Luminose, circondate dal verde, colorate, belle. Sulla carta dovrebbero essere così le scuole che frequentano i nostri ragazzi. Un rapporto dell’Università americana di Harvard (“Schools for Health: Foundations for Student Success”, 2019) mostra con solide basi scientifiche che la qualità delle mura scolastiche incide direttamente sulla salute, la concentrazione e il rendimento degli studenti.

Gli alunni, anche italiani, trascorrono fra 12mila e 15mila ore in aula: un tempo in cui corpo e cervello sono in pieno sviluppo. Purtroppo, però, molti edifici presentano muffe, scarsa ventilazione, materiali tossici, illuminazione inadeguata e rumore eccessivo, fattori che aumentano asma, assenze e difficoltà cognitive.
Il report analizza più di 200 studi e individua nove pilastri per un edificio sano:
1. qualità dell’aria
2. ventilazione
3. comfort termico
4. luce e viste naturali
5. acustica
6. sicurezza
7. qualità dell’acqua
8. controllo di umidità e parassiti
9. assenza di sostanze nocive.
Migliorare questi aspetti riduce le malattie respiratorie e incrementa i punteggi nei test standardizzati.
Nel 2022, a fronte di un investimento per l’istruzione di circa 20 miliardi di euro, il Pnrr ne aveva destinati 13 alla riqualificazione del patrimonio esistente e alla costruzione di nuovi edifici scolastici, 212 in tutto. Secondo le Linee guida stilate a suo tempo dal ministero dell’Istruzione e da un team di esperti composto da architetti, pedagogisti ed economisti, le nuove scuole dovranno essere “belle” ma anche “sane”. Avranno:
• ampie finestre per massimizzare l’uso della luce solare e agevolare il ricambio d’aria;
aree verdi destinate a finalità didattiche e ricreative;
• aule tematiche caratterizzate da differenti colori e sonorità.

Un ambiente che sia sano e anche bello
«Un ambiente bello facilita lo studio e migliora i livelli d’attenzione», dice l’architetto Daniele Rangone, cofondatore e chief vision officer di Settanta7, studio internazionale con basi a Torino e Milano e fra i più attivi nell’edilizia scolastica. «Bisognerebbe aggiornare i parametri del decreto ministeriale del 1975, che prevedeva una dote di 10 metri quadrati a studente, di cui 6 per la didattica frontale. È un modello che non funziona più e, per superarlo, abbiamo immaginato scuole organizzate con pareti interne mobili e spazi connettivi polivalenti destinati anche a sport e attività extra».
Settanta7 ha rinnovato La Casa dei bambini di Chiaravalle (Ancona), inaugurata a luglio 2025. «La nuova scuola dell’infanzia richiamerà da tutto il mondo gli insegnanti che vorranno specializzarsi nel metodo di Maria Montessori e svolgeranno qui la pratica per ottenere l’abilitazione», continua Rangona. «È fondamentale mantenere vive le scuole di provincia e quelle delle aree interne, perché possono diventare strumenti di resilienza per intere comunità».
Quanto più la scuola si apre al mondo anche in termini strutturali e tanto più diventa motore di dialogo con la società e il territorio. Per agevolare questa tensione verso l’esterno, spesso è presente un’agorà, una piazza che si presta a usi comunitari, come accade nel progetto del polo di istruzione superiore Giannelli di Parabita, in provincia di Lecce, dotato anche di piscina, palestra, eliporto e di un’area-teatro.

Palestre attrezzate e auditorium
Il nuovo liceo scientifico e delle scienze umane intitolato ad Anna Maria Enriques Agnoletti di Sesto Fiorentino è una scuola aperta dalle 8 alle 18, con gli studenti delle classi superiori che fanno da tutor ai più giovani, una palestra con parete per l’arrampicata, auditorium e caffetteria. «Abbiamo voluto valorizzare le zone utilizzate per l’aggregazione dei ragazzi e per l’organizzazione di attività complementari», racconta Silvia Baldaccini, già dirigente del Liceo e fra i promotori del progetto avviato nel 2019. «Sono nate così la biblioteca diffusa e le aree per la lettura individuale, il dibattito, le riunioni e il tutoraggio. E anche le due scale del liceo sono diventate luoghi di connessione verticale, dov’è possibile tessere relazioni al di là dell’aula».

