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L'abbazia medievale di Novacella, circondata dai vigneti della Valle Isarco, in Alto Adige
Dimenticare lo stress, rallentare. E, soprattutto, spegnere il cellulare e abbandonarsi all’abbraccio rasserenante del silenzio. Dalle Alpi alla Sicilia, cresce la domanda di soggiorni nei monasteri: luoghi fuori dal tempo, immersi nella natura o nascosti nelle città d’arte, dove le giornate sono scandite da momenti di meditazione o di preghiera che spezzano l’andatura convulsa della quotidianità, e risintonizzano la mente e il corpo su ritmi più pacati e, di fatto, più umani.
In un’epoca dominata dall’attivismo compulsivo, sono in aumento i singoli, le famiglie o i gruppi che scelgono una forma di vacanza radicale e antica: il ritiro in un convento, in un eremo o in un’abbazia, anche solo per un lungo weekend. Non sono pellegrinaggi spirituali in senso stretto, ma esperienze trasversali aperte a tutti, credenti e non, e che rispondono al bisogno di ritrovare una propria armonia. Uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Psychology e condotto nelle università di Moncton, in Canada, e del Michigan, negli Stati Uniti, su 520 partecipanti a soggiorni organizzati in un centro benedettino, ha confermato che il ritiro monastico migliora il benessere psicologico perché determina uno stacco dal carico delle incombenze quotidiane, favorisce momenti di contemplazione e agisce come un’esperienza di disntossicazione cognitiva, che genera un profondo senso di appagamento e di calma interiore.
Sono molte le persone ad andare da sole
Il turismo monastico ha registrato un boom dopo la pandemia: secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero del Turismo, in Italia le presenze superano i 5,6 milioni di pernottamenti annui, con un balzo del +46% rispetto agli standard pre-Covid. L’identikit dei viaggiatori religiosi? L’Istituto nazionale ricerche turistiche rivela che sono soprattutto persone d’età fra i 30 e i 50 anni (le donne sono il 57%); il 32,7% viaggia con il partner, il 19,7% in gruppo, una percentuale consistente parte da sola, e fra le motivazioni spicca - oltre alla fede - la ricerca di spiritualità in senso lato, unita alla passione per il patrimonio storico-artistico di cui i complessi monastici italiani restano fra gli esempi meglio conservati.
L’occasione per regalarsi una pausa
«Soggiornare nei luoghi del sacro è l’occasione per regalarsi una pausa, ma anche per riflettere sulle radici della propria tradizione e sulla memoria familiare che ha formato il nostro bagaglio spirituale», dice Giovanna Rech, professoressa associata in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Pegaso, e già ricercatrice negli atenei di Trento, Verona e Padova. «L’ospitalità religiosa è curata, empatica, etica, e anche quando si viaggia da soli in un monastero ci si sente accolti e parte di una comunità». Ci si sveglia all’alba per pregare o meditare, si lavora nell’orto, si studia. Non è un sacrificio consumare pasti frugali in silenzio, dialogando solo con gli occhi e con i piccoli gesti di rispetto e di cura. In cambio, si riceve qualcosa di raro: il tempo. Tempo per leggere, camminare, pensare. Tempo per non fare. In un mondo che ci vuole sempre produttivi, veloci e iper connessi, il monastero rappresenta una forma di resistenza gentile e diventa approdo privilegiato non per una fuga, ma per un ritorno. A se stessi, prima di tutto.
Eremi e abbazie dove soggiornare
La Regola benedettina insegna che tutti gli ospiti che giungono al monastero siano accolti come Cristo («poiché un giorno egli ci dirà: ero forestiero e mi avete ospitato»). È un approccio ecumenico all’accoglienza presente anche in altri ordini monastici, che mettono a disposizione dei visitatori il servizio di pernottamento e i pasti. Gli ospiti sono comunque invitati a rispettare i momenti di silenzio e gli appuntamenti con la preghiera comunitaria. È bene prenotare con anticipo, per telefono o email. In alcune strutture il pernottamento è a offerta libera, in altre si versa un contributo. Ecco alcuni indirizzi dove soggiornare.


