La crema solare? Indispensabile, dovrebbero ricordarlo tutti. Ecco allora le indicazioni per applicarla correttamente da Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto dermoclinico Vita Cutis di Milano, fondato in collaborazione con il gruppo ospedaliero San Donato.

L’importanza della quantità
La protezione solare funziona davvero solo se viene applicata nella quantità giusta. Per non sbagliare, è bene seguire la regola delle due dita: coprire completamente di crema l’indice e il medio stesi, dalla base alla punta, consente di raggiungere una quantità di prodotto adeguata per proteggere bene viso e collo. Che cosa succede se ne usiamo meno? La protezione reale si abbassa moltissimo, quindi, in caso di un solare con Spf 50, sarà come aver applicato un filtro più basso.

I tempi perfetti
Quando applicare la crema solare?
• Circa 15–20 minuti prima dell’esposizione al sole.
• Bisogna ricordandosi di applicarla nuovamente ogni due ore durante l’esposizione.
• Va spalmata dopo un bagno in mare o in piscina o una doccia oppure in caso di sudorazione intensa, anche se sull’etichetta è specificato che il prodotto è “water resistant”, o “waterproof”.

Le zone da non dimenticare
La crema va applicata in modo uniforme sulla pelle asciutta e su tutte le parti del corpo esposte, senza dimenticare orecchie, contorno occhi, collo, décolleté, mani. Va messa ogni giorno, anche se il cielo è nuvoloso o se si trascorre il tempo in spiaggia sotto l’ombrellone.

I due tipi di filtri
I prodotti in commercio sfruttano due tipi di filtri per limitare l’azione dei raggi solari di tipo UvA e UvB.
• I filtri solari minerali, o fisici, sono solitamente costituiti da polveri finissime di ossido di titanio o zinco. Creano una barriera sulla pelle che respinge e limita l’azione dei raggi Uv, ma l’applicazione eccessiva e ripetuta di questi filtri può favorire, in una pelle mista o grassa, l’occlusione dei pori e la conseguente formazione di comedoni (punti neri).
• I filtri non minerali (o chimici) agiscono frenando e indebolendo la potenza dei raggi ultravioletti. Sono i filtri contenuti nella maggior parte delle creme solari e sono consigliati dai dermatologi perché mimano le normali reazioni chimiche che interessano il nostro organismo (per esempio, la produzione di melanina, risultato di una reazione chimica tra pelle e raggi infrarossi).

Il fattore protettivo
Il fattore di protezione solare, riportato su ogni confezione con la sigla Spf (Sun protection factor) indica il livello di protezione solare che può raggiungere un prodotto e la sua capacità nel ritardare la comparsa dell’eritema. È sempre opportuno scegliere creme con Spf 50+ (la protezione massima), in particolare i primi giorni di esposizione. Successivamente, se non si ha la carnagione chiara, si può scalare a un Spf 30.

La conservazione
Come i farmaci, anche le creme solari vanno conservate correttamente, in un luogo fresco, asciutto, possibilmente al riparo dalla luce. Al mare, si può mettere in borsa, ricordandosi di tenerla sotto l’ombrellone.
I prodotti non hanno una data di scadenza ma un periodo (9-12 mesi) entro il quale dovrebbero essere consumati una volta aperti. Dopo questo periodo non è più garantita l’efficacia e per questo motivo è sempre meglio non utilizzare le creme avanzate l’estate scorsa.