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Vorrei sapere se la comunità scientifica ha raggiunto un accordo su efficacia e sicurezza dei vaccini antiCovid. Io (79 anni) e i miei familiari tra il 2021 e il 2025 abbiamo ricevuto sette dosi, senza mai avere problemi, a parte un lieve e transitorio dolore nella zona dell’iniezione. Ho chiesto al mio medico di medicina generale se ritiene opportuno che, oltre al vaccino antinfluenzale, rifaccia anche l’antiCovid. E la risposta è stata affermativa. Invece il mio pneumologo mi ha sconsigliato di vaccinarmi, perché lui ha avuto molti problemi che attribuisce proprio al vaccino. Chi ha ragione?
Luigi S. A.
La risposta di Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano e professore associato di Igiene generale ed applicata all’Università degli Studi di Milano
Buongiorno, grazie per la domanda, molto chiara e importante. Cerco di darle una risposta il più possibile basata sulle evidenze scientifiche più aggiornate e condivise. A oggi, la comunità scientifica internazionale è sostanzialmente concorde nel ritenere i vaccini antiCovid sicuri ed efficaci, soprattutto nelle persone anziane e/o fragili, per i quali la malattia può avere conseguenze più gravi.
Questo consenso deriva da:
• centinaia di studi clinici e di sorveglianza post-marketing;
• miliardi di dosi somministrate nel mondo;
• monitoraggi condotti da Ema (l’agenzia europea per i medicinali), Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Istituto superiore di sanità, Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e Centers for disease control and prevention, l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti.
I dati aggiornati ad autunno 2025 mostrano che:
• gli effetti collaterali comuni restano lievi e transitori (dolore nel sito di iniezione, stanchezza, febbricola per uno-due giorni);
• eventi avversi gravi sono molto rari (da uno a dieci casi su un milione di dosi) e nella grande maggioranza non portano a conseguenze durature;
• i benefici del vaccino nel prevenire ricoveri e decessi superano di gran lunga i rischi, soprattutto sopra i 65 anni e nei pazienti con malattie croniche (cardiopatie, broncopatie, diabete, immunodepressione).
Le autorità sanitarie europee e italiane continuano a monitorare attivamente eventuali segnalazioni di reazioni avverse e aggiornano periodicamente le raccomandazioni. Lei ha 79 anni e riferisce di aver ricevuto sette dosi senza alcuna reazione significativa: questo è un ottimo segnale di tolleranza individuale.
Le linee guida attuali del ministero della Salute, del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) e dell’Oms raccomandano un richiamo annuale antiCovid, idealmente insieme al vaccino antinfluenzale, soprattutto per:
• persone ≥60 anni;
• soggetti con patologie croniche respiratorie, cardiache, metaboliche o immunodepressione;
• operatori sanitari o conviventi di fragili.
È comprensibile che lei sia rimasto perplesso: alcuni medici, basandosi su esperienze personali o interpretazioni individuali, possono esprimere opinioni più caute. Tuttavia, la valutazione della sicurezza dei vaccini deve fondarsi su dati di popolazione, non su casi singoli.
Le reazioni individuali (come quella riferita dal suo pneumologo) non invalidano la solidità delle evidenze complessive.
In sintesi, la comunità scientifica è concorde: i vaccini antiCovid restano sicuri ed efficaci, soprattutto negli anziani. Nel suo caso, è consigliabile effettuare il richiamo autunnale insieme al vaccino antinfluenzale. L’assenza di effetti avversi nelle precedenti somministrazioni è un elemento molto rassicurante.









