L’estate è la sua stagione, il viola il suo colore. Grazie all’azione calmante, lenitiva e rinfrescante, la lavanda - pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae, parente di menta, salvia e timo - è un fragrante passe-partout per i mesi più caldi.

Nota per le sue proprietà medicamentose già agli antichi Romani, che ne spargevano sul pavimento i fiori per deodorare gli ambienti, la usavano per profumare le acque delle terme e la ritenevano capace di curare, se strofinata sulla pelle, le lesioni provocate da punture di zanzara e morsi d’animali, la lavanda appartiene al bouquet delle erbe di San Giovanni, la ricorrenza che celebra il solstizio estivo, e viene tuttora impiegata come rimedio in caso di ansia, insonnia, palpitazioni e cefalea, con benefici ampiamente certificati dalla ricerca medica.

Una metanalisi condotta all’Università di Parma analizzando gli studi dedicati alla lavanda (presenti nelle banche dati di PubMed, Scopus, Web of Science, Cochrane Library, Embase e Google Scholar), ha concluso che il massaggio con l’olio essenziale risulterebbe davvero d’aiuto in presenza di depressione, sbalzi d’umore e disturbi del sonno. Ed è privo di effetti collaterali.

Si attiva il nostro cervello arcaico, rettiliano
«In ambito terapeutico si utilizzano due tipi di lavanda: la Lavandula angustifolia, detta anche lavanda officinale o vera, che ha un profumo più dolce, e la hybrida, dall’aroma più canforato», spiega Leonardo Paoluzzi, docente di Aromaterapia al Master di II livello in Fitoterapia presso l’Università di Siena. «Il punto di forza di entrambe le varietà è l’olio essenziale, che si ottiene distillando in corrente di vapore i fiori e le parti verdi del vegetale. I principi attivi presenti nell’essenza agiscono per inalazione. Le molecole odorose attraversano le cavità nasali e, stimolando i recettori olfattivi, inviano segnali al sistema limbico, l’antico cervello rettiliano responsabile del controllo di gran parte delle funzioni neurovegetative, mentre i composti attivi, in particolare flavonoidi, chetoni e tannini, raggiungono i polmoni e il sistema cardiocircolatorio, dove svolgono la loro azione riequilibrante».

Le azioni del prodotto sulla pelle
A livello topico, la lavanda riduce l’eccesso di sebo e favorisce la cicatrizzazione, e contribuisce ad attenuare il dolore, le infiammazioni e i disturbi dermatologici, dagli eczemi fino alla psoriasi: «L’olio essenziale si può usare puro, ma va diluito in olio di mandorle se lo si applica sulla pelle dei bambini», consiglia l’esperto. «In età pediatrica e in gravidanza meglio optare per l’idrolato o acqua di lavanda, lo “scarto” del processo di distillazione che contiene comunque l’1% di olio essenziale oltre alle altre componenti terapeutiche della pianta: è un toccasana per trattare arrossamenti da pannolino, eritemi solari e come dopobarba».
E i fiori? «Quando fa caldo possiamo aggiungerli all’acqua del bagno serale, o mescolarli a sale grosso e bicarbonato per ottenere dei sali profumati da usare per i pediluvi», suggerisce Paoluzzi. «In ogni caso, quando si acquistano la lavanda e i suoi derivati, è preferibile di rivolgersi ai produttori locali che coltivino con metodi biologici».
Ecco perché a partire da giugno (e fino a inizio agosto) vale la pena programmare una gita nelle capitali della lavanda italiana. Per riempirsi gli occhi di bellezza e il naso di profumi, e fare scorta di fiori, olio essenziale, idrolato e cosmetici.

Campi di lavanda a Sale San Bernardo (Cuneo)
Campi di lavanda a Sale San Bernardo (Cuneo)

Campi di lavanda a Sale San Bernardo (Cuneo)

Piemonte
Tra le colline della Bassa Langa sorge Sale San Giovanni, un antico borgo in provincia di Cuneo noto come “la piccola Provenza del Piemonte”, dove nelle settimane del solstizio estivo le campagne si trasformano in un tripudio di viola e di blu. Qui si possono ammirare le coltivazioni di lavanda biodinamica e partecipare a incontri, mostre, concerti, o acquistare saponi, tisane, liquori e cosmetici all’Azienda Agricola Ca’ de Sorìa.
Meritano un’escursione anche le piantagioni di Demonte, in Valle Stura, sede delle storiche Distillerie Rocchia, specializzate nella produzione dell’essenza, e fra i centri di Cuccaro Monferrato e Lu, nell’Alessandrino, dove rilassarsi sulle panchine giganti (color lavanda), pensate per ammirare dall’alto i filari fioriti, o fare visita a Sergio Amadori, fondatore di La lavanda di Lu a Quargnento, che ha riconvertito un ex vigneto in una distesa viola di 15mila piantine.
Salendo di quota, i campi di lavanda “eroica” di Alveare Ossolano a Masera sono incastonati fra le valli Formazza, Antigorio e Divedro, nel cuore della provincia del Verbano-Cusio-Ossola: accanto ai fiori, da cui ricavano l’olio essenziale, Simona Negri e Francesco Sfratato tengono le arnie con le api, fedeli alleate per la produzione di miele e idromele.

