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Vorrei che un esperto del vostro giornale mi togliesse una curiosità: ci sono alimenti o bevande in grado di far aumentare la produzione di muco nell’apparato respiratorio e, al contrario, cibi che possono contribuire a diminuire la quantità e la viscosità del muco?
Patrizia R.
La risposta di Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia all’ospedale Bambino Gesù di Roma
Gentile Patrizia, ancora oggi è radicata la convinzione che il consumo di latte vaccino possa fare aumentare la produzione di muco. Questa credenza, che qualcuno avrà sentito riportata dai suoi vecchi, è sorprendentemente diffusa in molte culture comprese quelle dell’Africa e dell’Estremo Oriente. Certamente tra i sintomi di allergia al latte nei bambini vi è l’asma, a volte con grande produzione di muco. Uno studio thailandese riportò anni fa che fino al 40-70% dei bambini con allergia al latte soffriva di “catarro” dalle vie respiratorie superiori, in contrasto con quanto riportato in Europa e negli Stati Uniti. In realtà, la ricerca scientifica non supporta la convinzione che il consumo di latte aumenti le secrezioni respiratorie nei bambini, e la restrizione dietetica di routine del latte per questo motivo non è giustificata.
Il latte problematico solo per gli allergici
La convinzione diffusa che il latte causi un aumento del muco si basa in gran parte su sensazioni soggettive piuttosto che su prove oggettive di un aumento della produzione di muco. Queste percezioni possono essere influenzate dalle aspettative individuali o da allergie/intolleranze sottostanti, ma studi di alta qualità, inclusi studi clinici randomizzati controllati, hanno dimostrato che il consumo di latte non aumenta i sintomi respiratori, la produzione di muco o l’infiammazione bronchiale nei bambini, compresi quelli con asma. Misure oggettive come la spirometria, la frazione di ossido nitrico espirato e la saturazione di ossigeno rimangono invariate dopo l’ingestione di latte e non è stato osservato alcun aumento delle secrezioni respiratorie.
Olio di pesce mucolitico? Non ci sono prove
Lei, poi, chiede se esistono alimenti in grado di diminuire la produzione e la viscosità del muco. Anche qui, non vi sono solide prove cliniche. L’American College of Chest Physicians, nel suo rapporto di esperti, afferma che, sebbene siano stati sviluppati vari farmaci (come mucolitici ed espettoranti) per modificare le proprietà del muco, gli interventi dietetici non sono stati dimostrati efficaci a questo scopo nella pratica clinica. E il rapporto della World Allergy Organization sulla tosse cronica smentisce tale ipotesi.
Studi sperimentali su animali suggeriscono che l’arricchimento alimentare con acidi grassi polinsaturi omega 3 (come l’olio di pesce) può ridurre la produzione di muco e l’infiammazione delle vie aeree nei modelli allergici, ma questi risultati non sono stati tradotti in raccomandazioni cliniche per l’uomo. Inoltre, alcuni componenti alimentari (ad esempio, probiotici, peptidi bioattivi) possono influenzare le proprietà del muco gastrointestinale, ma non vi sono prove a supporto del loro utilizzo per la modulazione del muco respiratorio.









