Anche l’alimentazione influenza il buon funzionamento della tiroide. Piccola, a forma di farfalla e situata alla base del collo, è una centralina del nostro organismo: produce gli ormoni che regolano il metabolismo, la temperatura corporea, il battito cardiaco, lo sviluppo del sistema nervoso e il consumo di energia da parte delle cellule. Proprio per svolgere queste attività ha bisogno di un adeguato apporto di nutrienti, in particolare iodio, ma anche di una dieta complessivamente equilibrata.

La tavola, infatti, può influenzare il benessere della tiroide in diversi modi: alcuni nutrienti sono indispensabili per la sintesi degli ormoni tiroidei, altri contribuiscono a limitare i processi infiammatori e lo stress ossidativo, mentre l’alimentazione scorretta può favorire uno stato infiammatorio associato anche alle malattie autoimmuni. Questo non significa che esistano cibi miracolosi o ingredienti da eliminare completamente, ma che la qualità complessiva della nutrizione è alleata della salute.

Per contrastare le numerose fake news che circolano online, Annamaria Colao, docente di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all’Università Federico II di Napoli, nonché vicepresidente del Consiglio superiore di Sanità, ha raccolto alcuni dei dubbi più frequenti dei pazienti, facendo chiarezza su ciò che è realmente supportato dalle evidenze scientifiche. Ecco una carrellata di “vero” e “falso” su cibo e tiroide.

Annamaria Colao, docente di Endocrinologia e malattie del metabolismo all'Università Federico II di Napoli
Annamaria Colao, docente di Endocrinologia e malattie del metabolismo all'Università Federico II di Napoli

Annamaria Colao, docente di Endocrinologia e malattie del metabolismo all'Università Federico II di Napoli

Eliminare il glutine migliora la funzionalità della tiroide
Falso
. La dieta priva di glutine è indicata soltanto nelle persone con diagnosi di celiachia o sensibilità al glutine. In chi non presenta queste condizioni non apporta benefici alla tiroide e, se mal gestita, può causare carenze nutrizionali.

I cibi ultraprocessati possono influire sul benessere della tiroide
Vero
. I cibi ultraprocessati (il cosiddetto junk food, o cibo spazzatura) sono alimenti particolarmente impoveriti di elementi nutritivi, o eccessivamente manipolati da processi industriali o addirittura addizionati con sostanze la cui innocuità non è sempre dimostrata. Rientrano nell’elenco degli interferenti endocrini, cioè sostanze chimiche che possono compromettere la normale funzionalità della tiroide e favorire disfunzioni ormonali importanti.

Il sale iodato fa male a chi soffre di ipertiroidismo
Falso
. Lo iodio è un micronutriente indispensabile per la produzione degli ormoni tiroidei e il sale iodato è raccomandato per prevenire il gozzo endemico e altre patologie tiroidee legate alla sua carenza. In caso di ipertiroidismo, cioè quando l’attività della tiroide è aumentata, l’assunzione di iodio va ridotta e bisogna moderare il consumo di alimenti che ne sono particolarmente ricchi. Il sale iodato, però, non fa male, purché venga consumato nelle dosi raccomandate di massimo 5 grammi al giorno.

Il fabbisogno di iodio aumenta in gravidanza
Vero
. La dose giornaliera raccomandata di iodio è di 150 microgrammi per la popolazione generale, mentre aumenta a 200-250 microgrammi per le donne in gravidanza. Durante la gestazione è fondamentale che non si verifichi una carenza nutrizionale di iodio per evitare gravi complicanze neurologiche e ritardo mentale nel nascituro. Durante la gravidanza e l’allattamento al seno, accanto a un’alimentazione sana e ricca di cibi contenenti iodio e all’utilizzo del sale iodato, può essere indicato ricorrere a integratori alimentari specifici a base di iodio. In caso di allattamento con latte artificiale esistono formulazioni specifiche che garantiscono di soddisfare il fabbisogno del bambino. È bene tuttavia specificare che l’assunzione eccessiva di iodio, a tutte le età, può essere dannosa e peggiorare alcune condizioni tiroidee, come la tiroidite di Hashimoto in fase di Hashitossicosi o il morbo di Basedow-Graves. L’assunzione di integratori di iodio senza indicazione medica è quindi sconsigliata.

