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Le vediamo sulle cosce, sul ventre, sul seno, sui fianchi. Nonostante questo, le smagliature restano uno di quei temi su cui circolano più leggende che informazioni serie: creme miracolose, rimedi della nonna, prima/dopo ritoccati sui social. Per fare chiarezza, abbiamo fatto alcune domande a Marina Fantato, dermatologa presso Humanitas Medical Care di Arese (Milano).
Dottoressa Fantato, cosa sono esattamente le smagliature dal punto di vista dermatologico?
«Le smagliature, chiamate in termini medici striae distensae, sono vere e proprie lesioni della pelle. Si formano quando il tessuto cutaneo viene sottoposto a una distensione rapida e non riesce ad adattarsi adeguatamente. Dal punto di vista dermatologico, il danno interessa soprattutto il derma, lo strato più profondo della pelle, dove si verifica una rottura delle fibre di collagene ed elastina, responsabili di tono ed elasticità. Anche la superficie cutanea può risentirne, con una perdita di idratazione e funzione barriera.
Come evolvono?
«In due momenti distinti. All’inizio appaiono rosse o violacee - si chiamano striae rubrae - perché c’è ancora un’infiammazione attiva e una maggiore vascolarizzazione. Col tempo diventano bianche, sottili, leggermente depresse: le striae albae, simili a piccole cicatrici».
Chi è più predisposto a sviluppare smagliature? Ci sono fattori di rischio genetici oppure ormonali?
«Sì, esiste una predisposizione individuale. Questo perché alcune persone hanno una pelle naturalmente meno elastica o una struttura del collagene più fragile. Ma contano anche altri fattori. Tra i principali troviamo: la familiarità genetica, i cambiamenti ormonali come in gravidanza o pubertà, patologie endocrine come la sindrome di Cushing, variazioni rapide di peso o massa muscolare, e stili di vita scorretti come fumo, dieta squilibrata o stress prolungato».
Si possono prevenire? Creme e oli funzionano davvero?
«La prevenzione è possibile, ma non esiste una soluzione al 100% per riuscire a evitarle, soprattutto quando c’è una forte predisposizione. Ciò che ha una reale utilità è mantenere la pelle ben idratata e nutrita per migliorarne elasticità e resistenza, utilizzando creme e oli emollienti, soprattutto nelle fasi a rischio come durante la gravidanza, le diete dimagranti o una crescita rapida durante l’adolescenza».
Quali sono gli ingredienti utili?
«Oli vegetali come quelli di mandorle dolci, avocado e girasole. Detto questo, è importante ricordare che i prodotti aiutano ma non possono impedire completamente la formazione delle smagliature se i fattori predisponenti sono importanti».
Conta di più bere acqua o l’idratazione locale con i prodotti?
«Entrambe contano, ma hanno ruoli diversi. L’acqua da bere contribuisce al benessere generale, ma non è sufficiente da sola. L’idratazione topica agisce in modo molto più diretto: migliora la funzione barriera, aumenta l’elasticità cutanea, riduce il rischio di micro-lesioni. In sintesi: bere acqua aiuta, ma le creme agiscono in modo più diretto sulla prevenzione locale».
Quando è il momento giusto per rivolgersi a un dermatologo?
«Prima di quanto si pensi. Idealmente in fase preventiva: durante una gravidanza o se si prevede di perdere molto peso. Ma anche quando le smagliature sono recenti e arrossate: lì c’è ancora la finestra più favorevole per intervenire. Aspettare che diventino bianche significa spesso perdere l’occasione migliore. Intervenire nelle fasi iniziali aumenta significativamente le possibilità di miglioramento».
Nella sua esperienza con la laserchirurgia, quali tecnologie ottengono i risultati migliori?
«I migliori trattamenti si basano tutti sullo stesso principio: la rigenerazione delle fibre di collagene nel derma attraverso la stimolazione dei fibroblasti. Con il laser CO2 frazionato, la stimolazione avviene tramite un micro-danno tissutale controllato. Questa è una tecnica molto versatile, con ottimi risultati anche su rughe e cicatrici. Il laser provoca la contrazione delle fibre di collagene esistenti - rendendo la smagliatura meno evidente - e stimola parallelamente la produzione di fibre nuove. Con il microneedling, lo stesso stimolo si ottiene meccanicamente con microaghi. Con il Prp, si iniettano i fattori di crescita derivati dalle piastrine del paziente stesso (si pratica un prelievo sanguigno)».
Tra le novità?
«Tra le più interessanti ci sono i protocolli combinati: laser e biorivitalizzazione, o microneedling e biorivitalizzazione, calibrati sulle caratteristiche di ogni paziente. In tutti i casi è importante affidarsi a un dermatologo specializzato, che segua il paziente e lo supporti nella corretta gestione delle fasi post trattamento e il follow up prestabilito».
I social media stanno cambiando il modo in cui le persone vivono le smagliature?
«Sì, negli ultimi anni le richieste sono aumentate significativamente. I social hanno diffuso standard estetici poco realistici, in cui la pelle appare sempre perfetta. Questo porta molte persone a percepire le smagliature come un difetto grave, quando in realtà sono una condizione comunissima».