Il Santuario di Oropa, sopra Biella
Santuario di Oropa
(Piemonte)
Incorniciato da un anfiteatro alpino a circa 1.200 metri di altitudine sopra Biella, il Santuario di Oropa, dedicato alla Madonna Nera e sito Unesco dal 2003, è uno dei complessi mariani più importanti del Nord Italia. Circa 250 stanze sono a disposizione degli ospiti, che possono visitare i boschi circostanti, il chiostro con la basilica antica (eretta fra il 1600 e il 1637), la basilica nuova (1885-1960), il Museo dei Tesori e il Sacro Monte.
Monastero di Bose
(Piemonte)
Il Monastero di Bose a Magnano, sulle colline della Serra di Ivrea, nasce nel 1965 come un complesso di strutture moderne e cascine ristrutturate immerse nella natura. I visitatori partecipano alla liturgia, ma anche a incontri, letture e momenti di condivisione della vita comunitaria. Oltre agli 86 posti letto, sono presenti un apiario, laboratori di tessitura e ceramica, una cereria, una falegnameria e un atelier per la realizzazione di icone.


Il Monastero di Santa Croce del Corvo a Bocca di Magra (La Spezia)
Monastero di Santa Croce del Corvo
(Liguria)
Con la vista che spazia dal mare fino alle Alpi Apuane, il Monastero di Santa Croce al Corvo a Bocca di Magra (La Spezia), fondato nel 1176, è la casa dei Frati Carmelitani Scalzi, e con le sue 90 camere propone un’ospitalità che unisce la spiritualità all’immersione rigenerante nel paesaggio. Attraversando il parco che si estende per dieci ettari intorno al monastero si scende fino al mare, passeggiando fra gli ulivi e la macchia mediterranea.
Abbazia di Piona
(Lombardia)
L’Abbazia (o Priorato) di Piona è un gioiello dell’architettura romanica lombarda che s’incontra a Colico all’estremità della penisola di Olgiasca, sulla sponda lecchese del lago di Como. È tuttora abitata dai monaci che vivono secondo la regola benedettina dell’“ora et labora” producendo liquori d’erbe e tisane, e offre un contesto contemplativo di struggente bellezza che invita al raccoglimento. Per ritiri brevi in giornata, senza pernottamento.
Abbazia di Novacella
(Alto Adige)
Fondata nel 1142 a Varna, vicino a Bressanone, è gestita dai canonici agostiniani e vanta una cantina nota da secoli per la produzione di vini bianchi aromatici tipici del terroir alpino, fra i quali spiccano il Sylvaner, il Kerner, il Riesling e il Grüner Veltliner. È possibile anche partecipare a degustazioni e visite guidate fra i filari della Valle Isarco. L’abbazia dispone di 48 camere con bagno privato, da prenotare con buon anticipo.
Eremo di San Giorgio
(Veneto)
L’Eremo di San Giorgio si trova sul Lago di Garda a Bardolino, in provincia di Verona, ed è stato fondato alla fine del XVII secolo. La comunità monastica che vi abita si ispira alla figura di San Romualdo, fondatore della tradizione camaldolese, che unisce l’eremitismo alla vita comunitaria. Qui gli ospiti condividono momenti di preghiera e lavoro manuale immersi nella natura e nel silenzio. La foresteria può accogliere fino a 17 persone.


San Francesco del Deserto, nella Laguna di Venezia
San Francesco del Deserto
(Veneto)
Sull’isola-monastero di San Francesco del Deserto, raggiungibile in barca da Burano, si vive un’esperienza di isolamento radicale in uno dei luoghi più legati alla memoria del santo di Assisi, che ne gettò le fondamenta nel 1220 al suo ritorno dall’Oriente. La foresteria dispone di poche celle spartane destinate a ritiri spirituali e meditazione: i frati, infatti, ricevono solo chi desidera condividere la vita monastica in quest’angolo di paradiso della Laguna veneta.
