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Mio nipote di 13 anni fa ancora la pipì a letto. Nonostante mia figlia lo svegli anche due volte la notte, la mattina si ritrova sempre molto bagnato. Di giorno la sua diuresi è normale, ha fatto tutte le indagini di routine ma non è emerso nulla. Vorrei qualche consiglio per aiutarlo a risolvere un problema che grava soprattutto psicologicamente perché rinuncia a molte occasioni di socializzazione. A quale specialista è meglio rivolgerci?
Antonella C.
La risposta di Giovanni Mosiello, urologo pediatra, direttore dell’unità operativa complessa di Chirurgia della continenza e Neuro-Urologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma
Gentilissima Antonella, grazie per la sua domanda, che dà l’opportunità di rispondere su un tema che riguarda molte famiglie con bambini e adolescenti nella stessa condizione di suo nipote.
L’enuresi notturna, ossia la perdita involontaria di urina durante il sonno in bambini di età superiore ai cinque anni, è una problematica frequente e spesso purtroppo mal gestita: la ricerca dello specialista, nella maggior parte dei casi, non è necessaria, dal momento che il disturbo può – e deve – essere gestito benissimo dal pediatra di base.
Un bambino normalmente acquisisce il controllo diurno della vescica entro i tre anni d’età e quello notturno entro i cinque anni e mezzo, quindi un trattamento prima di questa età non è giustificato, anche se non dev’essere trascurato il problema, che andrà affrontato solo nel caso non vi sia una risoluzione spontanea durante lo sviluppo puberale.
Distinguere tra forma primaria e secondaria
L’enuresi notturna deve essere trattata distinguendo la forma primaria (il bambino non ha mai smesso di bagnare il letto durante la notte) da quella secondaria (il bambino riprende a bagnare il letto di notte dopo un periodo “asciutto” di 6-12 mesi).
Un’altra importante distinzione è quella tra l’enuresi vera, monosintomatica (il bimbo bagna soltanto di notte e non ha alcun disturbo di giorno) e non monosintomatica (bagna di notte, ma presenta problematiche anche diurne: per esempio, corre in bagno con urgenza, con frequenza aumentata, c’è perdita anche solo di gocce, o trattiene a lungo l’urina). Il bambino che si bagna solo di notte, infatti, ha delle necessità diagnostiche e terapeutiche completamente diverse da quello che manifesta anche disturbi diurni.
Le varie cause dell’enuresi notturna
Nella maggior parte dei casi, l’enuresi notturna è causata da:
• un’eccessiva produzione di urina durante la notte (la cosiddetta poliuria notturna);
• una capacità ridotta della vescica, generalmente di tipo funzionale (iperattività) accompagnata sempre però a sintomi anche di giorno e raramente da un letto completamente bagnato;
• difficoltà a svegliarsi allo stimolo di vescica piena.
Il pediatra potrà inoltre escludere la presenza di altre problematiche che possono essere causa o favorire l’enuresi, quali stipsi ostinata, diabete, problematiche psicologiche. In caso di dubbi, potrà fare eseguire degli esami: del sangue, delle urine, un’ecografia a reni e vescica o dell’addome intero.
Il pediatra inquadrerà quindi la situazione, anche utilizzando dei diari diurni e notturni, e indicherà la corretta terapia, che potrà essere farmacologica, per resettare con un farmaco la produzione di urina, o riabilitativa, lavorando sul risveglio, utilizzando lo strumento dell’allarme notturno.
Quando rivolgersi a uno specialista
Quale bambino con enuresi notturna deve quindi andare da uno specialista? Possiamo dire che, se non in rarissimi casi, basta il pediatra e la famiglia deve avere fiducia in lui. L’enuresi notturna non si risolve in poche settimane (sono necessari mesi e talvolta anni di terapia). Il pediatra di famiglia, ove necessario, sarà il primo a far fare degli esami e consigliare uno specialista, in presenza di altra patologia, in particolare:
• endocrinologo se si tratta di diabete;
• nefrologo, se si sospetta una patologia renale;
• urologo (che è un chirurgo) per sospetto di malformazione delle vie urinarie e cioè solamente in quei casi che hanno problematiche vescicali diurne e notturne, e con ecografia alterata.









