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Il nostro bambino è rimasto turbato perché al suo compagno di banco è stato diagnosticato il diabete di tipo 1. Ci ha fatto un sacco di domande e vuole sapere se potrà continuare a giocare con lui, se non potranno più mangiare insieme la merendina… Qualche consiglio perché non faccia gaffe o errori?
Linda B., Falconara Marittima
La risposta di Francesca Franco, pediatra presso la Clinica pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine
In Italia sono oltre 18mila i bambini e adolescenti sotto i 18 anni con diabete di tipo 1 e l’incidenza sotto i sei anni è in aumento. In questo contesto è fondamentale che coloro che condividono una parte della giornata con un ragazzo con diabete - compagni di classe compresi - sappiano quali comportamenti adottare, senza pregiudizi o paure. È bello sapere che i compagni di classe facciano domande perché è proprio dalla curiosità che si può creare formazione, conoscenza e nascono inclusione e normalità.
C’è una risposta unica alle sue domande ed è: sì. Il bambino con diabete può e deve fare le stesse attività degli amici e mangiare come loro, solo con qualche accortezza in più. Il diabete può fare paura se non lo si conosce ma ci sono consigli che si possono dare tramite le famiglie per aiutare a creare un ambiente inclusivo e di supporto, favorendo una convivenza serena.
1. Spiegate cos’è il diabete. Aiutate i vostri bambini a capire che il diabete è una malattia in cui il corpo ha difficoltà a controllare i livelli di zucchero nel sangue. Gli alti livelli di glucosio nel sangue arrivano ai reni e passano nelle urine. È per questo che all’esordio del diabete i bambini urinano più spesso e di conseguenza bevono di più. Succede inoltre che perdano peso e siano molto stanchi; è importante riconoscere presto questi sintomi che scompaiono quando viene iniziata la terapia necessaria. Fate attenzione a non raccontare notizie non verificate o leggende sul diabete (come ad esempio che il diabete viene a chi mangia tanti zuccheri, o che rende più deboli e non si possa fare sport).
2. Insegnate che si può gestire. Cercate di spiegare che se il corpo non riesce a produrre l’insulina, è necessario che venga assunta dall’esterno più volte al giorno. L’insulina non esiste in pastiglia, ma va assunta tramite piccole punture. Il compagno di classe con diabete può mangiare tutto seguendo i principi di un’alimentazione sana. Anche la merendina o la fetta di torta per una festa possono essere mangiate, bisogna fare però attenzione quando si mangiano i carboidrati e assumere l’adeguata dose di insulina. Si possono trovare piccole strategie assieme: avere a disposizione qualche merenda con pochi carboidrati, festeggiare con caramelle e bevande senza zucchero permette di gestire più facilmente i momenti di convivialità.
3. Mostrate come possono riconoscere i segnali di ipoglicemia. Educate i bambini a riconoscere i sintomi di un possibile episodio di ipoglicemia (calo di zuccheri), come, ad esempio, tremori, pallore, sudorazione, confusione o stanchezza. In questi momenti è importante avvisare un adulto (l’insegnante o il personale scolastico più vicino) e far sì che il compagno non rimanga da solo.
4. Preparateli affinché favoriscano la normalità. Spiegate ai figli che la normalità è l’approccio migliore per far sentire chiunque a proprio agio. Il diabete non dev’essere un limite né una fragilità. Il compagno con diabete deve poter partecipare a tutte le attività di gruppi, che siano giochi, gite e progetti scolastici. Lo sport, inoltre, è fondamentale sia per migliorare l’andamento del diabete, sia per creare un contesto di gruppo e normalità.
5. Educate a chiedere con rispetto. Invitate i bambini a mostrare interesse verso l’amico che presenta questa patologia, senza che questo comporti invadere la sua privacy. Avere domande o dubbi, significa confrontarsi con il compagno con diabete in modo educato e rispettoso e interessarsi a lui.













