L’ernia diaframmatica è una condizione rara in cui uno o più organi dell’addome migrano nel torace attraverso una breccia che si forma nel diaframma, il muscolo che separa le due cavità. Può essere congenita, manifestandosi già nei primi anni di vita, oppure insorgere in età adulta, in seguito a un trauma o a una debolezza della parete diaframmatica. Il risultato è uno spostamento anomalo di organi che dovrebbero rimanere all’interno dell’addome, come lo stomaco, l’intestino o il fegato.

Le possibili cause
Le forme congenite derivano da un difetto di sviluppo del diaframma, mentre quelle acquisite possono essere la conseguenza di incidenti, cadute o traumi toracici che indeboliscono la muscolatura. In alcuni individui può esistere una predisposizione strutturale, una sorta di “punto debole” che, con il tempo, può cedere. Quando ciò accade, un organo addominale può risalire nel torace, ruotarsi e comprimere altre strutture, generando disturbi anche gravi.

I segnali d’allarme
Le manifestazioni dell’ernia diaframmatica variano in base all’organo coinvolto e all’ampiezza del difetto. Quando a spostarsi nel torace è il fegato, come nel caso di Luca Savattiere, può verificarsi un’ostruzione delle vie biliari con conseguente colestasi: la bile non riesce più a defluire correttamente nell’intestino e compaiono ittero, intensa stanchezza e alterazioni dei valori epatici. Senza un trattamento adeguato, il fegato può infiammarsi e andare incontro a complicanze come fibrosi e, nei casi più gravi, cirrosi.

Una sfida chirurgica
Pur essendo una condizione benigna, l’ernia diaframmatica non va sottovalutata: richiede una diagnosi precisa e un intervento rapido. Il trattamento è chirurgico e ha l’obiettivo di riportare l’organo nella sua posizione corretta, chiudere la breccia diaframmatica e ripristinare il normale funzionamento delle strutture coinvolte. L’operazione può risultare particolarmente delicata quando l’organo erniato è il fegato, ma se la correzione viene eseguita tempestivamente il quadro è reversibile. I livelli di bilirubina si normalizzano gradualmente e il fegato recupera le sue funzioni.

Il ritorno alla vita
Dopo l’intervento, il corpo torna a funzionare con una naturalezza quasi immediata. Le recidive sono rare se la ricostruzione del diaframma è solida, anche se in alcuni casi può persistere una lieve fragilità residua. Nella maggior parte delle situazioni, si può riprendere una vita piena: sport, attività quotidiane, progettualità.

Testo raccolto da Paola Rinaldi