Dal debutto nel film La solitudine dei numeri primi ai ruoli in fiction amatissime come Braccialetti rossi, I Medici, Noi e Black Out, Aurora Ruffino ha costruito una carriera costellata di personaggi intensi. Come Santa Lucia, protagonista nella seconda stagione di The Saints, la serie che vede tra i coproduttori il grande regista Martin Scorsese. A BenEssere, però, l’attrice non parla di cinema ma di una rivoluzione nella sua dieta.

Aurora Ruffino, che cosa ha deciso di cambiare nel suo modo di mangiare?
«Ho iniziato a leggere le etichette dei prodotti e a scartare sempre di più gli alimenti ultraprocessati, quelli che hanno subito una lavorazione troppo lunga. Ho scoperto un diverso equilibrio e tantissimi benefici».

Quando ha deciso?
«Oltre un anno fa, ma è stata una cosa molto graduale. Non mi sono svegliata una mattina dicendo: «Da oggi cambio alimentazione». È successo un po’ alla volta. Ho iniziato a interessarmi sempre di più alla salute del mio corpo e a chiedermi che cosa significasse davvero prendersene cura. Negli anni è cambiato anche il mio modo di guardare la vita».

Aurora Ruffino mentre gira l'episodio in cui interpreta Santa Lucia nella seconda stagione della serie The Saints, che vede tra i coproduttori il grande regista Martin Scorsese e che andrà in onda su Fox Nation.
Aurora Ruffino mentre gira l'episodio in cui interpreta Santa Lucia nella seconda stagione della serie The Saints, che vede tra i coproduttori il grande regista Martin Scorsese e che andrà in onda su Fox Nation.

Aurora Ruffino mentre gira l'episodio in cui interpreta Santa Lucia nella seconda stagione della serie The Saints, che vede tra i coproduttori il grande regista Martin Scorsese e che andrà in onda su Fox Nation.

Per esempio?
«Da ragazza ero molto attratta dalla città, dai negozi e da uno stile di vita più frenetico. Poi, con il tempo, ho sentito il bisogno di riavvicinarmi a uno stile di vita più semplice, più naturale, e questo mi ha portata inevitabilmente a mettere in discussione anche le mie abitudini alimentari. Ho iniziato a chiedermi: «Come sto trattando il mio corpo?». Se sappiamo che per stare bene è importante muoversi, stare all’aria aperta, respirare aria pulita, prendere il sole e vivere il più possibile a contatto con la natura, allora anche ciò che mangiamo ha un ruolo fondamentale. Noi siamo quello che mangiamo e qualsiasi cosa introduciamo nel nostro organismo richiede comunque una risposta da parte del corpo».

La possiamo definire una dieta?
«No, non seguo un regime alimentare specifico. Cerco solo di scegliere alimenti il più possibile vicini alla loro forma naturale. Ho pensato: se un giorno non esistessero più fabbriche o industrie alimentari, che cosa avremmo a disposizione? La risposta è piuttosto immediata: frutta, verdura, carne, pesce, uova... Tutti alimenti che non hanno bisogno di essere trasformati pesantemente. Da lì ho deciso di fare un esperimento su me stessa: provare a eliminare, durante la settimana, tutto ciò che viene prodotto industrialmente e che è molto lavorato. Per me è stato quasi un cambio di mentalità prima ancora che di alimentazione. Poi, se nel weekend ho voglia di una carbonara con la pancetta che, come quasi tutti i salumi, è un cibo ultraprocessato, me la concedo tranquillamente. Non credo negli estremismi, diventano gabbie».

Come organizza la sua alimentazione durante la settimana?
«Dal lunedì al venerdì, come ho detto, cerco di mangiare solo alimenti che esistono già in natura. Il sabato e la domenica, invece, se esco con gli amici, se faccio un aperitivo o vado a cena fuori, mi concedo anche quei piatti che mi piacciono e che fanno parte della nostra tradizione».

Quindi, quali prodotti evita?
«Prima, la mattina mangiavo cereali oppure biscotti. Durante la giornata, se mi veniva fame, prendevo magari snack confezionati. Erano abitudini normalissime e non mi ponevo nemmeno il problema. Oggi preferisco alimenti più semplici e soprattutto in cui non ci siano aggiunti conservanti, stabilizzanti o coloranti».

Com’è oggi la sua colazione?
«Direi completamente diversa. Adesso la mattina mangio un frutto e, molto spesso, una o due uova. Poi bevo un caffè, che continuo ad amare. A volte scelgo anche uno yogurt bianco intero senza zuccheri aggiunti e, se ho voglia di qualcosa di più dolce, aggiungo mezzo cucchiaino di miele e qualche pezzetto di cioccolato fondente».

Ha eliminato pane, pasta, riso e patate?
«No, assolutamente, i carboidrati continuano a far parte della mia alimentazione. Mangio le patate e non mi faccio problemi dinanzi a un piatto di pasta e, una volta alla settimana, a una pizza. Non vivo questa scelta come una privazione. Evito i carboidrati delle merendine o dei piatti pronti».

Che cosa l’ha convinta che questa strada fosse quella giusta?
«I primi segnali sono arrivati molto presto e mi hanno sorpresa. La prima cosa che ho notato è stata il gonfiore. Fino a quel momento ero convinta che fosse semplicemente la mia fisionomia e non stavo nemmeno cercando di dimagrire. Invece, eliminando molti alimenti ultraprocessati, si sono sgonfiati gli occhi, il volto è cambiato e anche la pancia si è appiattita. È stato lì che ho compreso quanto fosse infiammata senza che me ne rendessi conto. Un altro cambiamento evidente ha riguardato i capelli».

