Chi ha praticato lo yoga anche solo una volta sa che di questa disciplina millenaria - che ha avuto origine nella valle dell’Indo nel 3000 a. C. - esistono infinite varianti. Dai grandi classici come Hatha, Kundalini, Asthanga, Vinyasa, Bikram e Power, che sono anche i metodi più diffusi e praticati al mondo, negli anni sono infatti nate moltissime declinazioni, soprattutto nel secolo scorso. E allora ecco discipline come lo yoga ormonale, quello in acqua, il chair yoga, lo yoga facciale (considerato un potente antiage per il viso) o della risata, per citarne solo alcuni. Ma tra le novità più recenti arrivate in Italia ce n’è una che sta riscuotendo molto interesse: l’antigravity yoga o aereo, nato negli Stati Uniti vent’anni fa da un’idea del ginnasta e ballerino acrobatico Christopher Harrison.

Le imbracature
Di cosa si tratta esattamente? «È una disciplina che mescola movimenti dello yoga, del pilates e della danza aerea e che non si può praticare in casa o all’aperto perché richiede l’impiego di speciali imbracature, o amache, in tessuto saldamente assicurate al soffitto con ganci e molle d’acciaio», spiega Miriam Feltrin, istruttrice di antigravity yoga presso il Centro Spazio Garibaldi di Milano e formatrice di istruttori yoga. «Grazie a queste amache, si può lavorare sospesi da terra, in volo, così la colonna vertebrale - alleggerita dalla pressione gravitazionale che avvertiamo quando abbiamo i piedi per terra - si allunga e si flette con facilità. E il corpo si può allungare liberamente in ogni direzione, anche a testa in giù».

«Se praticato con gradualità e sotto la guida di un istruttore certificato, l’antigravity yoga è sicuramente un’attività dolce e sicura che può dare molti benefici, a partire dal profondo rilassamento mentale prodotto dall’abbandono del corpo nello spazio», dice l’ortopedico Arturo Guarino, consulente e già direttore della Traumatologia dello sport dell’ospedale Gaetano Pini di Milano. «La decompressione della colonna vertebrale a livello dei dischi intervertebrali, poi, permette di migliorare la postura e contrastare i danni delle troppe ore seduti al computer. Infine, stimolando la produzione di endorfine e serotonina, è un ottimo allenamento anche per combattere lo stress».
Le asana (così si chiamano le posizioni dello yoga) in inversione, infatti, sono quelle che più favoriscono la decompressione della colonna vertebrale e l’idratazione dei dischi intervertebrali, oltre a migliorare la flessibilità di tendini e muscoli. «Fin dalle prime lezioni si nota un generale miglioramento della postura. Poi, con il tempo, è un allenamento che tonifica anche i muscoli, soprattutto addominali e braccia», continua l’istruttrice. «Nel mio percorso ho studiato e insegnato diversi metodi yoga, tra cui lo yoga wall, una pratica che utilizza la parete come un attrezzo, e quando ho sentito parlare di antigravity mi sono subito incuriosita».

I requisiti
L’antigravity yoga è una pratica dolce, fatta di movimenti lenti e consapevoli, ma non vuol dire che sia adatta a tutti: è sconsigliata in caso di gravidanza, glaucoma, recenti interventi chirurgici, malattie cardiache, ipertensione o ipotensione, vertigini, osteoporosi, ernie del disco infiammate o altre condizioni particolari come la sindrome del tunnel carpale o artrite grave. Per questo, prima di iniziare la pratica, in caso di dubbi o di condizioni di salute specifiche, è necessario sentire il parere del medico.

L’allenamento
Generalmente una lezione di antigravity yoga si articola in quattro fasi. Si comincia da un momento di concentrazione iniziale, attraverso l’ascolto del respiro, seguito dal riscaldamento muscolare che si fa utilizzando l’amaca come un attrezzo. Dopo qualche minuto, comincia la lezione vera e propria: si sale sull’amaca e si comincia a eseguire, con calma e concentrazione, una sequenza di asana in sospensione, seguendo le indicazioni e l’esempio dell’istruttore. La lezione si conclude con il rilassamento finale avvolti nel bozzolo dell’amaca.

I benefici
Proprio perché praticato a mezz’aria e spesso a testa in giù, questo tipo di allenamento riduce la tensione muscolare e la pressione sui dischi intervertebrali, stimolando il sistema linfatico e favorendo il drenaggio e la naturale depurazione dalle tossine accumulate.
«In più migliora la consapevolezza del proprio corpo e il controllo dell’equilibrio, grazie all’ottimizzazione della risposta propriocettiva», continua l’istruttrice. «Ed è una disciplina rilassante e antistress, che stimola la produzione di serotonina, endorfine e dopamina, gli ormoni della felicità. Infine, per la grande varietà di posizioni che, a terra, non si potrebbero assumere, aiuta anche a migliorare la neuroplasticità del cervello, stimolando nuove connessioni sinaptiche e percorsi neurali, rafforzando così la capacità di apprendere e adattarsi».