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Uno stop forzato, tre mesi di cure e riposo, il rinvio di un anno del tour “La vita è adesso”, 40 concerti che avrebbero dovuto celebrare i 40 anni del disco più venduto nella storia della musica italiana. L’estate di Claudio Baglioni non sarà scandita, come previsto, dalle esibizioni nelle piazze storiche e nei luoghi archeologici da Venezia ad Agrigento, ma dai postumi di una malattia respiratoria, la polmonite interstiziale acuta.
«Proprio in occasione del mio compleanno», ha rivelato il cantante ai suoi fan in un lungo videomessaggio sui social, «io ho preso un’influenza, una sindrome influenzale abbastanza tradizionale, di quelle un po’ fuori stagione, però siccome non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è venuto fuori che non era solo una semplice influenza, ma si trattava, almeno si era trattato, di una polmonite acuta interstiziale».
Origine spesso virale
«A differenza della polmonite “comune”, che colpisce prevalentemente gli alveoli polmonari, ovvero le minuscole strutture nelle quali avvengono gli scambi di ossigeno e anidride carbonica, la polmonite interstiziale acuta interessa l’interstizio, ovvero una struttura di consistenza fibroelastica che circonda e sostiene gli alveoli e nella quale passano i vasi sanguigni», spiega Federica Poli, specialista in Pneumologia dell’area Chirurgica cuore - adulto del Policlinico San Donato di Milano.
Generalmente le polmoniti hanno un’origine batterica, mentre le forme interstiziali tendono a essere prevalentemente di origine virale. Tra le altre cause, l’inalazione di agenti tossici irritanti (fumi, vapori, sostanze chimiche) e l’esposizione a radiazioni.
Tosse, affanno e debolezza
Come spesso avviene con le polmoniti, anche la forma interstiziale acuta può manifestarsi con sintomi inizialmente molto comuni e per questo sottovalutati. «Tosse secca persistente, affaticamento insolito, difficoltà respiratoria durante gli sforzi e una sensazione generale di debolezza possono essere alcuni dei segnali che accompagnano una polmonite interstiziale», prosegue la pneumologa. «La presenza di materiale infiammatorio nella struttura polmonare impedisce all’ossigeno di diffondersi dall’interno degli alveoli al sangue, determinando una mancanza di ossigenazione che il paziente percepisce come affanno e marcata spossatezza».
Farmaci e ossigeno
La terapia della polmonite interstiziale acuta dipende dalle cause e dalla gravità. «Per le forme virali sono previsti i farmaci antinfiammatori (Fans o cortisonici quando l’infiammazione è particolarmente intensa), ai quali si possono aggiungere antibiotici se è presente il rischio di sovrapposizione batterica soprattutto nei pazienti fragili», dice Poli. Nei casi più gravi e in presenza di scarsa saturazione, può essere necessario il supporto di ossigeno con maschera, ventilazione meccanica non invasiva o intubazione, in base al grado di insufficienza respiratoria. Nelle polmoniti batteriche gli antibiotici sono associati a corticosteroidi e ossigenoterapia se necessaria.
L’importanza del recupero
Accanto alle terapie farmacologiche, il riposo rappresenta una componente fondamentale del percorso di guarigione. «Consentire all’organismo di recuperare senza sovraccaricare il sistema respiratorio può contribuire a ridurre il rischio di complicanze e favorire il recupero funzionale», conclude la specialista del Policlinico San Donato. «In alcuni casi può essere necessario un percorso di riabilitazione respiratoria e il monitoraggio della funzionalità polmonare. I tempi di recupero sono diversi in base alla gravità della polmonite, alla tipologia di paziente e all’età. Generalmente occorrono almeno tre-quattro settimane per ripristinare il pieno benessere ma spesso la convalescenza richiede tempi più lunghi, perché l’alterazione infiammatoria acuta modifica la funzione ventilatoria e riduce l’ossigenazione, portando a tollerare poco anche gli sforzi minimi».
Non sorprende, quindi, che Baglioni abbia deciso il rinvio del tour all’anno prossimo. «Con la voglia anche di risolvere presto questa questione e con l’aiuto di una dose sostanziosa di farmaci», ha raccontato il cantante romano, «sono comunque uscito fuori dalla fase più delicata, più intensa, perché questa infiammazione, anche rara, è stata di una certa rilevanza e adesso, sistemato l’apparato, bisogna recuperare la sua funzionalità».









