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Il passare del tempo determina nel volto non solo la progressiva comparsa di solchi, ma anche la riduzione del sottile strato di grasso presente nei tessuti sottocutanei, più abbondante nelle guance e negli zigomi. Il lipofilling è la tecnica di autotrapianto di grasso che permette di contrastare la riduzione di quella sorta di imbottitura sottocutanea, attenuando le rughe (mentre per il riposizionamento dei tessuti cadenti bisogna ricorrere al lifting). In altre parole, con un solo trattamento è possibile rendere meno visibili le linee disegnate dal trascorrere degli anni e ripristinare i tipici volumi della giovinezza. Ancora: il lipofilling attiva nei tessuti un importante processo di rigenerazione, riportando un tono e un’elasticità che ricordano quelli di diversi anni prima.
Tutto merito delle straordinarie caratteristiche biologiche del nostro grasso, il tessuto del corpo che contiene la maggior quantità di cellule staminali adulte per centimetro cubo. E proprio le staminali, che essendo indifferenziate fungono da riserva per la riparazione e la rigenerazione dei tessuti, innescano un processo di autorinnovamento.
Per chi è indicato
Il lipofilling è per definizione un trattamento di chirurgia rigenerativa e pertanto è utile per attenuare e contrastare le tipiche trasformazioni portate dall’età.
In particolare, viene utilizzato per ridare pienezza ai volti che col passare del tempo tendono a diventare scarni e per riempire i solchi che si formano tra il naso e le estremità della bocca (solchi nasogenieni) e tra le estremità della bocca e la mandibola (rughe della marionetta).
Come si fa
In sala operatoria si esegue una mini-lipoaspirazione, prelevando dai depositi di grasso naturalmente presenti, per esempio sull’addome o sui fianchi, piccole quantità di tessuto adiposo. Il metodo meno invasivo prevede il prelievo tramite una siringa collegata a cannule sottili, mentre nel caso si voglia abbinare una vera e propria liposuzione al trattamento per il viso, si pratica un’incisione di pochi millimetri in cui si introduce una piccola cannula aspirante.
Il materiale raccolto viene appositamente lavorato, in modo da eliminare le componenti inutili, quali il sangue e il siero, e aumentare la concentrazione degli elementi più preziosi, in grado di restare vitali e svolgere l’azione rigenerativa più potente. Le parti maggiormente utili sono i piccoli aggregati di cellule adipose e il concentrato naturale di cellule staminali, antinfiammatorie e riparatrici (la cosiddetta Svf, stromal vascular fraction).
Il materiale così preparato viene poi innestato nel viso tramite micro-cannule o aghi, non lasciando cicatrici visibili, distribuendolo in modi e posizioni diverse a seconda delle necessità. Per sfruttare al massimo il potere rigenerativo del grasso, si deposita il lipofilling nel derma, lo strato più profondo della cute. Qui stimolerà un particolare tipo di cellule, i fibroblasti, a produrre più collagene, la proteina che costituisce l’impalcatura dei nostri tessuti, rendendoli più compatti ed elastici.
Tra gli effetti rigenerativi, anche la produzione di nuovi vasi sanguigni (la cosiddetta neoangiogenesi) che fa sì che i tessuti ricevano tutti i nutrienti e l’ossigeno necessari per la massima vitalità.
Quando si vuole ottenere soprattutto un effetto riempitivo, invece, il grasso viene trasferito sotto il derma, ricreando così il “materasso” che il passare del tempo ha assottigliato.
Dopo l’intervento
La piccola incisione eventualmente praticata per prelevare il grasso si rimargina spontaneamente, avvicinando i lembi della ferita con un cerottino, senza la necessità di punti di sutura.
Il trasferimento del grasso nel viso, insieme all’azione delle sottili cannule utilizzate per depositarlo, di solito determinano lividi e gonfiore che si attenuano fino a scomparire in 10-15 giorni (ma si possono coprire con il trucco). Se l’intervento è stato eseguito correttamente, i nuovi volumi sono naturali e omogenei e il tono di tutti i tessuti è migliore, proprio grazie all’azione rigenerativa del lipofilling.
La procedura avviene in day hospital, senza necessità di ricovero. Solitamente si ricorre all’anestesia locale, con l’aggiunta di sedazione (il paziente dorme, ma non è intubato) specie quando il paziente è particolarmente ansioso.
Le complicanze
Se eseguito da un professionista serio e preparato (in primis un chirurgo plastico, lo specialista della rigenerazione), il lipofilling è una procedura sicura, Come ogni intervento medico può dare alcune complicanze, facilmente affrontabili con un piccolo, secondo intervento. Tra queste, le cisti oleose (piccole raccolte di grasso liquefatto), le calcificazioni (reazione benigna del corpo a piccole parti del grasso che non hanno attecchito), i difetti nella correzione (troppo o troppo poco) e le alterazioni della sensibilità, che solitamente scompaiono nel giro di poco tempo.
Aree pericolose
Il lipofilling può essere utilizzato anche per aumentare il volume delle labbra (anch’esse soggette a una progressiva perdita di volume) e per migliorare l’estetica della regione attorno agli occhi. In entrambi i casi, la delicatezza di questi tessuti impone la massima cautela, che consiste innanzitutto nell’impiego del cosiddetto micro e nano fat, lipofilling preparato in modo da risultare particolarmente “cremoso” e pertanto meglio accettato dai tessuti che lo ricevono.
Non solo viso
Con gli anni, e sempre di più, il nostro grasso è passato dall’essere uno dei principali nemici della bellezza a un prezioso alleato. Le proprietà riempitive e rigenerative del lipofilling sono oggi molto utilizzate sia in ambito estetico sia in ambito ricostruttivo, per esempio per migliorare le cicatrici lasciate da traumi, interventi chirurgici e ustioni.
Nella ricostruzione mammaria, il grasso della paziente serve per ripristinare i volumi alterati dalla chirurgia oncologica e per “sfumare” i contorni delle protesi, quando è necessario impiantarle. In ambito estetico, il lipofilling è utilizzato per aumentare il volume del seno in modo completamente naturale.













