Basta passare qualche minuto ad accarezzare il proprio cane o il proprio gatto per mettere in moto una piccola rivoluzione nell’organismo: si attivano meccanismi biologici capaci di influenzare il benessere fisico ed emotivo. Tra i protagonisti di questo processo c’è l’ossitocina, l’ormone che favorisce il legame affettivo, attenua la risposta allo stress e contribuisce a creare una sensazione di calma e sicurezza.

Conosciuta soprattutto per il ruolo che svolge durante il parto e l’allattamento, l’ossitocina interviene in realtà in molte situazioni della vita sociale. Viene rilasciata quando abbracciamo una persona cara, quando riceviamo un gesto di affetto e persino quando interagiamo con gli animali domestici. È uno dei motivi per cui la compagnia di un cane o di un gatto può avere effetti positivi sul tono dell’umore.

Sentimenti

Antonella Viola: «In coppia l’ossitocina ci aiuta a vedere i difetti dell’altro con benevolenza»

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Con i peluche non funziona
Non è il semplice movimento della mano sul pelo, ovviamente, a farci produrre ossitocina, è il contatto con un essere vivente. Diversi studi di neuroscienze hanno mostrato che il cervello reagisce in modo diverso quando la carezza è rivolta a un animale rispetto a un giocattolo morbido.
Uno studio dell’Università di Basilea, pubblicato nel 2022 sulla rivista PlosOne, ha mostrato che accarezzare un cane attiva la corteccia prefrontale, l’area del cervello coinvolta nell’elaborazione delle emozioni, dell’attenzione e delle relazioni sociali. I ricercatori hanno confrontato la risposta cerebrale di 21 volontari durante l’interazione con un cane e con un peluche: in entrambi i casi l’attività aumentava con il contatto, ma la risposta era significativamente più intensa in presenza dell’animale vivo.

Un mondo, una salute

I cani sono i migliori amici del cuore

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Meno stress, più equilibrio
L’azione dell’ossitocina non si limita alla sfera psicologica. Il suo rilascio è accompagnato da una serie di cambiamenti fisiologici che aiutano l’organismo a uscire dalla modalità di allerta. La frequenza cardiaca tende a diminuire, la pressione arteriosa si stabilizza e si abbassano i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Allo stesso tempo aumentano altre sostanze coinvolte nella regolazione del buonumore, come la serotonina e la dopamina. È per questo che, dopo qualche minuto trascorso in compagnia con il proprio animale, molte persone riferiscono di sentirsi più rilassate, meno tese e mentalmente più leggere. Un effetto che può rivelarsi particolarmente prezioso nelle giornate caratterizzate da ritmi frenetici, preoccupazioni di tipo lavorativo o tensioni familiari.

Benefici per la salute
Negli ultimi anni numerose ricerche hanno cercato di capire se questo benessere immediato possa tradursi anche in vantaggi per la salute nel lungo periodo. I risultati, pur con le dovute cautele, sono interessanti.
Alcuni studi epidemiologici hanno osservato che chi vive con un animale domestico presenta spesso valori cardiovascolari migliori e affronta con maggiore efficacia situazioni di stress.
In particolare, alcune indagini hanno evidenziato che i proprietari di gatti sembrano avere un rischio inferiore di eventi cardiovascolari gravi rispetto a chi non possiede animali, mentre chi adotta un cane tende ad aumentare il livello di attività fisica quotidiana grazie alle passeggiate regolari.
Naturalmente non è l’animale, da solo, a proteggere il cuore. A fare la differenza è l’insieme dei cambiamenti che la sua presenza favorisce: meno stress, maggiore movimento, routine più regolari e una compagnia capace di contrastare il senso di solitudine.

Un vantaggio reciproco
La relazione, però, non è a senso unico. Anche gli animali traggono vantaggio dalle attenzioni del loro compagno umano.
Nel cane il contatto fisico con il proprietario favorisce un aumento dell’ossitocina, proprio come avviene nell’essere umano. Questo ormone rafforza il legame reciproco, facilita la fiducia e contribuisce a creare quella particolare sintonia che molti proprietari sperimentano nella vita quotidiana.
Anche i gatti, nonostante la fama di animali indipendenti, ricercano spesso il contatto quando si sentono al sicuro. Le carezze possono richiamare le sensazioni vissute nelle prime settimane di vita, quando la madre li puliva con la lingua e offriva protezione. Non è un caso che molti felini rispondano facendo le fusa oppure impastando con le zampe anteriori su una coperta o sulle gambe del proprietario. Si tratta di comportamenti che affondano le radici nell’infanzia e che esprimono rilassamento e fiducia.