Le ampie vetrate del liceo Agnoletti di Sesto Fiorentino
Le ampie vetrate del liceo Agnoletti di Sesto Fiorentino

Le ampie vetrate del liceo Agnoletti di Sesto Fiorentino

Molti docenti che nel corso dei progetti Erasmus avevano visitato le scuole-modello del Nord Europa hanno contribuito a definire il progetto del polo di Busca, nel Cuneese. «I 680 allievi di elementari e medie si ritrovano insieme in un medesimo stabile in legno a forma di “X” curvilinea, in un contesto arioso in cui gli scambi sono favoriti da spazi fluidi e interconnessi», dice il preside Davide Martini. «Nel nostro istituto è difficile che gli studenti si isolino in un’aula o gli insegnanti nella sala professori, e questo rende tutti molto più aperti e flessibili».

Al lavoro ci sono anche le archistar
In Veneto lo studio dell’archistar Mario Cucinella è invece partito dalla memoria dei cittadini ed ex alunni della scuola Gabelli di Belluno per riqualificare uno storico istituto che accoglie bambini dai 2 ai 10 anni. L’edificio è stato concepito come un sussidiario che ingloba misure, figure geometriche, carte geografiche, una meridiana, tutti elementi che stimolano l’apprendimento nelle differenti fasi del percorso di crescita. E c’è un osservatorio astronomico sul tetto. A connotare l’identità della Gabelli contribuiscono anche le grandi finestre originali con i serramenti in legno, che assicurano luce e comunicazione con l’esterno. Il paradigma è simile a quello della nuova scuola per l’infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo (Bergamo). Immerso nel parco storico di Villa Paglia, l’asilo è protetto da un muro che ripropone il celebre puzzle con gli animali di Enzo Mari, e si caratterizza per le pareti vetrate che fanno entrare la luce.

La scuola per l'infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo (Bergamo)
La scuola per l'infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo (Bergamo)

La scuola per l'infanzia Arca di Noè di Alzano Lombardo (Bergamo)

Della capacità della scuola di orchestrare sinergie col territorio è valida testimonianza l’Auditorium del liceo Piero Gobetti di Omegna, in provincia di Verbania, che al suo interno accoglie gli indirizzi artistico, musicale, scientifico e il neonato liceo sportivo.

La struttura, inaugurata nel 2023, ha una capienza di oltre 300 posti ed è stata progettata a livello acustico da Lucio Visintini, esperto che ha lavorato - fra i molti - con il Teatro alla Scala di Milano, e che ha posizionato sulle pareti della sala una serie di pannelli orientabili in legno che consentono di modificarne le prestazioni in base alle esigenze di concerti, rappresentazioni teatrali e altri eventi culturali. «L’Auditorium è un cuore pulsante che batte insieme alla città e alle comunità del circondario», dice la dirigente Barbara Bienati, «e conferma una volta di più come la musica possa innescare preziose sinergie che, oltre agli studenti, coinvolgono anche le famiglie e le voci del mondo fuori dalla scuola».

Pareti di legno antistress
Il legno utilizzato negli spazi destinati allo studio (e al lavoro) può contribuire ad abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress: la conferma arriva da una ricerca condotta alla University of British Columbia di Vancouver, in Canada, e dalla sempre maggiore diffusione delle scuole in legno: lo dimostrano due progetti recenti e ultra premiati a firma dello studio Roland Baldi Architects di Bolzano, come la scuola dell’infanzia e l’asilo nido di Chienes, in Val Pusteria, coi locali interni rivestiti in betulla dalle tonalità chiare, per trasmettere una sensazione di tranquillità e protezione, e la materna di Sluderno, realizzata in larice locale. Altro esempio virtuoso è l’asilo nido Iride di Guastalla (Reggio Emilia), uno spazio dalle linee sinuose che ricorda il ventre della balena di Pinocchio progettato dallo studio Mario Cucinella Architects.

L'asilo nido Iride di Guastalla (Reggio Emilia)
L'asilo nido Iride di Guastalla (Reggio Emilia)

L'asilo nido Iride di Guastalla (Reggio Emilia)

Anche Renzo Piano, il grande architetto che è fra gli autori del documento dal titolo “Progettare, costruire e abitare la scuola - Futura”, redatto da un team incaricato dal ministero dell’Istruzione di redigere le Linee guida per la realizzazione dei nuovi spazi per la didattica, evidenzia che il legno «non è solo bello, sicuro, antisismico e profumato: è innanzitutto energia rinnovabile».

Necessario un restyling urgente
Va segnalato che l’edilizia scolastica italiana necessita di un restyling urgente: in base ai dati di Cittadinanzattiva (del XXIII rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, settembre 2024-settembre 2025”), nell’ultimo anno si sono registrati 71 crolli (+69% rispetto all’anno precedente), c’è amianto in 2.292 istituti sui circa 40mila presenti nel Paese, solo il 7% è dotato di impianti di climatizzazione e in quasi il 60% sono presenti barriere architettoniche. Quindi: c’è ancora molto da fare.