Lombardia
Un’altra bella avventura in viola è quella di Costanza Ferrari, titolare di Cascina Costanza a Godiasco, sulle alture di Salice Terme, nelle campagne del Pavese. Discendente di una famiglia dedita all’agricoltura e alle arti erboristiche, dopo la laurea in archeologia ha deciso di tornare al podere degli avi, dove oggi, grazie alle sue cure, migliaia di piante di lavanda fioriscono vicino alla residenza, al ristorante e alla bottega, che vende cosmetici, confetture, miele, vino e conserve.
Sempre in Lombardia, l’azienda agricola Stoffi di San Giacomo delle Segnate (Mantova) a giugno promuove la giornate di raccolta libera della lavanda: armati di forbici e cestino si potranno raccogliere profumatissimi mazzetti, per poi rilassarsi bevendo una birra artigianale e gustando qualche delizia a base di lavanda locale.

Teerazze coltivate a lavanda a Molini di Triora (Imperia)
Teerazze coltivate a lavanda a Molini di Triora (Imperia)

Teerazze coltivate a lavanda a Molini di Triora (Imperia)

Liguria
A Molini di Triora (Imperia), in località Drego, a 1.200 metri d’altitudine sugli aspri declivi delle Alpi Marittime sboccia la lavanda selvatica destinata alla produzione dell’Antica Distilleria Cugge. L’attività, avviata all’inizio del Novecento da Giuseppe “Pepin” Cugge e ampliata dal figlio Giuseppe detto Pippo, già fornitore della Ditta Niggi, nota per il marchio Lavanda Coldinava, ora prosegue grazie alle nipoti Patrizia e Rita, che ogni anno ad agosto continuano a tagliare i fiori a mano con la falce e a trasformarli in essenza, idrolati, saponi e confetture.

Veneto
Nella campagna di Fiesso d’Artico, in provincia di Venezia, s’incontra la piantagione de La lavanda del Brenta dei fratelli Baldan: offrono anche un servizio di adozione a distanza di piantine, che potranno essere fotografate e seguite durante la crescita; verranno poi inviati un kit con i prodotti ottenuti dalle lavande adottive e un buono sconto sugli acquisti futuri.

Il labirinto di lavanda a Bovolenta (Padova)
Il labirinto di lavanda a Bovolenta (Padova)

Il labirinto di lavanda a Bovolenta (Padova)

Alla Tenuta Va Oltre di Bovolenta (Padova), la lavanda è invece protagonista di un monumentale labirinto fiorito ispirato al cammino di iniziazione dei templari: la visita culmina su un palco naturale che consente di ammirare il lavandeto e i cavalli che vivono in libertà nei dintorni.

Friuli Venezia Giulia
Nella bassa pianura friulana, ad Aiello, il “paese delle meridiane” in provincia di Udine, si va alla scoperta della lavanda di Lavandabios: dalle spighe fragranti si ottengono l’acqua di lavanda e l’olio essenziale distillati dal fondatore Sergio Mucchiut, fervente naturalista che negli anni 80 ha scommesso su frutta bio e apicoltura e poi si è innamorato del fragrante fiore viola, qui “materia prima” anche per la produzione di miele.

Emilia Romagna
Il Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” di Casola Valsenio (Ravenna) ospita 480 specie botaniche di interesse medicinale, e a giugno diventa una capitale della lavanda e delle erbe legate ai riti di San Giovanni, la festa del solstizio d’estate. Durante le Giornate della lavanda si organizzano passeggiate, la messa con la benedizione dello spigo, picnic a base di prelibatezze alla lavanda e laboratori per la preparazione degli oleoliti.

Il Lavandeto di Assisi
Il Lavandeto di Assisi

Il Lavandeto di Assisi

Umbria
Il Lavandeto di Assisi è un vivaio e giardino botanico situato a Castelnuovo di Assisi (Perugia), celebre per i suoi tre ettari di campi di lavanda di vari colori (viola, bianco, rosa, blu), con vista su Assisi. Fondato nel 2004, è specializzato nella coltivazione di lavanda, salvie ornamentali e piante perenni, oltre che per la Festa della Lavanda, che si svolge da giugno fino a inizio luglio durante i finesettimana, con la possibilità di partecipare a laboratori e viste guidate, anche per selezionare le lavande adatte al giardino o al terrazzo.

