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La Legge 104, in vigore dal 1992, è il punto di riferimento normativo nella tutela delle persone con disabilità e dei familiari. Nel corso degli anni, però, il quadro sociale è cambiato: oggi viviamo più a lungo, aumentano le malattie croniche e oncologiche, e la gestione dei tempi di cura pesa sempre di più sulla vita lavorativa. Per rispondere a queste trasformazioni è intervenuta la Legge 106: dal 1° gennaio 2026 le nuove disposizioni dell’articolo 2 (permessi per visite, esami e cure mediche) si aggiungono alla 104 senza sostituirla, ampliando il sistema di tutele già esistente.
Si apre così una nuova fase per lavoratrici e lavoratori che convivono con la disabilità, propria o di un familiare, con strumenti ulteriori per conciliare salute, assistenza e occupazione. Eppure molti non sono a conoscenza dei tanti benefici a cui dà diritto. L’insieme delle agevolazioni consente di ottenere per i caregiver, cioè per coloro che prestano assistenza, non solo permessi lavorativi retribuiti, ma anche sgravi fiscali che vanno dall’auto all’acquisto di computer e cellulari.
Vediamo le modifiche che entrano in vigore e che cosa resta inalterato, con la consulenza dell’avvocato pavese Riccardo Arnò, specializzato in Diritto previdenziale e del lavoro.
Che cosa cambia
Ecco cosa cambia, in sintesi, rispetto alla formulazione precedente della legge 104.
• Viene introdotto un permesso retribuito aggiuntivo di 10 ore annue per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche o con familiari a carico nelle medesime condizioni. Si parla di persone con disabilità certificata pari o superiore al 74%. Queste ore si sommano ai tre giorni mensili previsti dalla legge 104. «Va detto che questa è una tutela a metà», si legge sul Corriere della Sera. «Garantisce la sicurezza del posto, ma lascia il lavoratore solo davanti al peso economico della malattia. Un compromesso che rivela il limite strutturale del nostro welfare: il diritto esiste, ma non sempre è sostenibile per tutti».
• È prevista una priorità nell’accesso al lavoro agile, lo smart working, per chi usufruisce del congedo o delle misure previste, purché la mansione lo consenta e non vi siano esigenze organizzative contrarie. È una norma che agevola molto il lavoratore con un carico personale o familiare, ma anche un banco di prova per le imprese, che dovranno considerare il lavoro agile uno strumento di inclusione.
• Per la prima volta la Legge 106 introduce alcune garanzie anche per chi non è dipendente. I professionisti e le partite Iva che svolgono attività continuativa per un committente (ex art. 14, co. 1, L. 81/2017) e che affrontano una patologia oncologica o gravemente invalidante potranno fermare l’attività fino a 300 giorni all’anno, senza perdere la continuità della propria posizione previdenziale. È un passo che colma una storica lacuna, offrendo una tutela finora negata a chi lavora in autonomia e non rientrava nei tradizionali sistemi di protezione.
• Viene confermato (e in alcuni casi ridefinito) il diritto al congedo straordinario fino a 24 mesi, continuativi o frazionabili, per assistere un familiare con disabilità grave o in ipotesi personali di patologia grave, con alcune condizioni specifiche. Durante il congedo il lavoratore non percepisce retribuzione e non matura anzianità né contribuzione previdenziale, ma può riscattare il periodo mediante versamento di contributi volontari.
• Le procedure per il riconoscimento della disabilità e per accedere ai benefici sono oggetto di semplificazione, con l’obiettivo di ridurre i tempi e rendere più rapido l’accesso ai diritti previsti.
• Non tutte le categorie sono incluse nelle nuove misure: ad esempio la soglia di invalidità e la tipologia di patologia sono elementi selettivi.
Che cosa non cambia
• I giorni di permesso, tre al mese, retribuiti regolarmente, possono essere utilizzati da persone diverse, in modo alternato. Per esempio, se il disabile è assistito da tre persone, queste possono ottenere un giorno ciascuna di permesso. A poter chiedere i permessi retribuiti sono genitori, coniuge, convivente di fatto o sancito da unione civile e i parenti entro il secondo grado. In alternativa ai tre giorni mensili, i permessi della legge 104 possono essere utilizzati a ore. In particolare, due ore se l’orario lavorativo giornaliero ne prevede almeno sei, altrimenti il permesso si riduce a un’ora.
• È importante ricordare però che non tutti possono richiedere i permessi previsti dalla 104: ne hanno diritto infatti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati), anche part-time, mentre sono esclusi tutti gli altri: autonomi, parasubordinati, addetti ai lavori domestici e familiari, lavoratori a domicilio o agricoli a tempo determinato. Inoltre, non sono previsti se la persona con disabilità è ricoverata a tempo pieno in una struttura ospedaliera, Rsa o in una comunità.