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Pancia piatta: i cibi e le tisane perfetti

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I capelli?
«Sì, per anni avevo provato fiale e trattamenti perché attraversavo periodi in cui ne perdevo parecchi, ma senza grandi risultati. Dopo aver modificato la mia alimentazione, ho visto i capelli diventare più forti, più spessi e più lucidi. Hanno iniziato a ricrescere così tanto che perfino il mio parrucchiere continuava a chiedermi che cosa avessi fatto. Ma il beneficio che avverto ogni giorno è soprattutto nella lucidità mentale».

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I cibi che rinforzano i capelli

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In che senso si sente più lucida?
«Prima, soprattutto dopo pranzo, mi sentivo spesso rallentata, con quella specie di annebbiamento che consideravo normale. Oggi, invece, mi sento molto più presente ed energica durante tutta la giornata. La cosa che mi ha colpito di più è stata rendermi conto che, in realtà, io ero convinta di stare già bene. Non avevo particolari problemi di salute e quindi non avevo mai pensato di mettere in discussione il mio modo di mangiare. Solo quando sono scomparsi il gonfiore, quella stanchezza mentale e altri piccoli segnali che avevo sempre considerato normali, ho capito che il mio corpo stava lavorando molto più di quanto immaginassi. A quel punto continuare è stato naturale. Non ho più vissuto questo cambiamento come una rinuncia, ma come qualcosa che mi faceva stare meglio. E proprio per questo non sento il bisogno di essere rigida. Credo che il segreto sia tutto qui, trovare un equilibrio che possa durare nel tempo, senza trasformare l’alimentazione in un’ossessione».

Se fa un aperitivo con gli amici, rinuncia alle patatine?
«Dipende dal giorno. Se è uno dei pasti che mi concedo nel fine settimana non mi creo nessun problema e mangio quello che ho voglia di mangiare. Se invece è durante la settimana e sto seguendo le mie abitudini, evito».

Foto di Enrica Fava, costume Missoni, orecchini Etra gioielli e sandali Metropolis Gianvito Rossi.
Foto di Enrica Fava, costume Missoni, orecchini Etra gioielli e sandali Metropolis Gianvito Rossi.

Foto di Enrica Fava, costume Missoni, orecchini Etra gioielli e sandali Metropolis Gianvito Rossi.

E la Coca-Cola o le bibite gassate?
«Non fanno parte della mia alimentazione quotidiana. In generale oggi bevo soprattutto acqua. È una scelta che è arrivata naturalmente insieme a tutte le altre».

Un bicchiere di vino?
«Prima mi capitava di bere un calice durante la settimana. Poi ho iniziato a limitarlo sempre di più. Oggi, quando bevo un bicchiere di vino, mi accorgo immediatamente che il mio corpo reagisce in modo diverso rispetto a prima. Magari la mattina mi sveglio con il viso più gonfio oppure con un po’ di mal di testa. È come se il mio organismo, essendosi abituato a un certo tipo di alimentazione, mi facesse percepire molto di più gli effetti di alcune cose».

Al supermercato come si orienta?
«La prima cosa che faccio quando prendo in mano un prodotto è controllare l’elenco degli ingredienti. Cerco sempre alimenti con una lista il più possibile corta e semplice. Per esempio, se acquisto dei legumi già confezionati, controllo che ci siano soltanto legumi, acqua e sale. Se trovo tanti altri ingredienti aggiunti, preferisco lasciarli sullo scaffale».

Ha condiviso le sue scelte con un nutrizionista?
«No, il percorso che ho intrapreso è nato soprattutto da una riflessione personale».

Si sa che per una vita sana l’altro braccio della bilancia, accanto all’alimentazione, è l’attività fisica. La pratica?
«Non sono una di quelle persone che passano ore in palestra. Mi piace fare Pilates una volta alla settimana perché mi fa stare bene, faccio stretching praticamente tutti i giorni e cerco di camminare il più possibile. Sono attività che mi fanno sentire bene senza diventare fonte di stress. Viaggio spesso, cambio continuamente città e quindi è complicato seguire un corso nello stesso posto per tutto l’anno. Il Pilates, invece, riesco a praticarlo un po’ ovunque e questo mi permette di essere costante».

L’aspetto fisico fa inevitabilmente parte del suo lavoro, così come la pelle: come se ne prende cura?
«Quando ho cominciato a fare più attenzione a quello che mettevo nel piatto, ho iniziato a chiedermi anche che cosa stessi mettendo sulla pelle. Prima usavo tante creme, tanti cosmetici, tanti prodotti diversi. Poi ho iniziato a leggere anche le etichette di quello che utilizzavo e ho iniziato a scegliere prodotti molto più semplici».

Qual è la sua beauty routine?
«Per il viso uso spesso una crema alla calendula e la sera mi piace applicare l’aloe vera. Lo stesso vale per il corpo. Cerco di scegliere prodotti con formulazioni semplici e il più possibile naturali, evitando ingredienti che ritengo superflui».

Prende farmaci?

«Fortunatamente mi ammalo molto raramente. L’unica situazione in cui prendo una medicina è quando ho un forte mal di testa oppure quando i dolori del ciclo sono particolarmente intensi. Il nostro corpo ci parla continuamente e spesso noi non ce ne accorgiamo. A volte va aiutato con i farmaci giusti, sempre con una buona alimentazione».