I tumori multipli sono neoplasie che compaiono nella stessa persona nel corso della vita, ma che non hanno alcun legame tra loro. Non si tratta quindi di metastasi, cioè della diffusione di un tumore già presente in altre parti del corpo, né di recidive, ossia della ricomparsa della stessa malattia dopo le cure. Sono tumori distinti, che nascono in modo indipendente e possono colpire la stessa area del corpo oppure interessare organi e sedi completamente diverse.

Sincroni e metacroni
Quando due o più tumori vengono individuati nello stesso periodo, o comunque a breve distanza l’uno dall’altro, si definiscono sincroni. Si parla invece di tumori metacroni quando una nuova diagnosi arriva dopo mesi o anche anni dalla prima: in questo caso le malattie si sviluppano in momenti diversi della vita.

Le cause
Le cause dei tumori multipli possono essere diverse. In alcuni casi persistono gli stessi fattori che hanno favorito la prima malattia, come il fumo di sigaretta, l’esposizione professionale a sostanze nocive o altri elementi ambientali. Un secondo aspetto riguarda gli effetti a lungo termine delle terapie: radioterapia e chemioterapia possono, in una piccola quota di casi, favorire nel tempo la comparsa di nuove neoplasie. È noto, per esempio, che le aree irradiate possano presentare un rischio lievemente aumentato, come il collo per il tumore della tiroide o il torace per il tumore della mammella. Alcuni chemioterapici utilizzati per linfomi, tumori del testicolo o della mammella sono stati associati a un modesto incremento del rischio di leucemie secondarie. Si tratta comunque di percentuali molto basse, intorno all’1%, per cui i benefici delle cure restano nettamente superiori ai rischi.

Il peso dei geni
Un ruolo importante nei tumori multipli è svolto anche dalla predisposizione genetica. La letteratura internazionale stima che tra il 5% e il 10% di tutte le neoplasie sia legato a sindromi ereditarie, con alcune valutazioni che arrivano fino al 15%, a seconda dell’organo coinvolto e della penetranza delle mutazioni. In Italia, secondo il rapporto I numeri del cancro in Italia 2025, oltre 1.250.000 persone, appartenenti a circa 200.000 famiglie, presentano una sindrome ereditaria di predisposizione oncologica. Le alterazioni più frequenti riguardano i geni BRCA1 e BRCA2, associati soprattutto ai tumori della mammella e dell’ovaio ma anche di prostata e pancreas, e i geni MLH1, MSH2, MSH6, PMS2 ed EPCAM, legati in particolare ai tumori gastrointestinali ed endometriali. Mutazioni più rare, come quelle che interessano TP53, VHL, STK11, PTEN, CDKN2A, CDK4 e BAP1, possono invece aumentare il rischio di sviluppare tumori in diversi organi.

Prevenzione e controlli
Dopo una prima diagnosi, i medici sono in grado di valutare se esiste un rischio aumentato di sviluppare altre neoplasie e di proporre un percorso di controlli personalizzato. La prevenzione per evitare i tumori multipli passa soprattutto da uno stile di vita sano, dall’eliminazione dei fattori di rischio modificabili e, quando indicato, dall’esecuzione di test genetici per individuare eventuali predisposizioni ereditarie.

Il caso
Resta però importante ricordare che non tutto è prevenibile: una piccola quota di tumori multipli sfugge a ogni previsione ed è legata al caso, a quella componente di sfortuna che fa parte della biologia umana.

Testo raccolto da Paola Rinaldi