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Dopo un periodo buio, durato diversi mesi, che l’ha tenuta lontana dal suo pubblico, la modella e conduttrice televisiva Belén Rodríguez ha lasciato un videomessaggio sui social: «Vi consiglio di fare yoga. Con gli attacchi di panico mi è servito tanto, mi calma e mi rasserena la mente». Non è una trovata mediatica, diversi studi scientifici lo provano.
«Il trattamento principale dei disturbi di panico è la psicoterapia cognitivo-comportamentale oppure si ricorre ai farmaci serotoninergici, che sono gli stessi che si usano in alcune forme di depressione», dice Antonio Vita, presidente della Società italiana di psichiatria (area universitaria) e professore ordinario di Psichiatria all’Università degli Studi di Brescia, «Detto questo, esistono delle terapie e degli interventi complementari che hanno una loro logica sia dal punto di vista neurobiologico sia da quello psicologico e comportamentale. Una di queste è proprio lo yoga».
La paura che la crisi ritorni
L’attacco di panico può definirsi come una crisi acuta di ansia. «I sintomi psichici sono quelli tipici di una preoccupazione improvvisa, intensa, spesso immotivata, senza un elemento specifico di scatenamento, che si accompagna talvolta alla paura di perdere il controllo, addirittura di impazzire o di morire», spiega Vita. «A questi si associano anche sintomi fisici, più legati a un’attivazione del sistema neurovegetativo, in particolare del sistema simpatico, che genera tachicardia, sudorazione, senso di oppressione toracica, mancanza di fiato, a volte sudorazione e disturbi intestinali. Si tratta però di un fenomeno molto rapido, repentino nella sua comparsa e anche nel suo superamento. Un fatto isolato che tutti noi nella vita possiamo provare».
Il disturbo di panico, invece è un’altra cosa, ed è quello di cui potrebbe aver sofferto Belén. «Si tratta di un disturbo di cui soffre circa il 4-5% della popolazione», prosegue l’esperto, «in cui non solo gli attacchi di panico si ripetono nel tempo, ma sono anche accompagnati dalla cosiddetta “ansia anticipatoria”, cioè dalla preoccupazione – a volte molto marcata – che le crisi si possano verificare».
Una paura che spesso si trasforma in terrore, condizionando la vita in modo pesante. «Quando arrivavano gli attacchi di panico, che erano veramente molto forti, ero come immobilizzata, non riuscivo ad alzarmi dal letto», ha confessato la showgirl argentina ai suoi follower. «Sono stata due mesi in casa, con le tende chiuse». Come dice lo psichiatra, «la persona mette in atto dei comportamenti di evitamento, sottraendosi a tutte quelle situazioni in cui ha l’impressione oppure ha avuto l’esperienza di avere un attacco».
Il controllo delle inspirazioni
Gli elementi benefici della pratica yoga sono diversi. Primo fra tutti la respirazione controllata. «Se ho paura o inizio ad arrabbiarmi inspiro profondamente», racconta Belén nel suo video. «Con l’aiuto di un maestro ho imparato la respirazione yogica».
Precisa Vita: «La spiegazione è semplice: la respirazione è un elemento cruciale nel panico. Sì, perché l’iperventilazione che spesso si verifica durante l’attacco non fa altro che peggiorare lo stato clinico, aumentando ancora di più quelle sensazioni fisiche di cui parlavamo prima. Grazie alle tecniche di respirazione, si riduce l’intensità dell’attacco - tra queste, per esempio, c’è la respirazione cosiddetta “addominale”, in cui si fa prevalere l’espirazione sull’inspirazione - evitando la messa in atto del circolo vizioso che si verifica tra stato psichico e stato fisico durante la crisi ansiosa. Lo yoga in questo è utile perché insegna, attraverso tali strategie, a mantenere il controllo non solo del respiro ma delle reazioni del corpo in toto».
Uno studio pubblicato sul Journal of alternative and complementary medicine ha esaminato gli effetti del Sudarshan Kriya Yoga, una tecnica di respirazione ritmica, su pazienti affetti da un disturbo d’ansia: la ricerca ha evidenziato che, dopo otto settimane di pratica regolare, i sintomi si riducevano notevolmente.
Imparare ad avere consapevolezza
«Un altro punto a favore dello yoga è legato all’atteggiamento di meditazione, di distacco che questa pratica consente, insegnando a guardare noi stessi più dall’esterno», dice Vita. «È un modo efficace per osservare i sintomi senza esserne completamente sopraffatti, acquisendo la consapevolezza che possono essere superati». Una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Psychiatry ha messo a confronto i benefici dello yoga con quelli delle tecniche di rilassamento più tradizionali: i risultati indicano che lo yoga, oltre a ridurre i livelli di ansia e stress, migliora anche la consapevolezza corporea, rendendolo uno strumento utile sia nella prevenzione sia nel trattamento dell’ansia cronica.
Gli effetti della disciplina sullo stress
Lo yoga esercita anche una funzione di tipo neurobiologico. «La pratica della disciplina, infatti», continua l’esperto, «aumenta l’attività del sistema parasimpatico che controbilancia l’attivazione di quello simpatico, coinvolto negli attacchi di panico. Come si esprime questo bilanciamento? Attraverso segnali tangibili: la frequenza cardiaca rallenta, così come quella respiratoria, la pressione arteriosa si abbassa e, più a lungo termine, si riducono i livelli di cortisolo (l’ormone detto dello stress). In pratica scattano naturalmente dei meccanismi antipanico. Alcuni studi hanno dimostrato che effettivamente lo yoga favorisce l’aumento dell’attività del Gaba (acido gamma-amminobutirrico), un neurotrasmettitore tipico del controllo dell’ansia, accrescendo così la quota ansiolitica endogena dell’organismo».
«Non dimentichiamo infine che lo yoga è comunque un’attività fisica, per quanto controllata», conclude Vita, «e come tale ha un effetto benefico complessivo sulla regolazione dell’umore e dell’ansia, migliorando la qualità della vita e la sensazione di benessere generale, tipica della pratica di qualunque sport».











