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Li vediamo spuntare dalle borse delle signore o tenuti in braccio, mentre raramente passeggiano al guinzaglio, anche perché faticherebbero a tenere il passo. Sono i cani cosiddetti toy (giocattolo): chihuahua, maltesi, russian toy o volpini di Pomerania, solo per citare alcune delle razze più richieste. E costose, visto che i cuccioli certificati con pedigree, si aggirano sui duemila euro.
Non c’è una statistica ufficiale su quanti cani di taglia piccolissima ci siano oggi in Italia. Ma la diffusione è in crescita. Basti considerare che il chihuahua, ufficialmente la razza canina più piccola, da anni registra iscrizioni in aumento al Libro genealogico dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci). E il fenomeno è globale: secondo un’indagine internazionale realizzata dal gruppo Mars in occasione della Giornata mondiale del cane, i cani di taglia toy rappresentano oggi il 14% dei cani da compagnia.
Va detto che “toy” non è una categoria zoologica o una classificazione universale. Il termine, che dice molto sull’attitudine che si tende ad avere verso questi animali, viene usato come convenzione, per indicare cani di dimensioni molto ridotte (i chihuahua per partecipare alle esposizioni canine non devono pesare più di tre chilogrammi).
In Italia i cani da compagnia, secondo l’Istat, sono aumentati da 7,5 a 9 milioni negli ultimi dieci anni. Ed è comprensibile che chi vive in città e in un appartamento possa propendere per un esemplare di taglia molto piccola, considerandola più gestibile e compatibile con gli spazi ristretti. Ma, avvertono gli esperti, l’equazione più piccolo il cane, minore l’impegno, non funziona.
Piccolo è impegnativo
«Quella del cane mini è diventata una moda, ma va detto che ci sono dei lati negativi», dice Luca Giansanti, veterinario, divulgatore scientifico e docente di Abivet Academy (formazione tecnici veterinari). «Prendiamo l’aspetto fisiopatologico: in natura l’animale più piccolo, il più fragile della cucciolata, è quello che muore presto, quello che mangia di meno e che le madri tendono a scartare perché più debole. Noi abbiamo fatto il contrario, abbiamo preso gli esemplari più piccoli e li abbiamo allevati e fatti riprodurre in modo da selezionare quattrozampe di dimensione sempre più ridotta, ma i cani più sono piccoli più sono delicati, prima di tutto dal punto di vista ortopedico e gastroenterico. Se si vive in un appartamento, il toy o comunque il cane di taglia piccola può anche andare bene, ma teniamo presente che richiede più attenzioni».
Il rischio? L’oggettificazione
La salute fisica è solo uno degli aspetti di cui tenere conto. Secondo Giansanti, «il cane deve fare la sua vita da cane. Non bisogna considerarli giocattoli; vanno trattati come cani anche emotivamente». La sovraprotezione, per esempio, può incidere sulla capacità di socializzare. «Tutto ciò che è oggettificazione del cane porta poi a squilibri caratteriali», dice il veterinario, «i cani che vivono dentro la borsetta e sono iperprotetti finiscono infatti per essere poco equilibrati, stanno solo con il proprietario e non vanno d’accordo con gli altri cani e con altre persone».
Curare l’attività fisica
Un aspetto su cui riflettere è lo stile di vita che si tende a imporre a questi animali, spesso lontano da esigenze primarie come il moto, un po’ di autonomia e di relazioni con i simili. Un esempio è proprio la consuetudine di trasportarli nella borsa. Anche se, dice Giansanti, bisogna distinguere la necessità dal comportamento abituale: «Se abbiamo un chihuahua di un chilo, è normale che si debba portarlo in borsetta, al passeggio non riuscirebbe a starci dietro». Il problema nasce quando il trasporto sostituisce completamente il movimento: «Ci sono cani che non sanno camminare perché vivono in borsetta. Questo è sbagliato».
La mancanza di attività fisica, infatti, favorisce l’aumento di peso e l’obesità e riduce la funzionalità muscolare. Tutto questo a scapito di un apparato muscolo-scheletrico già fragile, soggetto a usura precoce delle cartilagini, instabilità articolare, infiammazione. Per il benessere di ossa, tendini e muscoli è quindi d’obbligo permettere anche ai mini cani di muoversi regolarmente e fare passeggiate, in modo adeguato al contesto, all’età e alle condizioni generali di salute.
Attenzione alla dieta
Tra i problemi che colpiscono maggiormente i cani di dimensioni ridotte ci sono anche quelli gastroenterici. Un ruolo centrale l’ha quindi la nutrizione. Le linee guida pubblicate dal Purina institute (ufficio studi che fa capo alla multinazionale del pet food Purina) segnalano che questi cani, nonostante uno stomaco piccolo, hanno un metabolismo accelerato e un rapporto superficie-peso elevato. La dieta deve essere ricca di nutrienti, come proteine e grassi, da suddividere in due o tre pasti giornalieri. Le porzioni devono però essere ben misurate, preferibilmente concordate col veterinario. Anche perché nei cani mini basta un sovrappeso di pochi grammi per avere un sovraccarico su anche, ginocchia e colonna vertebrale.











