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La promessa azzurra dello slittino Alex Gufler
Dal 6 al 22 febbraio gli occhi del mondo sono puntati sullo spettacolo sportivo più atteso dell’anno: i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. In una cornice di luoghi magici - dalle maestose Dolomiti alla suggestiva Valtellina, passando per Trentino, Alto Adige e il capoluogo lombardo – 2.900 atleti, provenienti da oltre 90 Paesi, si contendono bronzi, argenti e ori, a suon di salti mozzafiato, acrobazie che sfidano la gravità e discese vertiginose, in cui ogni centesimo di secondo può cambiare il destino di una medaglia.
Con loro sogniamo tutti noi, come dice anche il motto di questa edizione (“Dreaming together”), e l’energia dell’evento contagia gli spettatori che, spinti dall’entusiasmo, vorranno emulare i loro campioni in pista per quello che viene definito effetto-traino.
In fatto di sport, sinonimo di salute, l’entusiasmo è un bene e va promosso, ovviamente non dimenticando la prudenza. «Gli atleti alle Olimpiadi mostrano il culmine dell’efficienza fisica, frutto di anni di allenamento mirato e di una preparazione medica specialistica», dice Andrea Panzeri, presidente della Commissione medica della Federazione italiana sport invernali (Fisi) e responsabile dell’unità operativa di Sport Trauma e Research Center dell’Istituto clinico San Siro di Milano (gruppo San Donato). «Il bello dell’evento è suscitare emozioni forti, far venire voglia di cimentarsi in questi sport meravigliosi e spesso meno conosciuti, ma questo non deve significare improvvisare, soprattutto quando ci sono di mezzo neve e ghiaccio».
Aggiunge Filippo Balestreri, presidente della Commissione medica della Federazione italiana sport del ghiaccio (Fisg): « Gli sport sul ghiaccio sono tra i più divertenti e adrenalinici ma per praticarli servono una predisposizione individuale, una rigorosa disciplina e un allenamento seguito da esperti. Consiglio di affidarsi a società sportive e tecnici federali, preparati e competenti».
Con la consulenza dei due esperti scopriamo i 16 sport in programma nella XXV Olimpiade invernale, che comincia già il 4 febbraio, due giorni prima della cerimonia ufficiale.
Biathlon
Questo sport, che affonda le radici nella fredda Scandinavia, combina due discipline: lo sci di fondo e il tiro a segno. Si percorre la pista (di solito in stile libero) e, a ogni giro, ci si ferma per una sessione di tiro al poligono. Un bersaglio mancato comporta una penalità che, a seconda della gara, può essere un tempo aggiuntivo o dei giri extra da percorrere.
• A chi è adatto. Si può praticare a partire dai 12 anni ed è ideale per chi ha buona resistenza aerobica e forte disciplina mentale: calma, concentrazione e precisione sono infatti essenziali per gestire il tiro a segno dopo un intenso sforzo fisico.
• Attenzione a… Sono comuni le infiammazioni agli arti superiori e inferiori e alla schiena, dovute alla ripetitività del movimento e alla postura dello sci di fondo. A questi possono aggiungersi problematiche respiratorie legate all’ambiente come l’asma da sforzo.
• Per imparare. La pratica si divide nell’allenamento delle due discipline. Prima si impara la tecnica dello sci di fondo (i centri specializzati si trovano soprattutto nelle regioni alpine). Poi, ci si può cimentare nei poligoni attrezzati e iniziare l’allenamento combinato. Sul sito della Fisi l’elenco di club e sci club affiliati, alcuni dei quali hanno una sezione dedicata al biathlon.
Bob
È lo sport degli svizzeri. Lo hanno inventato loro e sono loro ad avere conquistato il maggior numero di medaglie totali ai Giochi. Il bob è una slitta, oggi altamente tecnologica, che può essere singola, a due o a quattro posti. In ogni caso, chi la guida deve avere nervi d’acciaio perché la pista da percorrere è stretta e tortuosa, scavata nel ghiaccio. Ad alti livelli sfreccia a una velocità impressionante, fino a 140 km/h. Vince l’equipaggio che completa la pista nel minor tempo complessivo, sommando i tempi di tutte le manche previste dalla gara.
