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Sono di nicchia nella medicina termale, ma importanti per chi non risponde bene ai farmaci oppure deve evitarli. Nell’elenco delle cure in convenzione con il Servizio sanitario nazionale rientrano malattie ginecologiche come la leucorrea (l’eccesso di perdite vaginali causato da squilibri della flora) e le aderenze post-operatorie (le conseguenze possibili dopo un intervento, se i tessuti interni perdono flessibilità e aderiscono tra loro) e dell’apparato urinario, come la calcolosi renale.
Su questo fronte sono in aumento gli studi che cercano di chiarire il ruolo delle acque minerali nella prevenzione della calcolosi. Una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Medicine nel 2021 ha analizzato la composizione di oltre 500 acque imbottigliate, mettendola in relazione con i principali meccanismi di formazione dei calcoli renali. I risultati mostrano che non tutte le acque sono uguali: alcune, ricche di bicarbonato e magnesio, possono contribuire a rendere le urine meno favorevoli alla cristallizzazione; altre, con un alto contenuto di sodio o calcio, possono favorire l’eliminazione di minerali coinvolti nella formazione dei calcoli. Lo studio evidenzia quindi che l’efficacia non dipende solo dall’aumento della diuresi – il cosiddetto “effetto lavaggio” – ma anche dalla capacità specifica dei minerali di modificare il pH delle urine.
Acque e trattamenti
Per leucorrea e aderenze post-operatorie si usano le irrigazioni: l’acqua termale a temperatura controllata (sulfurea, salsobromoiodica o oligominerale) scorre lentamente a contatto con le mucose interne e, grazie ai componenti, aiuta a riequilibrare il pH, ammorbidire le eventuali aderenze e ridurre un’eventuale carica microbica patogena. Per questo sono utili anche nelle infezioni ginecologiche ricorrenti.
Per i calcoli renali si sceglie la terapia idropinica. La pratica è molto semplice, basta bere speciali acque oligominerali, seguendo dosi e tempi stabiliti dal medico. Quando l’acqua termale finisce nelle urine fa da sorta di lavaggio meccanico, aiutando a sciogliere ed espellere i piccoli calcoli.
Da sapere
Il ciclo prevede 12 irrigazioni vaginali (spesso abbinate a 12 bagni). Nel caso di cure all’apparato urinario, 12 giorni di cura idropinica.
Dove andare
Le Terme di Fiuggi (Lazio) sono un centro di riferimento per la calcolosi renale. Per i disturbi ginecologici sono rinomate le Terme di Salsomaggiore (Emilia Romagna) e le Terme di Chianciano (Toscana).