La soia compromette sempre la funzionalità tiroidea
Falso
. Nelle persone con una tiroide sana la soia non altera la produzione degli ormoni. Questo legume presenta qualche controindicazione in chi soffre di patologie come l’ipotiroidismo, in quando gli isoflavoni (fitoestrogeni) contenuti nella soia possono impedire la produzione di ormoni tiroidei accentuando la disfunzione. L’assunzione di alimenti che contengono soia dev’essere valutata con il medico in caso di ipotiroidismo, in base anche alla terapia farmacologica che il paziente sta seguendo: in chi assume levotiroxina, per esempio, i fitoestrogeni possono influenzare l’assorbimento del principio attivo.

L’eccesso di carne non fa bene alla tiroide
Vero
. In linea generale è meglio preferire un’alimentazione bilanciata che preveda un equilibrio tra cibi di origine vegetale (frutta, verdura, legumi, cereali, frutta secca, semi e olio extravergine d’oliva) e carne (bianca e rossa), grassi di origine animale e carboidrati. Mangiare troppa carne, in particolare quella rossa e lavorata, può contribuire a stati infiammatori cronici e favorire l’eccesso di proteine, che in alcuni studi è stato correlato a un aumentato rischio di disturbi tiroidei. Tuttavia, la carne non andrebbe abolita del tutto, perché apporta anche nutrienti essenziali come ferro e zinco, fondamentali per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Cavoli, broccoli e altre crucifere devono essere eliminati dalla dieta
Falso
. Le verdure della famiglia delle crucifere, a cui appartengono broccoli, cavoletti di Bruxelles, verza e cavolfiore, possono interferire in alcuni casi nel corretto utilizzo dello iodio da parte della tiroide. Sono infatti alimenti definiti “gozzigeni” perché possono bloccare l’assorbimento dello iodio da parte dalla tiroide causando ipotiroidismo con conseguente comparsa del cosiddetto gozzo. Non devono essere eliminati dalla dieta ma assunti con moderazione e in accordo con il medico in base al grado di ipotiroidismo di cui si soffre.

Il caffè può interferire con l’assorbimento dei farmaci per l’ipotiroidismo
Vero
. Il caffè, che non altera il normale funzionamento della tiroide, può interferire con l’assorbimento della levotiroxina (il principio attivo dei farmaci per l’ipotiroidismo, che va assunta sempre a digiuno) se non si rispettano le tempistiche giuste. La formulazione in compresse richiede un’attesa di 30-40 minuti prima dell’assunzione di cibi o bevande (caffè compreso), quella liquida e in soft gel circa 15 minuti.

Alimentazione

Caffè: dieci cose che dovresti sapere

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Troppi alcolici possono incidere sulla funzionalità della ghiandola
Vero
. Diversi studi hanno dimostrato come eccessivi quantitativi di alcol abbiano un effetto tossico sulle cellule tiroidee, alterando quindi la funzionalità della ghiandola.

Andare al mare risolve i problemi di tiroide
Falso
. Il mare, il sole e il riposo fanno bene alla salute generale, ma lo iodio presente nell’aria marina contribuisce solo in minima parte al fabbisogno quotidiano. L’alimentazione resta la principale fonte di iodio.

Il magnesio è necessario al buon funzionamento della tiroide
Vero
. La tiroide e numerosi meccanismi del nostro organismo non possono operare correttamente senza un adeguato apporto di magnesio. Infatti, una sua carenza è spesso associata a condizioni come il gozzo, cioè l’ingrossamento della ghiandola tiroidea. Il magnesio svolge poi un ruolo cruciale nel supportare l’azione dello iodio: quando i livelli di magnesio scendono, possono manifestarsi diversi sintomi riconducibili a patologie tiroidee. Un’alimentazione ricca di cereali integrali, legumi, verdure e frutta secca è normalmente sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano.

Il digiuno intermittente migliora l’ipotiroidismo
Falso
. Le evidenze scientifiche sono ancora limitate e restrizioni caloriche troppo severe possono rallentare ulteriormente il metabolismo. Per chi soffre di patologie tiroidee è preferibile seguire un’alimentazione equilibrata e personalizzata, evitando diete fai da te e rivolgendosi sempre al proprio endocrinologo.

Le ricette che fanno funzionare bene la tiroide
Spaghetti di zucchine con pollo
Crêpes rosa con hummus di ceci e mandorle
Sardine e gamberi gratinati
Frullato di finocchi con crostino di gamberi e porro
Cuori di merluzzo con crosta e salsa di lenticchie nere
Pancake al kefir con mirtilli rossi