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Una delle piscine esterne dell'Abano Ritz, storico hotel nella località termale in provincia di Padova
Le terme italiane sono mete sempre più scelte. Secondo il Rapporto Unioncamere-Isnart, pubblicato a gennaio, nel 2025 hanno registrato circa 24 milioni di visitatori, di cui oltre 800mila col Servizio sanitario nazionale. Numeri in crescita (del 10% rispetto all’anno prima) che non stupiscono. Sono oasi ideali per staccare la spina, rigenerarsi, immersi in panorami unici, a contatto con la natura e, soprattutto, moderni presidi di diagnosi e cura.
Il potere terapeutico delle cure termali è stato riconosciuto dall’uomo fin dall’antichità, basti pensare che già in un papiro egizio del 1500 a.C. viene descritto come usare le acque calde e mineralizzate per curare le infezioni della pelle. Ma oggi è una solida letteratura scientifica a consacrare l’efficacia di questa medicina millenaria per un ampio spettro di patologie.
Con la guida di Fausto Bonsignori, presidente dell’Associazione italiana di medicina termale e coordinatore scientifico del master in Medicina Termale dell’Università di Pisa, scopriamo quali sono i principali disturbi curabili alle terme in convenzione con il Sistema sanitario nazionale (l’elenco completo è su federterme.it e su trovanorme.salute.gov.it) e, per ognuno di questi, quali le combinazioni ideali di acqua - scelta per composizione chimica e temperatura - e tecnica di somministrazione. Senza dimenticare che, come sottolinea Bonsignori, «le cure termali, come quelle farmacologiche, vanno stabilite caso per caso».
Le cure a seconda delle problematiche
Malattie osteorticolari e disturbi muscolari
Allergie e malattie delle vie respiratorie
Disturbi e patologie della pelle
Sordità e malattie dell’orecchio
Disturbi e malattie della circolazione
Malattie ginecologiche e dell’apparato urinario
Malattie del tratto gastrointestinale
Come ottenere la ricetta medica
È il medico di base a prescrivere il ciclo di cure nella ricetta, indicando la patologia tra quelle previste dal Servizio sanitario nazionale. Se l’indicazione proviene da uno specialista, bisogna comunque poi farsi fare la ricetta dal medico di base.
È possibile usufruire di un solo ciclo ogni 12 mesi; il raddoppio delle cure (due cicli nello stesso anno, per patologie diverse) è consentito solo a categorie speciali: gli invalidi per causa di servizio, guerra o civili con una percentuale superiore ai due terzi (dal 67% in su).
Il ticket è di 55 euro per l’intero trattamento, mentre chi ha diritto all’esenzione paga solo una quota fissa di 3 euro.









