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Quando manca tutto non è più infanzia: è la considerazione che accompagna da quasi trent’anni il lavoro della Fondazione L’Albero della vita, organizzazione no profit che interviene in Italia e nel mondo per aiutare i bambini e le famiglie che vivono senza ciò che per altri è scontato: cibo, casa, quaderni, cure.
Due decenni fa la Fondazione ha avviato nel Bengala Occidentale, in India, un programma di sostegno a distanza che nel tempo ha migliorato concretamente la vita di oltre 15mila bambini, con 50mila beneficiari indiretti. Il progetto prevede diversi ambiti di intervento: assistenza medica, istruzione, microcredito sociale per favorire l’autonomia delle famiglie, supporto alle persone con disabilità, contrasto al traffico minorile. Per celebrare questo anniversario di presenza nel territorio, la Fondazione ha scelto come madrina la speaker radiofonica Paola Maugeri, volto storico del giornalismo musicale italiano, che è tornata a Kolkata, come si chiama oggi l’antica Calcutta.
Paola Maugeri, se dovesse scegliere un’immagine che sintetizzi questo viaggio, quale sarebbe?
«Calcutta è una metropoli immensa, travolgente. Sono stata in una delle più grandi baraccopoli ma se penso a ciò che porto con me, in mezzo a tutto questo, non sono i luoghi, ma gli sguardi dei bambini che sorridono. Sorridono perché sanno di non essere soli, percepiscono che qualcuno si prende cura di loro».
Il momento che le è rimasto più impresso?
«Vedere i volontari chiamare tutti i bambini per nome. Conoscono i nomi di tutti loro! Non è un dettaglio, è ciò che fa la differenza, e se questo vale sempre e ovunque, ancora di più in un contesto dove è altissimo il rischio di sentirsi invisibili. Io penso che quando qualcuno conosce il tuo nome, la tua storia, ti senti visto, accudito, e questo genera speranza, cura. Nell’era della distrazione, della corsa forsennata, ho ritrovato in questa esperienza il valore preziosissimo dell’attenzione autentica, della presenza».
Il sostegno della Fondazione si muove su più livelli. Qual è percepito come più importante?
«La salute. È un principio universale, senza salute il resto diventa impossibile, studiare, lavorare, crescere. Là ho visto quanto sia importante ricevere assistenza medica per dei bambini che altrimenti non potrebbero accedervi».
Subito dopo?
«Metterei l’istruzione, perché la scuola non è soltanto apprendimento, è libertà. Nei learning center della Fondazione i bambini imparano, hanno la possibilità di sviluppare un pensiero autonomo, immaginare una vita diversa, compiere scelte più consapevoli. Per le bambine, in particolare, rappresenta una forma di protezione, dai matrimoni precoci, dalle discriminazioni, da un destino già scritto».
Che realtà è il Day Care Center di Baruipur?
«È un centro dedicato ai bambini con disabilità fisiche e cognitive. Ricevono assistenza medica, fisioterapia, percorsi educativi, sostegno quotidiano. È uno dei luoghi chiave del progetto anche perché la disabilità in India è spesso accompagnata da stigma, isolamento sociale. Oggi ne fanno parte oltre 150 bambini insieme alle loro madri, donne che si prendono cura dei figli con una forza straordinaria».
A proposito, la Fondazione L’Albero della vita lavora anche sull’autonomia delle donne. In che modo?
«In alcune comunità le donne ricevono una formazione nella lavorazione del cotone e possono utilizzare telai messi a disposizione dalla Fondazione per avviare una piccola attività e contribuire così al reddito familiare. È un aiuto fondamentale perché quando una madre conquista autonomia, cambia il destino di un’intera famiglia».
Il sostegno a distanza può sembrare un gesto economico, quasi distaccato. Cosa ne pensa dopo averlo visto da vicino?
«È tutt’altro che un semplice contributo economico, è una relazione profonda. Una lettera, un messaggio, la possibilità di seguire la crescita di un bambino, tutto questo crea una relazione. Ho capito, poi, che noi crediamo di aiutare questi bambini ma in molti modi sono loro ad aiutare noi. Ci permettono di vedere aspetti della vita che dimentichiamo, di dare la giusta priorità alle cose».
Come sostenere il progetto
Per approfondire il programma di sostegno a distanza della Fondazione L’Albero della Vita, è possibile visitare il sito web oppure si può contattare il numero telefonico dedicato 329.7577399 per ricevere maggiori informazioni sulle attività. Online è anche possibile, secondo diverse modalità, fare una donazione a favore dei progetti dedicati ai bambini e alle famiglie.









