Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, soffre di ipertensione il 31% della popolazione italiana. La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue spinge sulle pareti delle arterie mentre il cuore lavora. Si esprime con due numeri: la massima (sistolica), quando il cuore si contrae, e la minima (diastolica), quando si rilassa. Se questi valori sono uguali o superiori a 140/90 millimetri di mercurio (mmHg) si parla di ipertensione, una condizione che non provoca dolore né disturbi evidenti ma agisce in silenzio, aumentando il rischio di infarto, ictus e danni a reni e vasi sanguigni.

Lo stile di vita
Prima ancora dei farmaci, la pressione si affronta con le scelte quotidiane. Fumare rende le arterie più rigide e fragili, peggiorando il carico di lavoro del cuore: smettere è uno dei gesti più efficaci per proteggere la salute cardiovascolare. Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave. Per esempio, è stato dimostrato che una dieta ad alto contenuto di potassio – con vegetali, frutta e cereali non raffinati – riduce la pressione diastolica di circa 5 millimetri di mercurio e la sistolica di 10. Parallelamente, è fondamentale limitare l’assunzione di sale, sostituendolo con erbe aromatiche, spezie, limone o aceto e soprattutto non eccedendo con il consumo di prodotti industriali e alimenti ultra-processati (che spesso sono molto salati).

Camminare
L’attività fisica aerobica, come la camminata veloce, migliora l’elasticità dei vasi e facilita il lavoro del cuore. Studi recenti – come quello pubblicato nel 2023 sul British Journal of Cardiac Nursing – mostrano che camminare in modo costante può ridurre la pressione di alcuni millimetri di mercurio. Non serve correre: la regolarità conta più dell’intensità.

Le opzioni terapeutiche
I farmaci antipertensivi comprendono diverse classi, come Ace-inibitori, betabloccanti, sartani e calcio-antagonisti, che agiscono attraverso meccanismi differenti, modulando l’attività del cuore, il tono dei vasi sanguigni o i sistemi ormonali coinvolti nella regolazione pressoria. I diuretici, invece, intervengono a livello renale, favorendo l’eliminazione di sodio e acqua con le urine e contribuendo così alla riduzione del volume circolante.

Siccome questi farmaci influenzano equilibri fisiologici complessi, la loro prescrizione e il monitoraggio devono essere sempre affidati allo specialista.

Testo raccolto da Paola Rinaldi