• A chi è adatto. L’avviamento si fa tra i 15 e 18 anni. Si adatta a chi ha una struttura fisica robusta e muscolosa. A chi lo pratica a livello agonistico serve una buona accelerazione per la spinta iniziale, reattività, coordinazione, capacità di gestire l’adrenalina.
• Attenzione a... I rischi più comuni sono legati alla violenza degli impatti ad alta velocità e alle vibrazioni. Il casco è obbligatorio a livello dilettantistico, servono poi guanti da sci e scarpe solide.
• Per imparare. Non è facile iniziare a praticarlo in Italia perché c’è solo una pista dedicata (a Cortina d’Ampezzo). Inoltre bisogna essere assistiti da piloti abilitati alla guida. Info sul sito della Fisi.
Combinata nordica
Da vedere è spettacolare. Unisce due specialità molto diverse tra loro: lo sci di fondo e il salto con gli sci. La prima prova è un salto da brividi con gli sci dal trampolino (che in gara stabilisce il tempo di partenza per la seconda fase), l’altra è la gara di fondo. Vince chi taglia il traguardo per primo.
• A chi è adatta. Non è praticabile senza una preparazione atletica professionistica di altissimo livello. Richiede una combinazione unica di competenze acrobatiche e potenza muscolare per il salto, resistenza aerobica estrema per lo sci di fondo e, su tutti, tanto coraggio per il lancio nel vuoto dal trampolino.
• Attenzione a... La gran parte di infortuni si verifica nel salto. Anche se l’uso del casco è obbligatorio, un atterraggio violento può causare commozioni serie o compromettere la colonna vertebrale. Altri problemi comuni sono le sollecitazioni che ricevono le ginocchia nella fase di atterraggio e il logoramento per il sovraccarico richiesto dall’allenamento di resistenza nello sci di fondo.
• Per imparare. È uno sport complesso che non si impara per caso. Richiede un avviamento mirato e specialistico. Sci club e centri sportivi specializzati che offrono programmi di allenamento completi sono a Predazzo, in Val di Fiemme, e in altre località delle Alpi Orientali. Info sul sito della Fisi.
Curling
Questo sport di squadra viene chiamato spesso “scacchi sul ghiaccio”, una definizione che la dice lunga su quanto conti la componente strategica e tattica. Si gioca così: ogni giocatore si alterna nel lanciare pesanti pietre di granito (chiamate stone) verso un bersaglio circolare (house). La traiettoria e la velocità delle pietre sono modulate dai compagni di squadra che “spazzano” il ghiaccio con delle sorte di scope (broom).


Il campione olimpico di curling doppio misto Amos Mosaner
• A chi è adatto. Può essere praticato fin da piccoli fino a un’età più avanzata. L’avviamento è da 5-8 anni, l’agonismo dagli 8 anni in su. Non richiede potenza e resistenza estreme come altri sport invernali, piuttosto capacità di equilibrio sul ghiaccio, coordinazione, precisione. Lo spazzolamento sviluppa la forza funzionale di braccia, spalle e core (l’insieme dei muscoli profondi che stabilizzano il tronco).
• Attenzione a... Oltre il 90% degli infortuni acuti è legato alla perdita di equilibrio sul ghiaccio. Per evitare traumi alla testa è obbligatorio il casco.
• Per imparare. Non è facile avvicinarsi a questa disciplina perché serve un impianto dedicato. In Italia sono pochi, la maggior parte al Nord (vedi il sito della Fisg).
Hockey sul ghiaccio
È tra i giochi di squadra più veloci al mondo. Nel nostro Paese è uno sport di nicchia mentre nel resto del mondo gode di grande popolarità, specialmente in Canada, dove è considerato lo sport nazionale invernale. Lo scopo dei giocatori è colpire un disco (il puck) con delle apposite stecche per indirizzarlo nella rete della squadra avversaria.
