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Tempo di vacanze e, per molti, tempo di una scelta difficile: portare con sé il proprio animale domestico o lasciarlo a qualche parente o in una pensione per animali? La buona notizia per cani e gatti è che le famiglie che decidono di portarseli in vacanza sono sempre di più.
Secondo un’indagine commissionata dal sito Facile.it, l’estate scorsa, ad andare in viaggio con i loro padroni sono stati 7 milioni di animali da compagnia, un record. A viaggiare sono soprattutto i cani, li portano con sé il 69% dei padroni, mentre solo un gatto su tre si sposta insieme alla famiglia; una scelta che, come vedremo, ha una sua logica.
Alloggi e spiagge ospitali
A livello globale Airbnb, la principale piattaforma on line per l’affitto di case da vacanza, dichiara che negli ultimi tre anni le prenotazioni di ospiti con animali al seguito sono cresciute del 90%. Il sito ha una specifica sezione dedicata agli alloggi in cui si accettano animali e l’Italia, con il 40% delle disponibilità, è al primo posto in Europa per alloggi pet friendly.
L’Italia è anche uno dei Paesi in cui gli albergatori sono ben disposti: ha il maggior numero di strutture alberghiere che accettano animali, oltre 18mila. La meta preferita, secondo un sondaggio di Quattrozampeinfiera (il principale evento fieristico dedicato agli animali domestici), è il mare, destinazione di oltre il 70% delle famiglie che viaggiano con cane al seguito.
Se le strutture ricettive una volta arrivati al mare non mancano, molte sono anche le spiagge in cui poter portare il proprio cane. Le ha censite l’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che sul suo sito pubblica una guida in cui sono elencate, Regione per Regione, quelle libere e quelle private. Le prime sono gratuite ma poco attrezzate, le seconde offrono servizi per i cani come zone ombrelloni con separatori, aree gioco delimitate, acqua potabile e docce.
Attaccati alla famiglia
Tante famiglie col cane a seguito, ma ancora tante che non se la sentono. Secondo l’ultimo rapporto, Travel trends 2026, di Amadeus, multinazionale dei servizi al turismo, a dissuadere i padroni è soprattutto il timore che il proprio animale in viaggio sia sottoposto a stress (seguono l’opinione che le destinazioni non sia adeguatamente attrezzate e che abbiano troppe restrizioni e divieti).
Ma è davvero uno stress allontanare il proprio animale dal suo ambiente e dalla sua routine quotidiana? «Il cane, a differenza del gatto, ha punti di riferimento che sono sociali, non ambientali», spiega Luca Giansanti, veterinario, divulgatore scientifico e docente Abivet (formazione tecnici veterinari). «Per lui l’importante non è stare nello stesso posto, ma stare insieme al suo gruppo. Naturalmente, esiste una componente soggettiva molto forte: ogni cane ha un proprio equilibrio e un vissuto personale che influenzano la capacità di adattamento».
Spostarsi in auto, treno, aereo
Il mezzo preferito per gli spostamenti è l’automobile (con cui viaggia il 91% degli animali domestici che seguono i padroni in vacanza), seguono il treno (6%) e l’aereo (2%). La macchina è anche il mezzo più confortevole, soprattutto per la possibilità di fare soste a piacere.
Poche le regole: il Codice della strada richiede che il cane non sia d’intralcio al conducente, deve quindi viaggiare in un trasportino, oppure essere agganciato con una speciale pettorina a una cintura di sicurezza, o separato da una rete divisoria. Ancora meno stringenti le regole in treno: o nel trasportino, oppure, se il cane è di grossa taglia, con museruola e guinzaglio. Sempre necessari il libretto sanitario (o Passaporto europeo, rilasciato dalla Asl, se si va all’estero) e l’iscrizione all’anagrafe canina. In aereo gli animali domestici non sempre sono ammessi e le regole variano da compagnia a compagnia. L’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) l’anno scorso ha aggiornato le sue linee guida, consentendo di viaggiare in cabina anche agli animali domestici di peso superiore ai 10 chilogrammi. Ma per ora di compagnie europee che accettino in cabina cani di grossa taglia non ce ne sono. In genere il limite di peso dell’animale è tra gli 8 e i 10 chilogrammi trasportino incluso.
Gli animali di peso superiore viaggiano in stiva pressurizzata e climatizzata, all’interno di contenitori conformi agli standard (dell’International air transport association). Il trasporto in stiva è l’unico ammesso da molte compagnie. E le principali low cost, come Ryanair o Easyjet, gli animali da compagnia non li imbarcano proprio, solo, eventualmente, cani da assistenza. Alcune linee aeree, inoltre, accettano un numero limitato di animali per volo, meglio quindi informarsi per tempo e verificare in anticipo le condizioni.
Nuove norme europee
Dal 22 aprile sono in vigore nuove norme sul trasporto in Europa degli animali da compagnia. Le disposizioni riguardano, oltre a cani e gatti, furetti e uccelli domestici, specie considerate potenziali vettori di malattie trasmissibili. Tra i punti centrali figura l’identificazione degli animali. Il microchip diventa obbligatorio (in Italia lo è già da 20 anni, con l’iscrizione all’anagrafe canina tramite microchip che deve avvenire entro i primi 60 giorni di vita o entro 15 giorni dal possesso). Una vaccinazione antirabbica dev’essere somministrata almeno 21 giorni prima della partenza e registrata nel Passaporto europeo. Norme specifiche riguardano la prevenzione dei parassiti.
Gli animali diretti verso Paesi dichiarati indenni, come Irlanda, Malta e Finlandia, devono essere sottoposti a trattamento antiparassitario prima dell’ingresso.
Per informazioni su Paesi extraeuropei, si può consultare il sito del ministero della Salute, ma è comunque consigliabile contattare in Italia l’ambasciata dello Stato straniero.













