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Foto gentilmente fornita dall'Ambasciatori Palace Hotel di Fiuggi (FR)
La primavera è la stagione della bicicletta, celebrata dalle grandi classiche per professionisti come il Giro d’Italia, dall’8 al 31 maggio. Ma, lontano dai percorsi di gara, ci sono più di 23mila chilometri di itinerari ciclabili che attraversano la Penisola da nord a sud, e che per tutti - famiglie, principianti, senior - rappresentano le vie d’accesso privilegiate alla grande bellezza del nostro Paese e ai piaceri della mobilità slow. Secondo un rapporto recente (condotto da Istituto nazionale ricerche turistiche e Legambiente, “Viaggiare con la bici 2026”), la metà dei 49 milioni di cicloturisti che girano per l’Italia desidera infatti abbinare l’esperienza in sella alla scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche.
Andare in bici fa bene, a tutte le età, è un’ottima scelta per la salute di cuore, polmoni e metabolismo. Ma la pratica sportiva va affrontata per gradi. «È bene iniziare su percorsi pianeggianti, così non si forzano troppo i muscoli e il sistema cardio-respiratorio, e si attenua anche il carico su anche e ginocchia», spiega Pietro Mariano Casali, specialista in Cardiologia e medico dello sport dell’Istituto di Cura Città di Pavia del Gruppo San Donato. «Solo dopo aver percorso 500-600 chilometri si introdurranno le prime salite e si aumenterà la cadenza della pedalata».
Che mezzo scegliere? «Nei modelli da passeggio con pedalata assistita gran parte dello sforzo la fa il motore, per cui si percepisce meno la fatica», risponde Casali. «Sono indicati per chi soffre di disturbi cardiocircolatori o ipertensione, mentre la bici tradizionale resta la scelta più allenante».
Attenzione alla postura. «Sella e manubrio devono essere regolati correttamente per evitare sovraccarichi su ginocchia, bacino, spalle e rachide cervicale. In generale, guidare con la schiena e il collo spostati in avanti verso il manubrio non è consigliabile al di fuori dell’agonismo: la comodità resta la priorità, soprattutto per gli amatori, che sceglieranno una sella morbida e piuttosto larga».
Negli uomini, il sellino tradizionale, rigido e stretto, induce una pressione prolungata sulla regione perineale, e può infiammare la prostata. «Per evitarlo, meglio optare per le selle ergonomiche o con foro centrale, da inclinare leggermente verso il basso per ridurre il carico sul perineo», dice il medico dello sport. «Sono regole che valgono anche per le donne, che in bici rischiano edemi, irritazioni e disturbi del pavimento pelvico: pantaloncini con fondello imbottito e pause frequenti alzandosi in piedi, soprattutto in salita e su fondi accidentati, contribuiscono a prevenire i traumi».
Il neofita comincerà con le ciclabili (o ciclopiste), e cioè i percorsi urbani ed extraurbani riservati alla circolazione esclusiva delle biciclette e separati dalla strada tramite apposita segnaletica, mentre chi ha più esperienza continuerà con le ciclovie, gli itinerari turistici di lunga percorrenza, che attraversano anche più regioni. Il top sono le tratte impegnative di EuroVelo, la più grande rete di ciclovie a lunga percorrenza del mondo, composta da 17 itinerari spettacolari che attraversano l’Europa, dal Mediterraneo fino ai confini di Capo Nord, per un totale di oltre 90mila chilometri di percorsi.
Ma ecco una serie di ciclabili e ciclovie italiane lontane dal traffico, per esplorare - in poche ore o in più giorni - città d’arte, aree costiere e riserve naturali.
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Un suggestivo tratto della ciclovia Treviso-Ostiglia
La ciclovia Treviso-Ostiglia
È una ciclabile di circa 110 chilometri (dislivello: 150 metri) realizzata sul tracciato dell’ex ferrovia militare del 1941. L’itinerario, senza pendenze rilevanti, corre fra gli alberi su sterrato leggero, attraversa le province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona, ed entra anche nel comprensorio naturalistico del Parco del Sile, dove si pedala su ponti sospesi sopra le sorgenti del fiume omonimo. È la prima ciclovia al mondo certificata dal Global Sustainable Tourism Council, grazie agli elevati standard di sostenibilità.
