece oltre all’amore cosa le ha insegnato?
«A essere indipendente. Me lo diceva sempre».

Il suo lavoro l’ha aiutata a superare le difficoltà?
«Certo. Fare il lavoro che ti piace è di per sé una grandissima fortuna e poi sono sempre stata affascinata dalla moda, scoprire le nuove tendenze – quello che succede con X-Style – è importante e divertente ma è fondamentale che ciascuno abbia il proprio stile. E non parlo solo di abiti, anzi».

Era questo che sognava di fare da bambina?
«Sognavo in grande. Da bambina non avevo dubbi! Volevo fare l’attrice, poi ho anche cominciato a fare delle piccole sfilate in casa. Mi piace pensare che in qualche modo ho seguito le mie aspirazioni».

La radio invece?
«La radio è diversa: è voce e immaginazione. Da un certo punto di vista è un lavoro ancora più profondo. Il mio percorso è iniziato proprio dalla radio e solo dopo è arrivata la televisione».