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Secondo l’Associazione italiana medicina del sonno (Aism), il cuscino è, dopo il materasso, il secondo fattore più importante per raggiungere le fasi di sonno profondo, indispensabili al cervello per consolidare la memoria, smaltire le tossine, regolare gli ormoni, rafforzare il sistema immunitario e recuperare le energie.
Con il corretto sostegno, inoltre, si possono ridurre i bruschi risvegli da reflusso gastroesofageo, i noti problemi di cervicale (e i conseguenti mal di testa), diminuire il russamento, gestire al meglio apnee notturne e allergie.
«Il cuscino è “giusto” quando riempie perfettamente lo spazio tra collo, testa e materasso, mantenendo la colonna vertebrale in una linea retta e naturale», afferma il fisiatra Francesco Negrini, professore associato di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università dell’Insubria e responsabile del servizio Microattività ambulatoriale complessa agli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Tradate (Varese).
Ma, anche se le imbottiture sembrano eterne, un guanciale perde le sue proprietà meccaniche mediamente ogni due-tre anni e nel tempo accumula inevitabilmente polvere e residui organici.
Quando è il momento di acquistarne uno nuovo? Negrini e Vincenzo Patella, presidente della Società italiana allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), consigliano due semplici test per scoprirlo.
Test 1
Premi con forza il pugno al centro del cuscino e rilascia. Se il materiale non torna alla forma originaria, ma resta “affossato” o impiega tempo a riaprirsi, significa che le fibre sono esauste e andrebbe cambiato.
Test 2
Rimuovi la federa: se noti degli aloni giallastri vuol dire che ci sono colonie di acari e residui organici. Anche in questo caso è ora di acquistarne uno nuovo.











