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L’attività fisica sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel percorso di cura oncologico, affiancando le terapie farmacologiche come strumento di supporto. Tanto che si sta sviluppando come disciplina specifica l’exercise oncology. Molti studi scientifici mostrano infatti che mantenersi attivi durante e dopo le cure per un tumore può migliorare la qualità della vita, riducendo effetti collaterali come fatigue, anemia, neuropatie, ansia e depressione, contribuendo ad aumentare l’efficacia dei trattamenti.
In questo contesto nasce Be Active Lab, il nuovo portale digitale promosso in Italia da Amgen (tra i precursori delle biotecnologie farmaceutiche) e sviluppato insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi. La piattaforma offre informazioni e programmi di esercizio fisico pensati per accompagnare pazienti, caregiver e medici lungo tutto il percorso terapeutico.
«Si parla di attività fisica adattata, costruita su misura in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche della persona», chiarisce la chinesiologa Alice Avancini, ricercatrice all’Università di Verona. «La personalizzazione dell’esercizio parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, tenendo conto anche delle sue preferenze, con obiettivi progressivi e un monitoraggio costante per favorire l’adesione al programma e la continuità nel tempo».
Nonostante le evidenze scientifiche, solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica, segno di una barriera culturale ancora diffusa. Per lungo tempo si è infatti pensato che il riposo fosse la scelta migliore durante la malattia.











