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La passione per l’accoglienza e la cura della clientela internazionale sono i punti di forza della famiglia Legnaro, che da oltre trent’anni rappresenta un player importante nel mondo dell’ospitalità delle celebri terme euganee, in provincia di Padova. L’attività prende il via dagli imprenditori di prima generazione, i quattro fratelli Adriano, Cristina, Anna e Fabio, con la proprietà del Grand Hotel terme & spa di Montegrotto Terme, e oggi prosegue con l’entrata in campo della seconda generazione. Al cinque stelle si sono aggiunti l’Antica trattoria Ballotta a Torreglia, sui colli euganei, un locale che risale al 1605, e Osterie meccaniche di Abano Terme.
Uno degli eredi, Riccardo Cucco, responsabile del marketing, delle vendite e del customer care, spiega come si resta competitivi con il business termale, che qualcuno considera ancora appannaggio di persone di una certa età.
Riccardo Cucco, voi puntate anche ai giovani. C’è un loro interesse per le terme?
«Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto per superare l’idea tradizionale di terme legata solo al benessere curativo, aprendo invece a un’esperienza più completa, contemporanea e accessibile anche ai più giovani. Oggi molti scelgono soggiorni brevi o weekend rilassanti, spesso in coppia o con amici, alla ricerca di un equilibrio tra rigenerazione e scoperta del territorio. Abbiamo sviluppato proposte pensate per questa nuova sensibilità, che integrino spa, trattamenti wellness (nella nostra Maison de Beautée, diretta da mia cugina Elena Corso), buona cucina (con l’occhio attento di Alberto Legnaro, food & beverage manager), atmosfere informali e attività outdoor. È una trasformazione culturale, oltre che turistica, e il pubblico più giovane la sta cogliendo con entusiasmo».


Il Grand Hotel di Montegrotto è gestito da oltre trent’anni dalla famiglia Legnaro e dalla seconda generazione. Da sinistra: Alice Cucco, responsabile vendite; Adriano Legnaro, tra i fondatori; Elena Corso, responsabile del centro wellness; Riccardo Cucco, responsabile marketing.
Vengono gli stranieri?
«La nostra clientela è in prevalenza italiana, ma da anni accogliamo con continuità ospiti internazionali, in particolare da Germania, Austria, Svizzera e Francia, senza dimenticare un interesse crescente anche dagli Stati Uniti. D’estate offriamo la possibilità di andare a vedere le opere liriche all’Arena di Verona».
Qual è il cuore della vostra offerta?
«È l’utilizzo dell’argilla biotermale, l’unica in Europa a essere tutelata da un brevetto europeo: un fango maturato in acqua salsobromoiodica che sviluppa, in modo naturale, preziose proprietà antinfiammatorie, oggi scientificamente riconosciute. I trattamenti personalizzati, le piscine termali e i percorsi spa completano un’esperienza di benessere immersiva».
Quali sono i benefici della fangoterapia?
«Già cinque trattamenti possono ridurre rigidità e dolori cronici delle articolazioni. Il fango termale agisce in profondità, stimolando la circolazione, alleviando tensioni muscolari e favorendo il benessere generale. Il suo calore riduce stress, migliorando sonno e concentrazione. Ed è una sorta di detox naturale: già dopo otto applicazioni la pelle appare più luminosa e purificata».
L’attività della famiglia si è allargata anche con l’apertura dei due ristoranti.
«Oltre all’hotel, la nostra famiglia gestisce due ristoranti distinti ma complementari. Il primo è l’Antica Trattoria Ballotta, a Torriglia, il più antico ristorante dei colli euganei, che vede impegnati mia sorella Alessia Cucco e mio cugino Andrea Legnaro, grande esperto di enologia: mantengono la tradizione di famiglia facendo in modo che il ristorante resti un punto di riferimento per la cucina tipica del nostro territorio e per i piatti autentici. Il secondo è Osterie meccaniche, un locale nella vicinissima Abano Terme gestito dai miei cugini Federico Legnaro e Massimiliano Corso, nato dalle loro grandi passioni, la buona cucina e il mondo delle auto e delle moto, d’epoca e sportive: qui proponiamo una cucina con piatti innovativi che però mantengono sempre un legame con la cultura enogastronomica del territorio».









