PHOTO
Nell’Unione europea viene definita “rara” una patologia che riguarda non più di 5 persone su 10mila. In totale si contano oltre 7mila di queste malattie, con oltre 700 che colpiscono lo scheletro.
I problemi principali sono i seguenti.
• Osteogenesi imperfetta: le ossa risultano più fragili e anche il minimo trauma può causare una frattura.
• Cartilagine dell’accrescimento che non si sviluppa in modo regolare: si va così incontro ad acondroplasia, comunemente nota come nanismo, oppure ci può essere una crescita ossea non perpendicolare ma trasversale, con la formazione di esostosi (bozze) che provocano dolore e limitano la capacità di movimento.
Anche se la ricerca ha messo a punto farmaci per patologie assai diffuse, la cura di queste patologie si basa essenzialmente sulla terapia riabilitativa. Diversi studi hanno dimostrato che c’è una sorta di colloquio energetico tra l’osso e i muscoli a esso collegati: più questi si mantengono allenati, meglio sta l’apparato scheletrico. Ecco perché la velaterapia, contribuendo a mantenere un certo livello di performance muscolare, può giocare un ruolo chiave: purtroppo, trattandosi di malattie assai spesso congenite, nella maggioranza dei casi non è possibile arrivare alla guarigione, ma si può comunque assicurare una vita migliore. E si può anche limitare il ricorso ai farmaci antidolorifici, praticamente gli unici disponibili per queste patologie, che alla lunga perdono però di efficacia e danno tutta una serie di indesiderati effetti collaterali.
Testo raccolto da Paolo Corio









