Quando si parla di competizioni si parla di record e il più straordinario che ho realizzato non sono i cinque titoli mondiali o Mister Universo, ma è quello ottenuto insieme a mia madre: siamo la prima coppia madre-figlio a presentarci insieme nelle competizioni di bodybuilding. Nel 2024, gareggiando nella categoria Mixed Pairs, siamo diventati la prima coppia madre-figlio nella storia del bodybuilding a raggiungere una finale mondiale: una gara che valuta sincronia, armonia, estetica e presenza scenica della coppia.

La palestra a Pignola
La mia passione per lo sport è nata molto presto: sono nato 37 anni fa a Pignola, un piccolo paese della Basilicata, e a cinque anni ho iniziato a praticare kickboxing e low kick. La passione per gli sport da combattimento me l’ha passata mio padre, karateka e kick boxer non professionista, che a Pignola aveva aperto una palestra. La mia crescita sportiva è legata indissolubilmente a questa palestra, la Dynamik Warrior; è lì che ho iniziato ad allenarmi e oggi la gestisco insieme a mia madre e ad alcuni collaboratori.

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La storia di Davide: «Ho trasformato la rabbia in muscoli»

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In palestra ho costruito le basi della costanza e dei valori che guidano tuttora il mio percorso sportivo e umano. Gli sport da combattimento continuo a praticarli a tutt’oggi: quest’anno sosterrò l’esame per la cintura nera. Durante l’adolescenza, ho giocato a calcio, arrivando a militare nelle giovanili del Potenza Calcio, squadra che oggi compete in Serie C. Va detto che la scelta del bodybuilding è arrivata un po’ per vezzo o, se vogliamo, per vanità. Ma anche lì ho messo tutto l’impegno di cui ero capace. E i risultati ci sono.

Gli esordi dei due
Il mio primo titolo mondiale dell’International bodybuilding and fitness federation, che è la principale federazione di bodybuilding a livello internazionale, è arrivato nel 2017, a Cartagena, in Spagna. Nel 2021 ho vinto il titolo europeo a Mostar, in Bosnia Erzegovina, e nello stesso anno a Budapest ho conquisto il titolo di Mister Universo, che è considerato l’olimpiade del bodybuilding. Ho inoltre ottenuto la Pro card, entrando quindi nella categoria dei professionisti.
Nel 2023, nel teatro che ospita il Giffoni film festival, in provincia di Salerno, ho vinto la Coppa del Mondo e nel 2024, ai Mondiali di Koper, ho ottenuto un doppio oro, vincendo sia nella categoria altezza/peso sia nella competizione professionistica open, quella senza limiti di peso: sono il primo italiano nella storia dell’International bodybuilding and fitness federation a riuscirci.
L’esordio nel bodybuilding di mia madre, Anna Colucci, e la condivisione del percorso con me sono stati spontanei, come una naturale evoluzione. Lei è stata una sportiva fin da ragazzina, si è sempre allenata e per anni ha condiviso con me la passione per le arti marziali, in particolare la kickboxing: è cintura marrone e continua ad allenarsi con costanza. Quando io sono passato alla nuova disciplina lei ha cominciato ad accompagnarmi agli eventi e poi, un po’ per gioco, ha iniziato ad allenarsi con i pesi anche lei.

Da cinque anni (ora ne ha 57) è diventata atleta agonista. Nel 2023 ha conquistato il titolo italiano di Miss Fitness Olympia amateur over 50, categoria che valorizza armonia, tonicità ed eleganza. Nello stesso anno ha ottenuto l’argento mondiale ai campionati di Koper, in Slovenia, risultato replicato nel 2024. Nel 2025, al Mister Universo di Taranto, ha conquistato un doppio oro mondiale nelle categorie Over 50 e Over 55.
Oltre alle competizioni in coppia con mia madre, la categoria in cui gareggio è la Classic Bodybuilding, che prevede rigidi parametri di altezza e peso, per garantire un’estetica classica e proporzionata.

Una filosofia di vita
Raggiungere i migliori risultati nello sport richiede un impegno totale, ma in famiglia ci siamo sempre tenuti alla larga dalle scorciatoie: non è solo una scelta sportiva, è una filosofia di vita. Io fin dall’inizio della mia carriera agonistica e lungo tutto il percorso che mi ha portato a diventare un atleta professionista e a conquistare cinque titoli mondiali, ho deciso di non ricorrere ad aiuti chimici, spinto anche dall’osservazione di altri atleti che, pur di ottenere risultati, hanno compromesso la propria salute. Per me bodybuilding naturale significa questo: rispetto del corpo, allenamento consapevole, alimentazione corretta e crescita personale. È una scelta che coinvolge ogni aspetto della quotidianità: disciplina mentale, gestione dello stress, equilibrio e salute a lungo termine.

A volte mi chiedono quante ore al giorno d’allenamento sono necessarie per arrivare ai massimi livelli. Io mi alleno due-tre ore al giorno, curando in modo maniacale la qualità dell’esecuzione, la programmazione e il recupero. Ma lo sport a livello professionistico non richiede solo allenamento, richiede un impegno costante e strutturato anche fuori dalla palestra: sono determinanti aspetti come il riposo e l’alimentazione. A tavola seguo un regime basato su cibi integrali, proteine di qualità, carboidrati complessi, quelli che si trovano nei cereali integrali, nei legumi, nei tuberi, nel pane e nella pasta, e grassi buoni, come quelli dell’olio d’oliva e della frutta secca, e pesce. Due piatti tipici nella mia dieta? Pasta integrale con pesce, oppure riso e pollo, a cui aggiungo delle mandorle, che sono una fonte di proteine e grassi monoinsaturi. È un’alimentazione calibrata sulle esigenze dell’allenamento e del recupero e garantisce un equilibrio tra performance e salute. Comunque, la dieta base è quella mediterranea, la migliore che ci sia.

Alla larga dal doping
Il messaggio che voglio dare a chi si avvicina allo sport agonistico è di tenersi alla larga dal doping. Nel corso degli anni, frequentando palestre e ambienti agonistici in Italia e all’estero, ho visto da vicino le conseguenze dell’abuso di sostanze chimiche: problemi cardiovascolari, alterazioni ormonali, danni epatici e renali ma anche effetti psicologici, spesso sottovalutati. Il doping non riguarda solo il bodybuilding, ma si insinua in tutti gli sport, a ogni livello, quando si antepone la prestazione alla salute e ai valori sportivi. Credo sia una questione culturale prima ancora che regolamentare. I controlli e le leggi sono necessari ma il vero cambiamento passa dall’educazione, dal riportare al centro il tempo, la progressione e il rispetto dei limiti individuali. Il bodybuilding naturale dimostra che risultati di livello mondiale sono possibili anche senza scorciatoie, con più pazienza e disciplina, ma con la certezza di poter praticare sport tutta la vita, senza pagarne il prezzo negli anni successivi.