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Le attrici Margherita Buoncristiani (a sinistra) e Federica Pala in una scena del film tv "Qualcosa di lilla", in cui interpretano due ragazze con bulimia (foto di Francesco Marino).
La bulimia nervosa è il più subdolo dei disturbi del comportamento alimentare (Dca). A soffrirne sono prevalentemente le adolescenti e l’età di esordio sembra essere quella tra i 14 e i 16 anni. Sul totale dei disturbi alimentari, i casi di bulimia nervosa in adolescenza sono circa il 10-12% e in Italia ne soffrono 65mila giovani, prevalentemente ragazze.
Un disturbo invisibile
La bulimia nervosa spesso non crea allarme in famiglia perché non viene “vista” e la diagnosi arriva per la comparsa delle comorbilità, cioè le malattie psichiatriche (depressione, autolesionismo, disturbi della personalità, ideazioni suicidarie) associate al disturbo. La bulimia nervosa fa in un certo senso da incubatore in cui innestare un problema più complesso, che spesso rischia di essere scoperto in ritardo rispetto all’inizio della patologia.
Come si manifesta
Alla base del disturbo c’è una condizione psicologica caratterizzata da insoddisfazione, inefficacia, la sensazione di non essere adeguati e accettati rispetto al mondo e alla comunità. Ciò provoca nell’adolescente, che non è particolarmente capace di autoregolazione emotiva, un comportamento punitivo, autolesionistico e di perdita di controllo. Il comportamento tipico della bulimia è l’ingestione di grandi quantità di cibo, in poco tempo, senza capacità di controllo (abbuffate), a cui seguono comportamenti di compenso come:
• vomito autoprovocato (da più volte alla settimana a più volte al giorno);
• digiuni compensatori;
• uso di lassativi;
• iperattività motoria (sedute in palestra, workout a casa e lunghe passeggiate).
I campanelli d’allarme
È importante osservare i cambiamenti nella quotidianità, oltre ad alcuni fattori esterni:
• la scomparsa di grandi quantità di cibo o dalla dispensa;
• lunghe soste in bagno subito dopo i pasti;
• isolamento sociale;
• aumentata irritabilità e frequenti sbalzi di umore;
• iperinvestimento nello studio;
• segni fisici conseguenze del vomito autoindotto (sulle nocche delle dita, erosione dello smalto dei denti, infiammazione delle ghiandole salivari con viso apparentemente più gonfio).
Le conseguenze a lungo termine
La bulimia nervosa può avere effetti anche gravi sulla salute generale, come danni seri all’esofago, disturbi cardiaci, squilibri ormonali.
Le cure
Dalla bulimia si può uscire, ma i trattamenti richiedono tempi lunghi, spesso anni. È necessario l’intervento di più specialisti (psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti). La psicoterapia è sia individuale sia familiare: è fondamentale infatti coinvolgere genitori e parenti perché l’adolescente non si senta mai colpevolizzato né giudicato, ma supportato nel suo percorso. Nei casi di comorbilità psichiatriche si ricorre all’uso di farmaci specifici: antidepressivi, regolatori dell’umore, ansiolitici.
Testo raccolto da Nicoletta L. Bagliano