La ciclovia Aosta-Verrès
Sono in tutto una cinquantina di chilometri (dislivello: 750 metri) che si snodano lungo il corso della Dora Baltea, collegando le due stazioni ferroviarie di Aosta e Verrès tramite un comodo tracciato su asfalto e sterrate bianche. La pista attraversa paesaggi agricoli, vigneti e rasserenanti scenari montani, raggiungendo uno dopo l’altro alcuni dei castelli più noti della Valle d’Aosta: Fénis, Saint-Germain e Issogne. L’unica salita mediamente impegnativa s’incontra nella zona Saint-Vincent/Montjovet.
La ciclabile del Ticino
Lungo le alzaie che da Sesto Calende (Varese) costeggiano il Ticino, il Naviglio Grande e quello di Bereguardo fino a Pavia, si percorre una delle ciclabili più scenografiche del Nord Italia. Il tracciato è pianeggiante (il dislivello non supera i 200 metri) e in buona parte asfaltato, e s’inoltra per 98 chilometri nel Parco Lombardo della Valle del Ticino fra paesaggi fluviali ricchi di tracce di archeologia industriale: come la Diga del Panperduto e la Ex Ferrovia dell’Ipposidra, infrastruttura ottocentesca trainata da cavalli per il trasporto delle barche.
La ciclopista del Garda
Quando sarà terminata, diventerà un anello di 140 chilometri che collegherà Lombardia, Trentino e Veneto seguendo le coste del Lago di Garda. Alcuni tratti sono già percorribili, come la spettacolare “ciclopedonale sospesa”: una passerella pianeggiante agganciata alle rocce a picco sul lago e lunga circa 2,5 chilometri, che unisce Limone sul Garda a Capo Reamol e offre vedute panoramiche uniche, fruibili - grazie all’illuminazione - anche di sera. Nel 2025 è stata inaugurata la nuova tranche che va da Riva del Garda alla spiaggia dello Sperone.


Il tratto della ciclopista del Garda sospeso sul lago, nei pressi di Limone
La ciclabile Maremonti
In provincia di La Spezia, a ridosso delle Cinque Terre, una pedalata facile da non perdere è quella che collega Levanto, Bonassola e Framura. Questa ciclabile vista mare, nota anche come Ciclopedonale Maremonti, si srotola per circa 6 chilometri lungo un percorso sicuro, non trafficato e pianeggiante, che alterna passaggi in gallerie illuminate a scorci selvaggi della costa ligure di Levante. Il tragitto ricalca il vecchio tracciato ferroviario e dà accesso a calette e spiagge, come quelle di Bonassola o di Porto Pidocchio a Framura.
La ciclovia del Toce
Costeggia il fiume Toce, sul quale navigavano i marmi estratti alle cave di Candoglia e destinati al Duomo di Milano, l’omonima ciclopedonale di circa 50 chilometri che collega Domodossola al Lago Maggiore (Verbania), in Piemonte. È un itinerario adatto a tutti (dislivello: 75-140 metri), che s’inoltra fra boschi, zone di interesse naturalistico - come la Riserva di Fondotoce - e vivai di camelie e azalee. Nella tratta Ornavasso-Bogogna, s’incontrano l’Oasi WWF Bosco Tenso e le aree della Linea Cadorna, in Ossola si arriva al borgo medievale di Vogogna.
CENTRO


Un tratto della ciclovia del Delta del Po
La ciclovia del Delta del Po
Lungo un percorso privo di dislivelli e prevalentemente sterrato di 50-55 chilometri che attraversa il Parco Regionale del Delta del Po, parte da Comacchio (Ferrara) e arriva a Sant’Alberto (Ravenna). È nota soprattutto per il tratto dell’Argine degli Angeli: una sottile lingua di terra di 5 chilometri che collega le stazioni di pesca Serilla e Bellocchio (che dispone di alloggi per turisti e birdwatcher), e regala un’esperienza immersiva unica all’interno di un ecosistema incontaminato popolato da aironi, cormorani e fenicotteri rosa, e dove sono ancora visibili i casoni, gli antichi rifugi dei pescatori delle Valli di Comacchio.
Il Sentiero della Bonifica
È una ciclovia di 62 chilometri, quasi totalmente sterrata, che si snoda fra Arezzo e Chiusi, in provincia di Siena, seguendo il Canale Maestro della Valdichiana. Pianeggiante, chiusa al traffico e facile da raggiungere in treno, accompagna alla scoperta di campagne, borghi storici (fra i quali Foiano della Chiana, un museo “a cielo aperto” ricco di terrecotte invetriate dei Della Robbia), e aree naturali come i laghi di Montepulciano e di Chiusi. Il tracciato riprende l’antico “sentiero” di servizio utilizzato, a partire dal XVI secolo, per le bonifiche della Valdichiana, che hanno trasformato un territorio paludoso in una valle fertile.


