PHOTO
La collaborazione tra asili nido e rsa rappresenta uno dei modelli più innovativi e proficui di scambio intergenerazionale. La coabitazione consente di unire l’entusiasmo della giovinezza e la saggezza dell’età avanzata. «I bambini trovano negli anziani sicurezza, memoria e continuità, mentre i senior riscoprono energia, motivazione e stimoli cognitivi», conferma Edoardo Gioele Spinelli, neurologo dell’ospedale San Raffaele di Milano.
A fare i nonni si ringiovanisce: cervello più smart e migliore salute fisica• La formula è stata messa a punto nel 1976 in Giappone dal pedagogista Shimada Masaharu, che a Tokyo promosse la prima fusione stabile di una scuola materna con un centro per anziani.
• All’inizio degli anni Novanta a Seattle, negli Stati Uniti, un altro esperimento ben riuscito venne condotto al Providence Mount St. Vincent, una rsa all’interno della quale fu integrato l’asilo Intergenerational Learning Center (ILC).
• Nel 2001 a Saint-Maur-des-Fossés, alle porte di Parigi, un nido da 32 posti è stato inserito stabilmente in una casa di riposo con oltre cento ospiti.
• Fra le esperienze italiane spicca quella del Centro Anziani e bambini insieme (Abi) di Piacenza, che dal 2009 rappresenta la prima vera struttura fissa e integrata nel nostro Paese: all’interno di un medesimo complesso convivono infatti un asilo nido che accoglie 40 bimbi dai tre mesi ai tre anni, un centro diurno e una casa di riposo, e sebbene gli spazi residenziali e pedagogici restino ben distinti, grandi e piccini frequentano insieme laboratori di cucina e atelier di pittura e di lettura a voce alta.
• Anche al Villaggio Amico di Gerenzano (Varese) gli educatori della rsa e del nido organizzano percorsi comuni nel campo della manualità artistica e del riuso, mentre a Romano d’Ezzelino (Vicenza) gruppi di ospiti della casa di Riposo Pio X si trasferiscono periodicamente al nido Il Girotondo, dove insieme a piccoli e piccolissimi partecipano a laboratori di cucina e di manipolazione dell’argilla, ma anche a sessioni di letture, filastrocche e canti popolari. Il progetto si conclude ogni anno in primavera con una festa all’aperto che coinvolge anche le famiglie dei bambini.