Toscana
Nel Pisano, fra Santa Luce, Orciano Pisano e Castellina Marittima, è nata La Valle dei Profumi, un progetto di valorizzazione che ha creato una vera e propria filiera locale della lavanda, trasformando terreni prima dedicati al grano o incolti in distese fiorite, visitabili durante il periodo estivo.

Le coltivazioni di lavanda del podee Argo a Sorano (Grosseto), dove è possibile pernottare
Le coltivazioni di lavanda del podee Argo a Sorano (Grosseto), dove è possibile pernottare

Le coltivazioni di lavanda del podee Argo a Sorano (Grosseto), dove è possibile pernottare

Al Podere Argo di Sorano (Grosseto) si può addirittura dormire vicino agli oltre 6mila metri quadrati di lavanda vera piantumati da Beatrice Galgano, egittologa ed ex manager che tiene corsi per avviare una propria coltivazione ed è autrice di un ebook sul tema, The Lavender Revolution; in quest’angolo di Maremma Galgano produce oli essenziali e idrolati, tutti con certificazione biologica. Per i pernottamenti e le visite serve la prenotazione.

Lazio
Oltre che centro strategico dell’antica civiltà etrusca, Tuscania (Viterbo) è anche una delle città-simbolo della lavanda italiana. Nel XII secolo furono i monaci cistercensi a introdurre la coltivazione della Lavandula officinalis nella zona limitrofa all’Abbazia di San Giusto, che grazie al clima mediterraneo si è rivelata la location perfetta per la coltivazione di questa pianta da profumo. A partire dai primi anni Duemila, diverse aziende agricole biologiche locali (come Lavanda della Tuscia) hanno ripreso a coltivare e a lavorare lavanda e lavandino (Lavandula hybrida), producendo oli essenziali, saponi, miele e persino gelati, e promuovendo la Festa annuale della lavanda, che si svolge fra giugno e luglio.

Abruzzo
Il Lavandeto di Collelongo è il primo bio-lavandeto d’Abruzzo: si trova nella Marsica (L’Aquila), ai margini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Gestito dagli Agricoltori Alternativi, si estende su 3,5 ettari coltivati con lavanda biologica, elicriso, salvia e timo. Il momento migliore per visitarlo è fra giugno e luglio, quando la lavanda raggiunge il “picco balsamico” e sprigiona tutto il suo aroma. In questo periodo è anche possibile partecipare a passeggiate immersive ed esperienze di yoga e meditazione fra i filari.

Campania
Nel Cilento, terra generosa che ha dato i natali alla dieta mediterranea, anche la lavanda ha da sempre un posto d’onore fra i prodotti spontanei del territorio. Tanto che a Sanza, comune rurale immerso nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nel 2002 è nata l’Associazione culturale Sanza Città della Lavanda, che organizza, oltre alla Festa della lavanda alla fine di luglio-inizi di agosto, trekking botanici alla scoperta della lavanda selvatica che cresce sulle pendici del monte Cervati, il più alto della Campania.

Calabria
Tra metà giugno e metà agosto fiorisce in Calabria l’antica loricanda, rara varietà autoctona diffusa fra i 900 e 1.700 metri sui versanti del Pollino. La riscoperta di questo vegetale dall’aroma intenso è stata possibile grazie all’entusiasmo di Selene Rocco, dei suoi genitori Maria Teresa e Franco, e del marito Paolo Giugliano, che nel 2007 hanno fondato a Campotenese - frazione di Morano Calabro (Cosenza) - il Parco della Lavanda: un’oasi di natura aperta al pubblico dove prosperano, oltre alla loricanda, una cinquantina di cultivar di lavanda di vari colori.

Sicilia
In provincia di Caltanissetta, sulle alture di Santa Caterina Villarmosa, c’è una luce calda e trasparente, che rende ancora più intensi l’azzurro del cielo e le sfumature viola delle campagne dove ha sede l’azienda agricola Le Antiche Tradizioni di Luisa Montalto. Il tour dei campi di lavanda si fa a giugno e prevede anche una degustazione delle specialità locali, come mandorle, noci, olio extravergine d’oliva e farina Maiorca, un grano tenero tipico siciliano.

Sardegna
A Riola Sardo, nella penisola del Sinis (Oristano), nel 2003, al rientro da una trasferta nel sud della Francia, Elvio Sulas ha creato La Lavanda di Elvio, primo campo di lavanda bio dell’isola: per tutto giugno è possibile prenotare le esperienze sensoriali sul Campo viola, centellinando - a fine visita - vini locali e una bevanda rinfrescante. Ovviamente aromatizzata alla lavanda.