• A chi è adatto. È uno sport dinamico adatto a chi non teme il contatto fisico. L’avviamento ideale è tra gli 8-10 anni. L’agonismo parte dai 10 anni fino a circa i 40 anni, a livello amatoriale viene praticato anche oltre i 50 anni. Sviluppa la muscolatura di gambe e spalle, coordinazione (specialmente occhio-mano per il disco), agilità, velocità e resistenza cardiovascolare.
• Attenzione a... È uno sport ad alto rischio di traumi seri, soprattutto alla testa, per via della velocità, dell’uso di lame affilate e del contatto fisico. Ecco perché nei corsi giovanili si pratica sotto la supervisione di tecnici formati e indossando l’equipaggiamento di protezione completo: casco da hockey con visiera o maschera, paradenti, gomitiere, paraspalle e parapetto, protezione collo e laringe, conchiglia, guanti rinforzati, parastinchi.
• Per imparare. L’ideale è iniziare da bambini con i corsi di pattinaggio di base e poi con l’allenamento specifico. Circuiti dedicati e club affiliati alla Fisg organizzano corsi di avviamento o lezioni prova.
Pattinaggio di figura
È una delle discipline più seguite nei Giochi olimpici invernali, presente da sempre nel programma (c’è dal 1908). Include diversi tipi di gare: singolo maschile e femminile, coppie di artistico, danza su ghiaccio, gara a squadre. In tutti i casi, pattinatori e pattinatrici mettono in scena uno spettacolo meraviglioso di grazia, eleganza e precisione, con figure ed esercizi composti accompagnati da una base musicale.


Lara Naki Guttman, tre volte campionessa italiana di pattinaggio artistico
• A chi è adatto. Senza troppe pretese su salti, trottole o coreografie complesse, il pattinaggio sul ghiaccio si può praticare anche a livello amatoriale. Piace a bambini e ragazzi ed è ideale per fare esercizio divertendosi. Serve un discreto equilibrio di base, una sufficiente forza nelle gambe. Migliora la coordinazione e la consapevolezza del corpo, sviluppa i muscoli di gambe, glutei, addominali e dorsali. È ideale per chi ama esprimersi attraverso il movimento. L’agonismo parte dagli 8 anni in su.
• Attenzione a... Il banco di prova è tenere l’equilibrio sul ghiaccio. Quando si perde, a seconda della velocità e del tipo di caduta, si rischiano soprattutto contusioni e fratture. Le più frequenti sono a carico del polso per il riflesso istintivo di pararsi con le mani. I consigli per evitarli? Allacciare correttamente i pattini, indossare guanti e casco, iniziare con un riscaldamento muscolare.
• Per imparare. Le associazioni sportive dilettantistiche o club affiliati alla Fisg, i palazzi del ghiaccio offrono corsi per principianti. Una volta acquisita una base solida, si può scegliere la specialità più adatta alle proprie caratteristiche. Info sul sito della Fisg.
Pattinaggio di velocità
È nato in Olanda secoli fa per spostarsi velocemente su fiumi e laghi ghiacciati. Solo alla fine dell’Ottocento è diventato formalmente uno sport. I campioni ai Giochi mettono in scena una gara adrenalinica che inchioda gli spettatori, non fosse altro che per la velocità. Per dare un’idea, alle Olimpiadi invernali di Pechino del 2022, il cinese Gao Tingyu ha percorso 500 metri in 34 secondi, stabilendo il record olimpico.
• A chi è adatto. A livello ricreativo l’avviamento è ideale a partire dai 6-8 anni, l’agonismo inizia dagli 8 anni e richiede certi requisiti, tra cui potenza muscolare degli arti inferiori, alta capacità aerobica, equilibrio dinamico.
• Attenzione a... I pericoli sono gli stessi del pattinaggio su ghiaccio ma aumentati proporzionalmente alla velocità. Anche chi ha una certa familiarità con il ghiaccio non deve improvvisare velocità o curve: l’apprendimento della tecnica specifica è essenziale. Bisogna indossare sempre casco omologato, guanti e, per l’allenamento intenso, occhiali protettivi per il vento e detriti. Si inizia solo dopo un riscaldamento muscolare e articolare accurato.
