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La discesista Elena Curtoni si è liberata dei difetti visivi grazie a un intervento laser
Anche la sciatrice Elena Curtoni, per il suo intervento di correzione dei difetti visivi, si è affidata alle mani di Angelo Appiotti, un punto di riferimento per i campioni della Federazione italiana sport invernali (Fisi), tra cui Federica Brignone, Christof Innerhofer e Nicole Delago, nonché per calciatori di fama internazionale come Kakà, Massimo Ambrosini, Simone Inzaghi, Marco Borriello, Ignazio Abate.
Ex sportivo professionista, l’esperto in chirurgia refrattiva ha messo a punto il Personal sportsman profile (Psp), un approccio studiato su misura per atleti che vogliono ottimizzare le performance visive, puntando a una visione superiore a 10/10, e quindi sportive.


Angelo Appiotti, esperto di chirurgia refrattiva per atleti professionisti
Dottor Appiotti, in che cosa consiste il protocollo che ha messo a punto?
«Grazie a uno studio preliminare che analizza non solo le condizioni cliniche, ma anche le esigenze del paziente, posso decidere come utilizzare il laser a eccimeri e quale tecnica applicare per ottenere il risultato ottimale. Per ogni caso creo un profilo ad hoc».
Quali sono le tecniche operatorie impiegate?
«Si ricorre sia a tecniche laser (come la FemtoLasik e la ReLexSmile) sia a tecniche chirurgiche, dove il laser non è indicato (impianto di lenti fachiche o sostituzione del cristallino). Nel caso di Curtoni abbiamo usato la FemtoLasik, correggendo miopia e astigmatismo e ottenendo un visus naturale di 20 decimi».
Quanto dura l’intervento? E com’è la ripresa?
«L’intervento si effettua in day hospital, con anestesia topica - poche gocce di collirio - e dura meno di 10 minuti per occhio. È sicuro e indolore. Il recupero della visione è pressoché immediato, già nelle prime ore dopo l’operazione e dopo un giorno si possono riprendere le attività quotidiane in totale autonomia. Un suggerimento che diamo agli sportivi operati è di effettuare dopo l’intervento dei cicli personalizzati di visual training, ovvero una serie di esercizi personalizzati per aumentare sia la quantità sia la qualità visiva».
In che modo una buona visione influisce sulla prestazione sportiva, specie nello sci?
«Sulla neve gli elementi di disturbo possono essere molti, inoltre alle alte velocità gli atleti devono vedere le irregolarità della pista, gli scalini creati dallo sciatore precedente, la profondità dei pali. Bastano pochi centesimi di secondo di differenza… e sei fuori dal podio. Non è solo una questione di decimi: serve una corretta percezione spazio-temporale di quello che ti circonda, un campo visivo sempre a fuoco, che significa avere una reattività maggiore, evitando gli infortuni».










