Buongiorno, sono affetto da paraparesi spastica a causa di una paralisi cerebrale a nemmeno un anno di età (oggi ho 67 anni) e a volte mi capita, inspiegabilmente, di perdere l’equilibrio e trovarmi per terra. Se fossero episodi isolati forse non ci farei caso più di tanto, invece ne accadono quasi sempre due, nell’arco di poche ore. Secondo la mia fisioterapista si tratta di cadute dovute alla distrazione. La mia dottoressa mi ha prescritto a suo tempo una risonanza magnetica della testa, dalla quale tuttavia non sono emerse novità che possano spiegare in qualche modo queste cadute. Quando ero piccolo, venivo sottoposto a elettroencefalogramma, da adulto non più: può essere utile effettuare questo esame? Eventualmente quali altri controlli potrei fare?
Fabrizio

La risposta di Monia Andrea Papa, specialista in Medicina fisica e riabilitativa presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi di Roma

Gentile signor Fabrizio, la ringrazio per aver scritto e per aver raccontato la sua situazione. Cadere può destare molta preoccupazione, a maggior ragione quando gli episodi si ripetono e non è chiaro cosa li determini.
La paraparesi spastica, nel suo caso esito di una paralisi cerebrale infantile, può comportare difficoltà nell’equilibrio, tuttavia le cadute meritano di essere indagate, soprattutto quando la loro frequenza o le loro caratteristiche cambiano nel tempo.
Lei descrive questi episodi come “inspiegabili”: proprio per questo può essere utile provare a ricostruirli con maggiore precisione. Per esempio:
• se le cadute avvengono in modo improvviso o sono precedute da segnali particolari;
• da quanto tempo e con che frequenza si verificano;
• se vi sono stati cambiamenti recenti nello stato di salute o nelle abitudini di vita.
Anche il fatto che le cadute tendano a presentarsi a distanza ravvicinata (in genere due nell’arco di poche ore, come da lei riferito) è un elemento importante, così come capire se avvengono in momenti particolari, come in condizioni di maggiore stanchezza o a seguito di cambi di posizione, magari repentini. A questo proposito, il riferimento alla “distrazione” può essere un altro spunto utile, se le capita anche in altri momenti di avere episodi di calo dell’attenzione e/o di sentirsi in generale meno vigile.

Elettroencefalogramma in casi specifici
Tutte queste informazioni, se raccolte con attenzione, possono essere estremamente utili per chiarire meglio la natura di questi eventi: per questo è importante che i dati riferiti vengano approfonditi attraverso una visita medica, così da poterli interpretare correttamente nel suo caso specifico.
Per quanto riguarda gli accertamenti già eseguiti, sarebbe utile collocare nel tempo la risonanza magnetica per capire è stata effettuata recentemente e se le cadute erano già presenti allora.
Sempre a proposito di indagini strumentali, l’elettroencefalogramma è un esame che può essere utile in alcune situazioni specifiche, in particolare quando vi sia il sospetto di episodi transitori legati all’attività elettrica cerebrale. In altri casi, invece, potrebbe non essere l’esame più indicato: la sua utilità va quindi valutata da uno specialista tenendo conto del quadro clinico complessivo.

Utile una valutazione medica generale
Le cadute, insomma, possono avere cause diverse e spesso non dipendono da un unico fattore. Oltre agli aspetti motori legati alla sua condizione, possono contribuire affaticamento, diminuzione dell’attenzione, alterazioni cardiovascolari, eventuali farmaci o altre condizioni che influenzano l’equilibrio.
Per questo motivo, più che orientarsi su un singolo esame, può essere utile un inquadramento clinico complessivo, guidato dal medico. In base alla valutazione generale, infatti, potrebbero essere coinvolti diversi specialisti, come neurologo, fisiatra, ortopedico o cardiologo, per analizzare in modo più completo le possibili cause e individuare le strategie più adatte.
Le consiglio quindi di confrontarsi con il suo medico di Medicina generale, portando con sé una descrizione il più possibile precisa degli episodi: questo potrà essere di grande aiuto per orientare gli approfondimenti.
Spero che queste indicazioni possano aiutarla a comprendere meglio la situazione e a gestirla nel migliore dei modi.