Portare in tavola frutta e verdura di colori diversi non è solo un modo per rendere il pasto più bello e invitante ma è soprattutto una scelta intelligente per prendersi cura della propria salute ogni giorno. La varietà è una delle prime regole per un’alimentazione sana e, nel caso di frutta e verdura, i diversi colori ci offrono un grande assortimento di sostanze nutritive e protettive.
Ogni tinta racconta infatti la presenza di molecole diverse: carotenoidi, antocianine, vitamina C, flavonoidi, folati e altri composti bioattivi. Mangiamone di tutti i colori.
Il punto è capire come cucinare le verdure nel modo giusto, per non perdere vitamine e composti antiossidanti e per migliorare l’assunzione di queste sostanze importanti e protettive per la nostra salute.

Vantaggi e svantaggi del calore
Il primo consiglio è quello di evitare le bolliture prolungate in molta acqua. Se cuociamo le verdure in padella, ricordiamoci di lasciarle “al dente”, per non disperdere vitamine e sali minerali. La cottura, però, non è sempre una tecnica da limitare: se ben fatta, può avere vantaggi nutrizionali e addirittura potenziare le proprietà benefiche di alcuni alimenti.
È il caso del pomodoro: gli studi hanno dimostrato che la cottura, come avviene nella preparazione della salsa, aumenta la disponibilità del licopene, un carotenoide ad azione antiossidante presente nel pomodoro.

Mangiare sano

Peperoni: perché alternarli crudi e cotti

Peperoni: perché alternarli crudi e cotti
Peperoni: perché alternarli crudi e cotti

La stessa logica vale per alcune verdure di colore rosso o arancione, come peperoni, carote e zucca, che contengono carotenoidi, tra cui il beta-carotene, precursore della vitamina A. Nella nostra vellutata di carote e zucca con cipolla bianca e curcuma, la cottura in poca acqua è una scelta intelligente: permette di ammorbidire gli ortaggi senza disperdere eccessivamente i nutrienti. L’aggiunta finale di olio extravergine di oliva migliora l’assorbimento dei carotenoidi, che sono composti liposolubili. La curcuma contribuisce al colore intenso e arricchisce il profilo aromatico della ricetta, mentre la consistenza cremosa rende il piatto gradevole anche senza panna o condimenti pesanti.

Affidarsi al vapore
Tra le tecniche più interessanti c’è sicuramente la cottura a vapore, una vera “cottura nutriente”. Facilmente realizzabile a casa con cestelli di acciaio o di bambù, sfrutta il calore moderato e un ambiente umido, ma senza il contatto diretto con l’acqua. In questo modo aiuta a preservare meglio vitamine idrosolubili, come la vitamina C, che è sensibile al calore e può disperdersi nell’acqua di cottura.
Cuocere a vapore è utile anche per preservare meglio alcuni composti presenti nei broccoli e, più in generale, nelle brassicacee, come cavolfiori, cavolini di Bruxelles e cavolo cappuccio. Inoltre, ammorbidendo i tessuti vegetali, può facilitare il rilascio di alcune sostanze bioattive, rendendole più disponibili per l’organismo.

Una marmellata a crudo
Per altri composti, invece, come le antocianine, responsabili del colore viola, blu e rosso intenso di frutti di bosco, ciliegie, amarene, prugne, uva nera e rossa e melagrana, è meglio evitare cotture prolungate. Una preparazione delicata aiuta a conservarne meglio il valore nutrizionale. Le antocianine sono importanti per la protezione della circolazione sanguigna, del microcircolo e nella riduzione dei processi infiammatori.
Per questo vi proponiamo la nostra marmellata “senza cottura” ai frutti di bosco, realizzata grazie alla presenza dei semi di chia. È una ricetta originale, facilissima da preparare in casa, perfetta a colazione con una fetta di pane integrale, a merenda per i bambini, per guarnire una fetta di ciambellone oppure da abbinare a frutta secca dopo un’attività fisica.

Ricette di tutti i colori
Rosso: penne di farro integrale in crema di peperoni
Verde: sformatini di cime di broccoli
Arancione: vellutata di carote e zucca con cipolle bianche
Magenta-blu-viola: marmellata di frutti di bosco senza cottura