Un passaggio lungo la Assisi-Spoleto-cascata delle Marmore
La ciclovia Assisi-Spoleto-cascata delle Marmore
Con i suoi 106 chilometri (dislivelli fra 100 e 650 metri), e fondi in asfalto e sterrato, esplora il cuore verde dell’Umbria tra la provincia di Perugia e il ternano. Collega Assisi - dove visitare la basilica di San Francesco con gli affreschi di Giotto, Cimabue e Simone Martini e la basilica di Santa Maria degli Angeli con la Porziuncola - e Spoleto, celebre per il Duomo e per il Festival dei Due Mondi (dal 26 giugno al 12 luglio), passando per numerosi borghi medievali appollaiati su speroni rocciosi, come Bevagna, Cannara, Sant’Anatolia di Narco, Arrone. Il traguardo è alla cascata delle Marmore, che con un salto di 165 metri è la cascata artificiale più alta d’Europa.
SUD-ISOLE
La Via dell’Acqua
È un monumentale progetto di ciclabile di circa 500 chilometri, che collega Caposele, in Irpinia, con Santa Maria di Leuca (Lecce). Per ora è stata realizzata una sezione in Puglia, che attraversa la Valle d’Itria tra Cisternino, Ceglie Messapica e Martina Franca per poco meno di 20 chilometri. La pista, con fondo misto e dislivello di 100-300 metri, corre lungo la strada di servizio del Canale Principale dell’Acquedotto Pugliese, inoltrandosi in ambienti rurali incontaminati, punteggiati da distese di ulivi, trulli e masserie. Entro il 2026 si prevede un ampliamento nella tratta fra Spinazzola e Martina Franca, per un totale di 190 chilometri.
La ciclabile dello Stagnone di Marsala
In provincia di Trapani, è un gioiello la pista dello Stagnone di Marsala: quasi 8 chilometri da centellinare senza fretta pedalando dal Parco di Villa Genna fino a Birgi Nivaloro, con le Egadi sullo sfondo. Il nastro pianeggiante d’asfalto rosso si sviluppa a ridosso del mare sfiorando le Saline Ettore-Infersa, con i tipici mulini a vento e le colonie di fenicotteri rosa che sostano nelle vasche, e costeggia la laguna davanti all’isola di Mozia, storico insediamento fenicio. È uno dei punti più panoramici per ammirare il tramonto in Sicilia.
La ciclabile di Capo Altano
Situata nel comune di Portoscuso, nel sud-ovest della Sardegna, la ciclabile di Capo Altano s’insinua per 2 chilometri piani in un’area di scogliere a picco sul mare, paradiso dei birdwatcher. La pista è circondata dalla macchia mediterranea e offre viste spettacolari sull’isola di San Pietro, spesso incrociando i resti di antiche strutture minerarie e, nella parte finale, diversi bunker della Seconda Guerra Mondiale. Nelle giornate di vento, qui sembra quasi di essere a Finisterre, in Galizia: la tappa finale del Camino di Santiago di Compostela.
Mappe e informazioni
Grazie alle app come Komoot (utile per costruire itinerari personalizzati), Strava (per il monitoraggio delle prestazioni), e Geovelo, che funziona da Gps specifico per i ciclisti, l’alta tecnologia è ormai una fedele alleata per chi va in bici. Ma oggi si può chiedere anche all’intelligenza artificiale di pianificare la propria avventura su due ruote: alla Fiera del Cicloturismo di Padova, Bikenomist ha infatti presentato Babi, un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale che connette la mappatura con la ricerca di strutture ricettive, noleggi e punti di assistenza, e permette di adattare il viaggio in base al livello di allenamento, alla durata della trasferta, al tipo di bici e alla presenza di bambini. Il tool, disponibile dal 3 giugno, Giornata mondiale della bicicletta, aiuta a pianificare trasferte più sicure, segnalando la presenza di traffico, la natura del fondo stradale e i dislivelli. Per ottenere tracce Gps e informazioni aggiornate su percorsi e servizi, si può infine consultare il sito di Bicitalia, dove la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta sta mappando la rete degli itinerari cicloturistici di dimensione sovra regionale e i collegamenti con gli Stati confinanti con l’Italia.