• Un’altra possibilità che la legge 104 offre a chi deve assistere in modo continuativo un disabile grave è il congedo straordinario, che può durare al massimo due anni, anche frazionabili: durante questo tempo la persona conserva l’impiego (parliamo sempre di lavoro dipendente) e riceve un’indennità economica, oltre all’accredito figurativo ai fini pensionistici. L’importo massimo di questi valori viene determinato dall’Inps ogni anno, sulla base delle variazioni dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie. Il congedo straordinario vale per le stesse categorie citate a proposito dei permessi ed è frazionabile fra più persone. La Cgil è critica parlando della nuova legge 106 perché come «lascia ancora molti spazi importanti da colmare». Nel caso specifico, il congedo non retribuito rischia di essere una misura per pochi, accessibile solo a chi ha risparmi o può contare su altre entrate.
• I genitori di disabili gravi possono anche usufruire del prolungamento del congedo parentale, cioè il periodo di astensione dal lavoro, fino al compimento dei 12 anni d’età del figlio, con un indennizzo calcolato sul 30% della retribuzione.
• Il caregiver, inoltre, ha alcune facilitazioni riguardo al luogo di lavoro: può scegliere la sede più vicina a casa propria; non può essere trasferito in un’altra senza il proprio consenso (può anche rifiutare i turni di notte). Infine, i lavoratori che fanno richiesta di part-time per assistere un familiare disabile grave hanno la priorità a trasformare il contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
Le detrazioni
La Legge 104 va incontro alle famiglie con un disabile grave prevedendo anche deduzioni e detrazioni fiscali per diverse spese.
• L’acquisto di un’auto: la detrazione Irpef è del 19% fino a un massimo di 18.057,99 euro; l’Iva è agevolata al 4% anziché al 22%; inoltre c’è l’esenzione dal pagamento del bollo e l’esonero dell’imposta di trascrizione per i passaggi di proprietà dovuta al Pubblico registro automobilistico.
• Le spese mediche: i familiari con un disabile grave a carico hanno diritto a dedurre totalmente dal proprio reddito le spese mediche generiche (per esempio, l’acquisto di farmaci), di assistenza fornita da personale qualificato come infermieri, Oss, educatori professionali, fisioterapisti e altre figure. Sono deducibili anche le spese delle attività di ippoterapia e musicoterapia, ma solo se prescritte da un medico che ne attesti la necessità, e a condizione che siano eseguite in centri specializzati e da personale sanitario. In caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza e ricovero, non si può dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica.
• I dispositivi medici. Sono detraibili le spese per l’acquisto di mezzi per la deambulazione, per le prestazioni mediche specialistiche, per l’acquisto di poltrone per inabili, di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale; di dispositivi medici necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili, come per esempio le stampelle.
• L’attrezzatura per muoversi. Si possono detrarre totalmente le spese relative alla costruzione di rampe e l’installazione di ascensori presso il proprio domicilio, per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
• Gli strumenti informatici. È prevista la detrazione Irpef del 19%, e l’Iva agevolata al 4% anziché al 22%, per l’acquisto di strumenti informatici come computer, cellulari, apparecchiature di domotica domestica e altri mezzi tecnologici necessari a facilitare la vita della persona disabile.
• Le spese di abbattimento barriere architettoniche. È prevista la detrazione del 36% dei costi sostenuti su un importo massimo di 48mila euro.
• Le polizze assicurative. È possibile usufruire di una detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per le polizze assicurative. L’importo complessivo detraibile è di 750 euro per le assicurazioni che prevedono il rischio di morte o di invalidità permanente, e di 1.291,14 euro per quelle che coprono il rischio di non autosufficienza negli atti della vita quotidiana.
• Successioni e donazioni. La normativa riconosce un trattamento agevolato quando a beneficiare di una successione o una donazione è una persona con disabilità grave. In questi casi è previsto che l’imposta dovuta si applichi solo sulla parte della quota ereditata o donata che supera l’importo di un milione e 500mila euro, anziché un milione di euro.
L’iter burocratico
I diritti della Legge 104 passano dall’accertamento della disabilità, che prevede diversi passaggi.
• La richiesta. Il certificato con le patologie del paziente sarà inviato dal medico di base telematicamente al portale dell’Inps.
• La domanda all’Inps. In seguito, l’interessato deve inoltrare domanda per l’accertamento dell’handicap sul portale Inps, accedendo tramite Pin, Spid, Cie (Carta di Identità Elettronica 3.0) o Cns, seguendo il percorso “Sostegni, sussidi, indennità” - “Per disabili” - “Allegazione documentazione sanitaria”. Se si fatica a districarsi nei “labirinti digitali”, ci si può rivolgere a un patronato abilitato a svolgere le stesse pratiche, oppure chiamare da rete fissa il numero 803164 gratuito e da rete mobile il numero 06.164164.
• La visita. La persona disabile verrà convocata entro 30 giorni davanti alla commissione medica della propria Asl per una visita, dopo la quale l’Inps invierà il verbale, entro 90 giorni.
• Il verbale. Il documento può contenere un riconoscimento definitivo, se la malattia è irreversibile, oppure revisionabile: in tal caso sono previste visite successive, a ogni rinnovo. Se invece la richiesta viene negata sarà possibile presentare ricorso in sede giudiziaria.
• La domanda. Una volta riconosciuta la disabilità in base alla legge 104, il caregiver, cioè la persona che presta assistenza al disabile, può richiedere le giornate mensili di permesso retribuito (o il congedo straordinario), presentando domanda telematica nel portale Inps.