• Per imparare. Si comincia dai corsi base di pattinaggio su ghiaccio. Via via, si può scegliere questa specialità. I palazzetti del ghiaccio offrono sessioni di pattinaggio libero al pubblico (ad esempio a Collalbo, Bolzano, e Baselga di Pinè, Trento). Info sul sito della Fisg.
Sci alpino – Sci alpinismo
Sono entrambi sport di montagna, ma di fatto due discipline diverse. Lo sci alpino è tra i più popolari, amati e praticati nel nostro Paese (non solo tra le Alpi). Con gli sci fissati agli scarponi, si scendono pendii innevati, sfruttando gli impianti di risalita per risalire. Va oltre il concetto di sport: significa contatto con la natura, avventura con gli amici, stare insieme in famiglia. È una disciplina che unisce e anche uno stile di vita.
Lo sci alpinismo è la fusione tra escursionismo e sci. Si sale la montagna con le proprie forze – è questa la principale differenza con lo sci alpino –, per poi scendere in fuoripista. È la novità della XXV edizione: è infatti per la prima volta nel programma dei Giochi olimpici invernali.
• A chi sono adatti. Entrambi possono essere praticati da bambini (a partire da 6-7 anni), adulti, fino all’età avanzata (se in piste poco impegnative). A patto di conoscerne tecnica e rudimenti base, essere accompagnati da esperti e avere l’attrezzatura giusta. Il casco omologato è obbligatorio per tutti, poi servono: sci carving (un’evoluzione dei tradizionali sci dritti), scarponi rigidi, bastoncini per l’equilibrio, occhiali o maschera, abbigliamento tecnico a strati.
• Attenzione a... Negli ultimi anni è diminuita l’incidenza di traumi alla gamba e alla testa, ma le lesioni al ginocchio restano un rischio comune, sia a livello amatoriale, sia ad altissimi livelli, dovute a un meccanismo particolare di questo tipo di sci.
• Per imparare. Si può imparare a praticare nelle località turistiche con impianti di risalita (nel caso dello sci alpino) e piste da sci. La maggior parte di queste organizzano corsi base per apprendere le tecniche di scivolamento, curva e frenata in sicurezza. Per le scuole di sci alpino in Italia un punto di riferimento è l’Amsi (Associazione maestri di sci italiani. Insieme al Cai, Club alpino italiano, la principale associazione per l’alpinismo e l’escursionismo.
Sci di fondo
È il modo più antico di muoversi con gli sci ai piedi, infatti non nasce come sport, ma semplicemente per spostarsi sulla neve da un luogo all’altro. Lo diventa solo alla fine del XIX secolo e, anno dopo anno, conquista sempre più appassionati. Secondo le stime, solo gli occasionali superano i 2 milioni, a cui si aggiungono gli oltre 30mila tesserati e praticanti assidui. Si pratica in mezzo alla natura, nel silenzio delle montagne, tra boschi innevati, e fa bene al fisico e allo spirito. È considerato, infatti, uno degli sport di resistenza più completi e salutari.
• A chi è adatto. Va bene a tutte le età, dai bambini (da 4-5 anni) fino alle fasce più avanzate. È raccomandato per i suoi benefici cardiovascolari. Coinvolgendo fino al 90% della massa muscolare, aumenta in modo significativo l’efficienza del cuore e migliora la circolazione generale.
• Attenzione a... I traumi più comuni sono le infiammazioni agli arti superiori e inferiori. Possono esserci problematiche anche legate all’ambiente, come l’asma da sforzo. Per abbassare i rischi, servono prudenza, un po’ di pratica, un riscaldamento adeguato prima, abbigliamento tecnico (a strati, che protegga dal freddo ma permetta la traspirazione) e attrezzatura specifica (sci sottili e bastoncini per la spinta).
