Una tragedia, non posso mettermi un tailleur nero (colore che io adoro!) perché sulle spalle compaiono abbondanti “nevicate”. Da quando ho cambiato lavoro, allo stress dei nuovi ritmi si è aggiunto il problema della forfora. Mi lavo i capelli ogni giorno, ma evidentemente qualcosa non va. Forse sbaglio tipo di shampoo… Qualche consiglio?
Adele S., Barletta

La risposta di Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto dermoclinico Vita Cutis di Milano, fondato in collaborazione con il gruppo ospedaliero San Donato

Gentile Adele, è possibile in effetti che qualche sua abitudine da correggere sia alla base della forfora, ovvero la desquamazione del cuoio capelluto con formazione di scaglie biancastre che, staccandosi, cadono e si notano soprattutto sui vestiti scuri. Inoltre, lei dice di attraversare un periodo di stress, e le tensioni psicofisiche possono provocare uno squilibrio degli ormoni androgeni, che altera il film idrolipidico superficiale della pelle e favorisce l’insorgenza della forfora nelle persone predisposte.

Due forme: secca o grassa
Esistono due tipi di forfora, secca e grassa. La prima, caratterizzata da squamette fini e leggere, è spesso dovuta proprio all’uso frequente di shampoo troppo aggressivi o che contengono sostanze che irritano la pelle del cuoio capelluto, ma può essere anche causata da reazioni individuali a prodotti cosmetici comunemente usati per i capelli, quali tinte, lacche o gel.

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La forma grassa, invece, è accompagnata da un’infiammazione e si associa spesso alla dermatite seborroica, una condizione nella quale si verifica uno squilibrio di sebo, la sostanza grassa che riveste e protegge la pelle e il cuoio capelluto. Le squame, infatti, appaiono più grandi, untuose e pesanti.

Come lavare i capelli
Una corretta igiene è fondamentale e, nonostante molti credano erroneamente che i lavaggi frequenti siano responsabili della caduta dei capelli o accentuino la forfora, la chioma può essere pulita ogni volta che appare sporca, anche tutti i giorni. A patto però di utilizzare due volte alla settimana un prodotto antiforfora specifico e negli altri giorni uno shampoo molto delicato che non aggredisca la pelle. Tra i primi, sono efficaci quelli a base di solfuro di selenio o di alukina, sostanza con allume di rocca che agisce da antisettico naturale, acido glicirretico che riduce l’infiammazione agendo sui capillari del cuoio capelluto e vitamina A che agisce sul ricambio cellulare.

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L’importante è non strofinare con troppa forza il cuoio capelluto, ma massaggiarlo con movimenti delicati, usando i polpastrelli delle dita e non le unghie. Dopo il lavaggio, vanno evitati sia il phon a distanza ravvicinata sia le frizioni: meglio lasciare asciugare i capelli in modo naturale, o tamponarli delicatamente con la salvietta oppure utilizzare un diffusore in modo che non surriscaldi la testa.

Rimedi naturali
Per alleviare l’infiammazione che causa la forfora e rallentare il ricambio cellulare che favorisce le scaglie si può ricorrere anche ad alcuni rimedi naturali, da associare sempre ai prodotti specifici suggeriti dal dermatologo. Non creano problemi, se non ai soggetti allergici alle piante utilizzate.
Soprattutto per la forfora grassa, può essere utile massaggiare il cuoio capelluto al mattino e alla sera con una lozione a base di timo, per circa un mese.
Per purificare e disinfettare il cuoio capelluto, si può preparare in casa una lozione a base di rosmarino e aceto. Basta mettere in un litro d’acqua un pugno di foglie di rosmarino per dieci minuti (a freddo). Si filtra la lozione e si aggiungono tre cucchiai d’aceto. Si sciacqua poi la testa dopo lo shampoo con la lozione ottenuta.