Il termine lipedema deriva dal greco e significa “gonfiore di grasso”. È una malattia progressiva, cronica e invalidante, legata agli squilibri ormonali, principalmente degli estrogeni, e caratterizzata da un accumulo abnorme di grasso sottocutaneo. Si può manifestare durante i cambiamenti ormonali come pubertà, gravidanza o menopausa e colpisce quasi esclusivamente la popolazione femminile.

Caratteristiche
L’accumulo di grasso (più precisamente, le cellule lipidiche con alterazioni strutturali) è bilaterale e simmetrico e si localizza soprattutto su glutei, fianchi e arti inferiori (piedi esclusi). Può coinvolgere anche le braccia, a esclusione delle mani, creando una sproporzione tra la parte superiore e inferiore del corpo. Il lipedema può coesistere con l’obesità ma è una condizione distinta. L’accumulo di grasso localizzato e doloroso non risponde alla dieta e all’esercizio fisico come l’obesità.

Sintomi
Oltre alle cellule lipidiche con alterazioni strutturali, spesso a forma di cuscinetti, che può premere sulle articolazioni, il lipedema comporta dolore al tatto e alla pressione con una sensazione di pesantezza e dolore pungente o formicolio. La malattia presenta facilità nel formare lividi, pelle a buccia d’arancia e noduli sottocutanei. Possono anche comparire stanchezza e affaticamento delle gambe con gonfiore che peggiora durante il giorno e con il caldo.

Evoluzione in quattro stadi
Nel primo stadio la pelle ha un aspetto inalterato ma alla palpazione si notano dei noduli sottocutanei di piccola dimensione. Nel secondo stadio la pelle ha delle irregolarità, presenta la cosiddetta “buccia d’arancia” e i noduli sottocutanei hanno dimensioni maggiori come una noce o nei casi più gravi, una mela. Nel terzo stadio la pelle perde di elasticità e i noduli aumentano di volume. La paziente avverte difficoltà nella deambulazione e formicolio, c’è presenza di lividi. L’ultimo stadio è classificato come lipolinfedema ed è caratterizzato da un rallentamento o blocco della circolazione linfatica che comporta un accumulo di linfa e aumento di volume.

Oncologia

Linfedema: come si cura l’accumulo anomalo di fluidi

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Diagnosi e trattamenti. Non esistono esami specifici del sangue o test diagnostici per riconoscere il lipedema; la diagnosi è basata sulla valutazione clinica. Non c’è neppure una terapia definitiva, ma alcuni trattamenti possono rallentare la progressione della malattia. Fra questi:
• lipomesoplastica, ossia punture sottocutanee di sostanze che accelerano la morte lipidica o la rottura delle fibrosi dei lipidi;
• ozonoterapia, che si può eseguire sia nelle zone di fibrosi sia in via endovenosa e serve nella riduzione delle aree di fibrosi per indurre alla morte delle cellule lipidiche;
• ricerca e soluzione di eventuale disbiosi intestinale, perché l’alterazione dell’equilibrio del microbiota (il popolo di microrganismi che ospitiamo), insieme ai fattori vascolari, ormonali e genetici, può determinare la cronicizzazione della patologia.

Testo raccolto da Dario Nuzzo