Eremo di Camaldoli
(Toscana)
Il cuore verde della Toscana, in provincia di Arezzo, custodisce uno dei complessi religiosi più affascinanti d’Italia: l’Eremo benedettino di Camaldoli. Qui convivono due anime, quella comunitaria del monastero, edificato nel 1046 e poi ampliato, e quella eremitica delle celle immerse nei boschi. C’è anche una foresteria, che può accogliere fino a 154 persone in camere singole o a più letti, con servizi interni in pensione completa o mezza pensione.
Abbazia di San Miniato al Monte
(Toscana)
L’Abbazia di San Miniato al Monte domina Firenze dall’alto, assicurando a coloro che vi soggiornano non solo una vista spettacolare sulla città, ma anche la possibilità di partecipare ai canti gregoriani dei monaci benedettini. L’ospitalità, solo maschile, è limitata e riservata a chi cerca un contesto d’elezione per un ritiro spirituale. È richiesta la partecipazione alle preghiere della comunità, oltre al rispetto degli orari.
Abbazia di San Pietro
(Umbria)
Ad Assisi, l’Abbazia di San Pietro, fondata sul finire del X secolo e ricostruita nel Duecento, è abitata dai monaci della Congregazione Benedettina Cassinese, e accoglie pellegrini, gruppi ecclesiali, famiglie e singoli che desiderano vivere un tempo di silenzio, spiritualità e fraternità. La Casa Religiosa di Ospitalità offre un’accoglienza semplice e discreta, ispirata ai valori della condivisione, dell’ascolto e della preghiera.


L'Abbazia di Santa Maria di Farfa a Fara in Sabina (Rieti)
Santa Maria di Farfa
(Lazio)
L’abbazia carolingia di Santa Maria di Farfa è un monastero della congregazione benedettina cassinese, e prende nome dall’omonimo fiume (il Farfarus di Ovidio) che scorre nelle territorio di Fara in Sabina (Rieti). A disposizione degli ospiti la foresteria delle Clarisse Eremite con 80 posti letto, e corsi residenziali di musica: i prossimi si terranno dal 29 al 31 luglio (tecniche di composizione) e dal 17 al 22 agosto (canto gregoriano).
Santuario di San Michele Arcangelo
(Puglia)
Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo sul Gargano, in provincia di Foggia, risale al X secolo ed è scavato nella roccia. Dormire nei pressi del santuario, sito Unesco dal 2011, significa immergersi in una dimensione spirituale coinvolgente e quasi primordiale: l’Hotel Casa del Pellegrino-Basilica Santuario San Michele dispone di 50 camere con servizi privati, bar, ristorante e spazi per ritiri spirituali.
Abbazia di San Pietro di Sorres
(Sardegna)
Vita benedettina autentica e accoglienza essenziale caratterizzano il soggiorno all’Abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta (Sassari), edificata a partire dal XII-XIII secolo. La foresteria è attrezzata con 2 camere da 4 letti, 10 camere da 2 letti e 11 camere singole, tutte provviste di bagno. A Sorres vengono proposte settimane di studio su argomenti biblici e patristici, settimane di liturgia, corsi di esercizi spirituali e giornate di ritiro
Monastero di San Benedetto
(Sicilia)
Il Monastero di San Benedetto a Modica, casa delle Monache Benedettine dell’Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento, è stato fondato nel 1892 sulla collina dell’Itria, anche se la presenza benedettina in città risale al XIII secolo. Qui un tempo le suore di clausura preparavano le ostie e i tipici “biscotti ricci”, a base di farina di mandorle e zucchero, e oggi gestiscono una foresteria e l’adiacente Villa Polara, utilizzata per l’accoglienza.