• Per imparare. L’ideale è imparare con la guida di un esperto per ottenere una buona impostazione e imparare la tecnica giusta (che permette anche di fare meno fatica). Di solito sono sufficienti da 4 a 6 lezioni. Ci sono piste per principianti in quasi tutte le regioni montane. Per trovare i centri fondo e le loro scuole si possono consultare anche i portali turistici regionali. I costi medi per una lezione individuale di un’ora si aggirano tra 30-50 euro (escluso noleggio attrezzatura e biglietto pista). Più informazioni sul sito della Fisi.
Short track
È una disciplina del pattinaggio su ghiaccio, una gara di velocità pura, in una pista ovale e stretta. I pattinatori competono direttamente l’uno contro l’altro, vince chi taglia per primo il traguardo. Ad alti livelli, come ai Giochi olimpici, gli atleti, per mantenere l’accelerazione in curva, restano gran parte della gara con il corpo inclinato e la mano interna che sfiora o si appoggia sul ghiaccio come punto di appoggio e di equilibrio. In Italia è diventato popolare anche grazie ad Arianna Fontana, l’atleta italiana più medagliata nella storia dei Giochi invernali, e alle medaglie olimpiche delle staffette azzurre.
• A chi è adatto. È adatto ai più giovani, l’avviamento può partire tra i 6 e gli 8 anni, l’agonismo dagli 8 anni in su. Servono una solida preparazione atletica di base, forza esplosiva di gambe e glutei per partenze e sprint, resistenza per sostenere la velocità, equilibrio dinamico per gestire le curve strettissime. L’asticella è alta anche mentalmente: richiede un eccellente controllo mentale e lucidità tattica, perché qui non conta solo la velocità, ma la capacità di anticipare e finalizzare i sorpassi al momento decisivo.
• Attenzione a… Il rischio di caduta è alto a tutti i livelli. A questo si aggiunge il conseguente contatto con le lame degli altri atleti che può causare profonde lacerazioni. Per questo è obbligatorio indossare una tuta completa più guanti antitaglio, paracollo, parastinchi, casco e occhiali omologati.
• Per imparare. Si inizia per gradi: prima con un allenamento mirato al potenziamento degli arti inferiori e del core (addominali e lombari), poi serve padroneggiare la postura bassa e l’abilità di inclinazione. Infine la velocità. Per lo short track servono strutture specializzate. Gli stadi del ghiaccio organizzano corsi di avviamento (sono a Bormio, Torino, Pieve di Cadore, Bergamo, Trento: elenco completo sul sito della Fisi).
Skeleton
Alla fine dell’Ottocento, in Svizzera, venne costruita la Cresta Run, una pista in ghiaccio naturale che i partecipanti iniziarono a scendere a pancia in giù. Così nacque lo skeleton, uno sport adrenalinico che si guarda ai Giochi olimpici con il fiato corto. Gli atleti scendono lungo un tracciato ghiacciato su una slitta leggera, con questa posizione rischiosa (a pancia in giù) e con la testa in avanti. Se non bastasse, ad alti livelli, raggiungendo velocità impressionanti (fino a 140 km/h).
• A chi è adatto. L’età ideale va da 15 a 25 anni. Per lo skeleton servono un’ottima struttura fisica di base, per la spinta esplosiva iniziale e per resistere alle vibrazioni in discesa (molti atleti infatti arrivano dall’atletica), concentrazione costante, gestione dello stress a velocità e, non da ultimo, grande coraggio.
• Attenzione a... I rischi più comuni sono dovuti all’impatto violento con le sponde della pista ad altissime velocità che possono causare fratture, lesioni articolari e commozioni cerebrali. Sono frequenti dolori cronici a collo e schiena, dovuti alle vibrazioni estreme. Sono obbligatori il casco omologato e la tuta tecnica rinforzata per assorbire gli urti.
• Per imparare. Nel nostro Paese attualmente non è possibile praticarlo a livello agonistico se non tramite la Fisi o passando per i Bob club Cristallo e Bob club Cortina.
