Dopo i risultati degli ultimi esami del sangue (colesterolo totale 243, Hdl 33 e Ldl 164; trigliceridi 257) il mio medico curante mi ha prescritto un farmaco: Atorvastatina + Ezetimibe. Vorrei sapere da uno specialista qualificato quando sono effettivamente indicate le statine, in quanto un cardiologo mi ha sconsigliato l’utilizzo di questo farmaco e ora sono davvero confusa.

Carla

La risposta di Valentina Mantovani, specialista presso l’unità operativa di Cardiologia Clinica al Policlinico San Donato di Milano

Gentile Carla, comprendo il suo disorientamento riguardo alla terapia prescritta e la diversa opinione che ha ricevuto. Il suo quesito tocca un tema centrale e spesso dibattuto, che va al di là dei semplici numeri del colesterolo.

I suoi valori sono elevati, come giustamente segnalato dal suo medico curante, e richiedono attenzione. Tuttavia, la decisione di iniziare una terapia farmacologica con statine (come l’Atorvastatina) associate a Ezetimibe, non si basa unicamente sui valori di colesterolo, ma su una valutazione più complessa: il rischio cardiovascolare globale, che tiene conto anche di altri parametri quali età, sesso, livello di pressione arteriosa, eventuale abitudine al fumo.

Le categorie di rischio
Il colesterolo Ldl (quello definito “cattivo”) è il principale bersaglio terapeutico, ma l’obiettivo di abbassamento varia drasticamente in base al rischio cardiovascolare del paziente. Le linee guida internazionali classificano i pazienti in quattro categorie, definendo per ciascuna un target molto specifico.

Molto alto. Pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare (infarto, ictus), soffrono di diabete con danno d’organo, malattia renale cronica grave o presentano valori di colesterolo Ldl basali superiori a 190 mg/dL. In questi casi, l’obiettivo da raggiungere per il livello di Ldl è molto basso, meno di 55 mg/dL. La terapia con statine ad alta potenza e spesso combinata con Ezetimibe è la norma.

Alto. Pazienti con ipertensione, fumo, familiarità per cardiopatia precoce, diabete senza danno d’organo, o un rischio di morte cardiovascolare a 10 anni (stimato con Score Chart) tra 5 e 10%. In questo caso, l’obiettivo del colesterolo Ldl è sotto i 70 mg/dL. La terapia farmacologica è fortemente raccomandata.

Moderato. Pazienti con rischio di morte cardiovascolare a 10 anni tra 1 e 5%. In questi casi, l’obiettivo del colesterolo Ldl è inferiore a 100 mg/dL. Per questa categoria di pazienti, la terapia può iniziare dopo un periodo di modifica dello stile di vita se l’obiettivo non viene raggiunto.

Basso. Pazienti con rischio di morte cardiovascolare a 10 anni inferiore all’1%. L’obiettivo da raggiungere per il colesterolo Ldl è di rimanere sotto i 116 mg/dL. L’intervento primario, in questi casi, è mantenere uno stile di vita sano.

La terapia che le è stata prescritta – Atorvastatina (una statina potente) associata a Ezetimibe (che inibisce l’assorbimento del colesterolo) – suggerisce che il medico curante la consideri probabilmente a rischio almeno moderato oppure che il cambiamento nello stile di vita (se tentato) non sia stato efficace.

Gli effetti collaterali

Aggiungo una considerazione perché molti pazienti temono di assumere le statine per paura degli effetti collaterali. Questi farmaci, che sono controindicati soltanto in caso di gravi malattie al fegato, possono causare per esempio dolori muscolari, mal di testa e disturbi gastrointestinali. Si tratta di effetti collaterali possibili, come avviene in tutti i farmaci, che variano da persona a persona e a seconda della tipologia di statina utilizzata, ma molto raramente sono gravi e in genere i benefici sono di gran lunga superiori. Se si verificassero, la terapia non va sospesa senza averne discusso con il medico curante, che valuterà eventuali dosaggi più bassi o il passaggio ad altre molecole appartenenti alla stessa classe di farmaci.