«Ma tu cosa cucini stasera?». È iniziato tutto così. Davanti a uno scaffale del supermercato, due carrelli, la stessa fretta addosso e una domanda che non è mai solo organizzativa. Ci siamo conosciute facendo la spesa. E quella frase, detta per caso, era la fotografia di una condizione comune: donne che lavorano, madri, professioniste, organizzatrici invisibili di giornate piene. Donne abituate a far quadrare tutto, anche la cena.
Nel 2019 quella domanda è diventata una chat WhatsApp: TheSocialSauce, che si può tradurre con “La ricetta da condividere”. All’inizio era una piccola sperimentazione tra amiche comuni. Ogni giorno ognuna condivideva la propria ricetta “cavallo di battaglia”: quella che funziona sempre, quella che salva la serata, quella che non tradisce. Era un aiuto pratico per preparare la cena tutte le sere.
Quella prova ha funzionato perché abbiamo capito che non stavamo scambiando solo ricette, ma stavamo condividendo carico mentale.
La cucina quotidiana è uno spazio apparentemente neutro, ma in realtà profondamente identitario. È un gesto di cura, ma anche una responsabilità costante e condividerla significa renderla visibile.

Online quasi 500 piatti
Da quel gruppo ristretto siamo cresciute naturalmente e oggi siamo un centinaio. Cento donne che ogni giorno si scambiano soluzioni reali, replicabili, testate nella vita vera. Non siamo una raccolta di piatti perfetti, siamo una rete. E abbiamo anche un sito e una community in cui tutti possono entrare, anche gli uomini.
Le nostre saucers e i nostri saucers, così si chiamano, scelgono un nickname culinario. È un rito leggero che crea appartenenza. Penne all’arrabbiata, Lemongrass, Polpetta, Moussaka queen…Dietro ogni nome c’è una storia, una cucina, una famiglia, una giornata piena, ma soprattutto c’è una scelta: non inseguire la perfezione, ma la possibilità.
Noi due viviamo a Milano, ma altri a Roma, in provincia, a Londra, Hong Kong, negli Stati Uniti. La cucina quotidiana è un linguaggio universale. Cambiano gli ingredienti, non la domanda.
WhatsApp è rimasto il nostro cuore pulsante. Non è uno spazio performativo, bensì funzionale e umano. Una scrive: «Ho solo zucchine e uova, idee?». E in pochi minuti arrivano risposte concrete. Questa è la forza della community: la simultaneità del sostegno.
A ciò si sono aggiunti il canale pubblico Whatsapp, dove chiunque può leggere le nostre ricette, e il nostro nuovissimo sito, contenente non solo l’archivio di quasi 500 ricette raccolte negli anni, ma anche uno spazio editoriale più ampio, con una rubrica che racconta storie, realtà affini, scoperte e conversazioni che parlano di convivialità e vita vera.

Una cucina possibile
Chi siamo noi dietro tutto questo? Due energie diverse e complementari: una più orientata alla visione, al linguaggio, alla costruzione narrativa e l’altra alla struttura, all’organizzazione, alla concretezza operativa. Ci siamo riconosciute subito proprio su questo equilibrio.
Non abbiamo inventato un bisogno. Lo abbiamo solo ascoltato e gli abbiamo dato forma.
TheSocialSauce è uno spazio di scambio. È una piccola infrastruttura di sostegno reciproco che parte dalla cucina e si allarga alla vita. Intorno alle ricette sono nati consigli, indirizzi, idee per la tavola, menu delle feste, suggerimenti pratici. È un cantiere aperto, consapevole, coerente con quello che siamo.
Anche la parte eventi sta prendendo forma. Perché se tutto è nato da una domanda fatta dal vivo, davanti a un banco di verdure, allora l’incontro resta centrale. Vogliamo trasformare la dimensione digitale in occasioni fisiche di scambio, confronto, networking.
Promuoviamo una cucina possibile. Quella che riesci a fare in venti minuti, quella che non ti fa sentire inadeguata. Meno perfezione, più condivisione.
Se ripensiamo a quel primo incontro al supermercato, sorridiamo perché in fondo non è cambiato nulla: è sempre quella la domanda che ci muove: «Ma tu cosa cucini stasera?». Solo che oggi la risposta non è più solitaria, ma condivisa.