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Le vacanze dovrebbero essere sinonimo di relax ma, per partire tranquilli, è opportuno dedicare qualche minuto alla pianificazione degli aspetti finanziari. Così da evitare di farsi cogliere impreparati da spiacevoli sorprese, dal furto delle carte di credito e debito ai costi dei prelievi all’estero, fino alle discese dei mercati finanziari.
Alert sul cellulare
Un’avvertenza generale: uno degli strumenti più efficaci per monitorare il conto durante le vacanze è rappresentato dagli “alert”, gli avvisi via Sms o tramite l’applicazione della banca (naturalmente il discorso non vale per quel terzo dei correntisti italiani che non usa i servizi bancari digitali). Se non li si è attivati, meglio farlo. Ricevere una breve notifica per ogni pagamento o prelievo permette di individuare immediatamente eventuali operazioni sospette. È una misura che aumenta il livello di sicurezza. Tramite l’applicazione si possono tempestivamente sospendere sia il Bancomat, sia le carte di credito.
Prelievi: occhio ai costi
Trovare una filiale della propria banca in vacanza non è sempre facile. Negli ultimi anni il numero degli sportelli bancari sul territorio si è progressivamente ridotto, ma dal 2022 in Italia gli esercenti si sono dovuti attrezzare per i pagamenti elettronici, i Pos, che hanno reso meno necessari i contanti.
Per quanto riguarda i prelievi internazionali, attenzione alle commissioni. In Europa, dove è possibile, meglio prelevare con il Bancomat. Nell’area Sepa (Single euro payments area), che include i 27 Stati dell’Unione europea, più altri come Svizzera e Regno Unito, per un totale di 36 Paesi, i prelievi agli sportelli automatici Atm (automatic teller machine) e i pagamenti nei negozi non hanno solitamente costi aggiuntivi. Fuori dall’area Sepa a ogni prelievo viene invece applicata una commissione, o fissa (dai 2 ai 5 euro) o una percentuale, attorno al 4%. A questi costi si aggiungono, nelle aree dove la valuta non è l’euro, le spese di conversione valutaria, sia allo sportello, sia nei negozi: possono incidere fino al 2%.
Con la carta di credito le commissioni sono in genere maggiori. Nell’area euro quelle sul ritiro dei contanti sono intorno al 4%. Nei Paesi al di fuori dall’area euro, si possono aggiungere i costi di conversione valutaria, tra l’1% e il 2%. Quando si effettuano pagamenti nei negozi non sono previste commissioni, ma è possibile che vengano applicate le spese per il cambio.
Un consiglio sempre valido: se si decide di cambiare gli euro per avere del contante nella valuta del Paese di destinazione, sarebbe meglio non ricorrere ai cambiavalute in aeroporto, perché praticano tassi di cambio molto svantaggiosi.
Il prestito bancario
Chi sceglie di finanziare con un prestito bancario le vacanze dovrebbe analizzare con attenzione le condizioni economiche del contratto, facendo sempre riferimento al Taeg (Tasso annuo effettivo globale), l’indicatore che riassume il costo complessivo del finanziamento. I tassi applicati da banche e finanziarie su questo genere di prestiti attualmente sono attorno all’11% ma possono arrivare a oltre il 18%: forse meglio ridurre un pochino le pretese e pagare tutto di tasca propria.
Il patrimonio investito
Una buona pianificazione finanziaria permette di godersi le vacanze con maggiore serenità, adottando le precauzioni necessarie anche per la tutela del proprio patrimonio investito.
La partenza può essere l’occasione per fare un check up della propria situazione e per verificare che la composizione degli eventuali investimenti sia coerente con la propria tolleranza al rischio.
Chi possiede risparmi investiti prevalentemente in strumenti a basso rischio, come Bot, titoli di Stato a breve scadenza, buoni postali o conti di deposito, può affrontare i periodi di assenza con maggiore tranquillità, sono strumenti poco esposti agli alti e bassi dei mercati. Diversa è la situazione di chi detiene una parte importante del patrimonio in azioni, fondi azionari o altri investimenti volatili. In questi casi è opportuno mantenersi informati sull’andamento dei mercati e restare in contatto con il proprio consulente o gestore (ricordarsi di procurarsi il numero di telefono).
Eventi imprevedibili – crisi energetiche, tensioni geopolitiche, impennate dell’inflazione o shock finanziari internazionali – possono tradursi in forti cali delle Borse. E il caso, o la maggiore vulnerabilità dei mercati in tempi di vacanza, vuole che le crisi capitino spesso proprio in piena estate: fu così per i crolli di Borsa seguiti all’invasione dell’Iraq, prima Guerra del Golfo, il 2 agosto 1990, per il crack finanziario della Russia nel 1998 (17 agosto), per la crisi dei mutui sub-prime Usa iniziata nel 2007 (il 7 agosto la banca francese BNP Paribas congelò tre fondi investiti in mutui sub-prime per mancanza di liquidità) e per il “lunedì nero” del 5 agosto 2024, quando l’indice di Borsa giapponese Nikkei subì un crollo giornaliero del -12,9%, trascinando al ribasso le altre Borse, compresa Piazza Affari.