Slittino
Accessibile, popolare, divertente, lo slittino è l’attività invernale preferita da tanti, soprattutto bambini, ma anche adulti. Seduti o sdraiati sulla schiena, sullo slittino, si scende lungo i pendii nevosi, controllando la direzione con i piedi e il corpo. Come dimostrano i dati sul turismo montano, è praticato sulle piste innevate di ogni regione, da nord a sud, chiaramente con percorsi che non hanno nulla a che fare con le complesse piste artificiali olimpiche.
• A chi è adatto. Con la supervisione di un adulto e le dovute cautele si può fare pratica sin da bambini. Lo slittino non è consigliato a chi è in età più avanzata e a chi ha problemi alla schiena. Servono un buon equilibrio di base e forza di gambe.
• Attenzione a… A livello amatoriale il rischio maggiore è la perdita di controllo sulla discesa; ve ne sono altri legati alle condizioni del percorso e alla postura. Seguire le regole sulle piste turistiche aiuta a ridurli: mantenere la distanza di sicurezza, non slittare fuori dalle piste designate, indossare il casco (specialmente i bambini) e indossare un abbigliamento robusto (guanti, pantaloni imbottiti) per attutire gli urti. È importante non slittare su ghiaccio vivo, né in piedi o altre posizioni pericolose e assicurarsi che la pista sia in buone condizioni.
• Per imparare. Le stazioni sciistiche hanno aree dedicate con noleggio e spesso organizzano minicorsi per insegnare le basi di sicurezza, frenata e controllo. Attualmente non è possibile praticare in Italia lo slittino agonistico per assenza di piste artificiali.
Snowboard
Frenetico, divertente, popolare, lo snowboard combina elementi di surf, skateboard e sci. Si scivola sulla neve su una tavola a cui i piedi sono fissati lateralmente. Per controllare il movimento, curvare e frenare, si sfrutta il peso del corpo, inclinando la tavola sugli spigoli. È una specialità olimpica invernale relativamente giovane, è stata introdotta per la prima volta nel 1998 ai Giochi olimpici invernali in Giappone e da allora il numero di discipline e specialità è aumentato progressivamente in ogni edizione.
• A chi è adatto. Non ci sono limiti rigidi ma la pratica dello snowboard è più indicata dai 10-12 fino ai 30 anni circa. È basato principalmente su tre abilità: equilibrio, gestione della velocità e abilità acrobatiche. Va bene per chi ha una buona forza eccentrica (la capacità del muscolo di lavorare mentre si allunga, cruciale per assorbire gli impatti), coordinazione e flessibilità. È fondamentale anche la propriocettività, la capacità del corpo di percepire e controllare la propria posizione nello spazio senza l’aiuto della vista.
• Attenzione a... Caviglie e ginocchia sono le parti più colpite a causa di cadute, torsioni e salti. Sono comuni i traumi agli arti superiori, in particolare polsi, e lussazioni della spalla, anche perché le braccia sono usate come bilancieri.
• Per imparare. Per saperne di più su scuole di snowboard consultare il sito dell’Amsi o quello della Fisi oppure i siti della località sciistica più vicina.
Salto e freestyle solo per gli esperti
Il salto con gli sci è una delle discipline più audaci, spettacolari ed emozionanti nel programma dei Giochi olimpici, e anche in assoluto la meno praticabile a meno che non si abbiano alle spalle anni di allenamento specialistico. È un’indimenticabile prova di coraggio e precisione. L’atleta parte dalla vetta e inizia una scivolata lungo una rampa ripida fino al punto di stacco dove si lancia letteralmente in volo per planare il più lontano possibile dal trampolino.
Anche il freestyle, detto anche sci acrobatico o skycross, è uno sport riservato ai massimi esperti. Prevede con gli sci salti a ostacoli, curve paraboliche, evoluzioni mozzafiato, acrobazie aeree. Tutto a velocità vertiginose che possono superare i 70-80 chilometri orari. Non ci si può cimentare senza avere un importante allenamento di sci alpino e un’ottima preparazione atletica generale.













